L’AQUILA – “Non possiamo rischiare, basta così”.

E’ solo una delle tante voci dei commercianti abruzzesi che, in queste ore, nonostante il nuovo Dpcm, firmato due notti fa dal premier Giuseppe Conte al fine di evitare il diffondersi del contagio da Coronavirus, non preveda limitazioni o la chiusura di negozi ed attività commerciali, hanno deciso autonomamente di abbassare le serrande ma solo per la durata dell’emergenza.

Il decreto prevede la sospensione delle “attività di pub, scuole da ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati”, mentre “i gestori di attività di ristorazione possono continuare a tenere i locali aperti, a condizione che garantiscano la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, pena sanzione in caso di violazione. Stesso discorso per palestre e piscine, che possono continuare a stare aperte a patto che i frequentatori siano distanziati gli uni dagli altri”. 

Ma i piccoli imprenditori alle prese con un’emergenza mai vista, per senso di responsabilità, hanno deciso di chiudere nonostante, ad oggi, potrebbero continuare a lavorare.

Sempre più ristoranti, pub e pizzerie decidono di sospendere le attività a data da destinarsi o si attrezzano per migliorare il servizio da asporto.

Stessa cosa vale per le palestre e i centri estetici: “Il decreto firmato l’8 marzo dalla Presidenza del Consiglio invita le persone a restare a casa e a limitare le uscite e le interazioni sociali il più possibile. Al contempo, però, nessuna risposta concreta viene dalle stesse autorità. Nessuno mi ha imposto di chiudere. Lo stesso sindaco invita le persone alla responsabilità e al buon senso, ma non dà disposizioni precise verso attività come la mia”, spiega Angela Del Papa, presidentessa del Club Zenit, centro fitness attivo da oltre 15 anni a Montesilvano. 

“Tenere aperta la struttura, rispettando le misure del decreto, è sconsiderato e quasi impossibile. La mia è stata una decisione dura, ma è il minimo che possa fare per contenere il contagio. Lo devo alle persone che mi danno fiducia da anni, lo devo alla mia comunità. Non so quando sarà possibile riaprire in queste condizioni. Ma non abbandonerò i miei soci. Innanzitutto, congelerò i loro abbonamenti fino alla data di riapertura del centro. Nessuno perderà ciò che ha investito”.