PACENTRO – È stata in forse fino all’ultimo secondo la 567esima Corsa degli Zingari di Pacentro (L’Aquila) a causa degli incendi che per quindici giorni hanno devastato il Parco nazionale della Majella e la Valle Peligna distruggendo secondo le stime circa 400 ettari di vegetazione: una spessa coltre di fumo ha invaso tutta la zona e si è dissolta solo dopo la pioggia del fine settimana.
La campanella della chiesetta della Madonna Di Loreto domenica scorsa ha infine suonato lo stesso, per i 32 partecipanti che hanno affrontato la ripida discesa a piedi nudi partendo dalla cima del Colle Ardinghi, attraversato il guado sul torrente Vella e risalito il fianco del paese prima di gettarsi stremati davanti l’altare per essere medicati.
Per la sesta volta, la vittoria è andata ad Alessio Marcaurelio, della contrada del Colle, seguito da Stefano Lotito e dal 15enne Leon Freyne, ragazzo irlandese di madre italiana che dal 2014 si è stabilito con la sua famiglia a Pacentro.
Alessio, corridore ormai esperto, ha battuto tutti completando la discesa e la risalita in 5 minuti netti, staccando di trenta secondi il secondo classificato, di un minuto il terzo e si è goduto a fine gara il meritato giro d’onore per le vie del paese portato a spalla da compagni e amici.
“Lo scorso anno sono arrivato secondo dietro al mio amico Simone Di Loreto che questa volta ha preferito non gareggiare – è stato il commento a caldo del vincitore, mentre i volontari della Croce Rossa gli curavano le ferite ai piedi – Io ho fatto uno sforzo per partecipare perché la discesa è sempre dolorosa. In alcuni momenti ti lasci sopraffare dall’emozione e non ricordi bene il percorso, i punti in cui passare”.
Alessio è stanco ma soddisfatto e ancora carico dell’adrenalina della gara e dell’atmosfera unica di una festa che, come poche altre, può essere giustamente spiegata e raccontata solo vivendola e respirandone l’aria fin dal mattino, nel carico di emozioni che si scatenano al segnale di partenza della campanella.
“Impossibile non partecipare. È una tradizione da vivere e onorare”, ha affermato con forza.
Una giornata particolare, come ogni edizione, ma con un qualcosa in più: la presenza di un gran numero di oriundi pacentrani, emigrati all’estero nel dopoguerra o figli di emigranti che hanno lasciato il paese a partire dai primi del ‘900 sbarcando con i piroscafi nel famoso porto di Ellis Island.
Molte porte e finestre, chiuse da anni, nei vicoli stretti e nelle piazzette del borgo vecchio hanno mostrato di nuovo la vita e la partecipazione sentita di chi magari ha conosciuto la corsa solo dai racconti dei genitori o dei nonni.
E c’è stato chi ha fatto di più, come Mickey Puccini, americano, sessant’anni, che si è allenato duramente perdendo 13 chili, per partecipare in prima persona alla gara.
“È stato fantastico – ha raccontato Mickey ad AbruzzoWeb – volevo che si pronunciasse di nuovo il nome della mia famiglia di cui in paese sembrava non ricordare nulla nessuno. Il mio trisavolo era nato qui e poi è partito per l’America”.
“Penso che il prossimo anno resterò a guardare – ha sorriso – perché la corsa è davvero dura ma alla fine i miei piedi non stanno poi così male! Ed è stato un modo per entrare in piena sintonia con i paesani. Uno dei giovani lassù in cima mi ha detto seguimi e guarda dove metto i piedi”.
Soddisfatto per la riuscita della giornata il primo cittadino, Guido Angelilli: “Tredici giorni di roghi ci hanno messo a dura prova. Squadre impegnate su più fronti e inneschi che accendevano altri fuochi in punti diversi. Un incendio di proporzioni vastissime sviluppatosi rapidamente e in maniera anomala. La manifestazione è stata in forse fino all’ultimo istante e i giochi pirotecnici vietati per ovvi motivi. Ma è stato bello alla fine vedere comunque tanta voglia di partecipare, tanta gente presente. Un segnale positivo”.
Nel pomeriggio, prima della discesa a piedi nudi dei “grandi”, la corsa, per le vie del paese, degli zingarelli, bambini dai 6 ai 12 anni e qualche fuori classifica: il concorrente più giovane un bimbo di appena un anno che ha completato il percorso con grinta anche se distratto, in qualche passaggio, dai giochini colorati delle bancarelle.






