AVEZZANO – La sua passione inizia sin dai primi anni di vita, quando a scuola preparava le recite di Natale con la maestra e i suoi compagni di classe. È li che ha capito che da grande voleva fare l’attore, e ci è riuscito.
Parliamo di Corrado Oddi, classe ‘71, nato ad Avezzano (L’Aquila) dove tuttora vive con la moglie, sua compaesana, e la loro figlioletta di quasi quattro anni, Eleonora.
Nel suo curriculum esperienze in tv, cinema, teatro, anche come autore e regista, e come doppiatore, in una carriera che ha dato i primi segnali concreti quando ha iniziato a frequentare la scuola di Teatro, con il grande maestro Ugo De Vita.
“Erano gli anni dell’ università a Roma – racconta – dove frequentavo la facoltà di Lettere. Grazie alla scuola di teatro mi sono lanciato nelle prime esperienze di recitazione con compagnie teatrali, ho ottenuto i primi contratti. Poi ho cercato di unire i miei studi letterari alla passione per la recitazione, dedicandomi al teatro rinascimentale e medievale”.
Corrado Oddi è noto al grande pubblico soprattutto per fiction come “Amore criminale”, “Butta la luna”, “Carabinieri 6”, Diritto di difesa”, e per i suoi lavori cinematografici come “La bella società”, “L’ultimo della classe”, “L’allenatore nel pallone 2” e “Ragazzi de’ borgata”.
Iniziamo proprio dal film “L’allenatore nel pallone 2” mandato due sere fa in onda in prima visione su Italia 1, dove interpreti il dirigente della squadra di calcio.
“Il film che è uscito al cinema nel 2008, aveva riscosso tantissimo successo ed è stato campione di incassi. Poi nel 2009 su Sky ha registrato uno share altissimo, e pare che lo stesso successo si sia ripetuto qualche sera fa con la prima messa in onda su piccolo schermo in chiaro”.
Che cosa ricordi con piacere di questo film, girato a Viterbo nel 2007?
“Sicuramente l’ambiente divertente e i tanti artisti che ho avuto la fortuna di incontrare. Soprattutto Lino Banfi, che è simpatico ma molto riservato. E poi anche se fa spesso film “leggeri” è una persona molto saggia e anche impegnatissimo nel sociale”.
E del tuo primissimo provino, che ricordo hai?
“Era per uno spot pubblicitario. Mi hanno chiesto se conoscevo il loro prodotto, io gli ho detto di no, e il provino è finito lì. Non mi è sembrato molto giusto, ma con il tempo ci si abitua. Nel nostro lavoro i provini fanno parte della normalità”.
Ma nella vita di un attore, oltre ai provini, molte volte gli incontri giusti sono decisivi. Chi ha lasciato il segno nella tua carriera?
“Ho sempre avuto un modo di pormi molto umile e semplice, quindi ogni persona incontrata sul lavoro mi ha insegnato qualcosa. Ci sono alcuni grandi maestri, con cui ho lavorato o che ho potuto incontrare, che sicuramente sono stati importanti. Parlo di Elio Pandolfi, Paolo Ferrari, e soprattutto Sergio Martino, che mi ha sempre dato tanta fiducia”.
Il tuo percorso lavorativo è stato molto variegato. Dal cinema alla tv, al teatro, al doppiaggio. In quale di queste attività ti vedi meglio? Quale preferisci?
“Mi sento portato in tutto e credo che una attore dovrebbe fare tutto. Anche nel doppiaggio ho avuto molte soddisfazioni, ma è molto impegnativo e ruberebbe molto tempo ad altre attività. Sicuramente cinema e tv regalano più visibilità del teatro”.
Il mestiere di attore porta a incontrare tanta gente, tanti professionisti. Diciamo che cambi ogni volta, o comunque molto spesso, i tuoi colleghi di lavoro. C’è qualcuno con cui non hai mai recitato e con cui ti piacerebbe farlo?
“Sarebbe un onore per me fare un film con Kim Rossi Stuart, Giancarlo Giannini e Stefano Accorsi. Sono professionisti che hanno dato e stanno dando tanto al cinema italiano”.
Il cinema italiano che da anni lamenta una forte crisi. È reale?
“Credo che in Italia ci siano bravi registi e bravi attori, e le idee non sono mai mancate. A volte si possono fare le scelte sbagliate. Poi se nel Paese c’è crisi e mancano i fondi per la cultura, ciò non vuol dire che non ci sono talenti”.
Sei una persona molto positiva e ottimista.
“Diciamo che sono soddisfatto, perché mi sono costruito da solo, con le mie forze. Vengo da una famiglia modesta, e per studiare e mantenermi ho fatto anche il cameriere, come tanti giovani. Quindi sono contento per quello che ho ottenuto, sono minimalista e mi accontento di poco, certo non sono diventato ricco”.
Sogni irrealizzati nel cassetto?
“Si, diciamo che ho ancora un grattacielo pieno di sogni. Ma i miei obiettivi li creo giorno per giorno, proponendo i miei spettacoli, le mie idee. Ora sono in attesa di un nuovo progetto cinematografico, ma non posso dire nulla di più”.
E come concili tutti i tuoi impegni con la vita privata?
“Abbastanza bene, soprattutto perché ho la fortuna di vivere ad Avezzano, a un’ora da Roma. Così posso stare vicino alla famiglia quotidianamente, e dedicarmi a mia figlia, che per ora è piccola, ma se penso al suo futuro le auguro di non fare l’attrice”.
Concludiamo con l’argomento più recente, quello con cui abbiamo aperto l’intervista. Dal successo del film “L’allenatore nel pallone 2” cosa ti aspetti per la tua carriera?
“Nell’immediato mi aspetto quella notorietà tra il grande pubblico che sicuramente mi aiuterebbe a farmi conoscere ed apprezzare. Ma spero soprattutto di essere stato apprezzato come attore, per ottenere in futuro dei ruoli di spessore”.



