L’AQUILA – E’ sempre più “social” la comunicazione della Polizia dell’Aquila. Merito del questore, Gennaro Capoluongo, insediatosi a febbraio scorso, che ha impresso una svolta decisa e radicale in questo senso. Capoluongo ha utilizzato i social, e in particolare la pagina Facebook della Questura, per diffondere un messaggio alla cittadinanza in questa fase delicata dell’emergenza coronavirus. Per dire che la Polizia ha privilegiato l’aspetto dell’informazione a quello della repressione e che ora ci sarà bisogno di un grande sforza di responsabilità per affrontare al meglio il ritorno alla normalità.

“Sono onorato di parlare a tutti voi – ha esordito Capoluongo -, rappresenta un’occasione per me per dire ciò che quotidianamente avrei voluto fare e che questa odiosa epidemia non ci ha consentito di fare. Mi sarebbe piaciuto esercitare la mia funzione di tutela dei cittadini restando vicino alla gente, ascoltando timori, bisogni, necessità e aspettative. L’ho affermato appena arrivato, con l’obiettivo di creare un sistema di sicurezza funzionale alle esigenze dei cittadini. Abbiamo superato la prima fase molto delicata e ci stiamo adeguando a questo secondo momento che richiede ulteriore attenzione, nel rispetto di una serie di regole che ci condurranno fuori dal tunnel per poter presto ritornare alla vita quotidiana. Dovremo abituarci a nuovi stili di vita, nuove condotte, nuovi modi di lavorare. Il che comporterà un adeguamento dei modelli di sicurezza per far fronte alle innovative esigenze”.

“L’emergenza Covid ha mutato i miei programmi – ha detto il questore – avevo in animo di fare cose per la città, con il supporto di giovani, professionisti, anziani, lavoratori, associazioni di categoria, mondo accademico e scientifico. Un lavoro insieme alla gente e con la gente. Questo ho cercato di fare”.

“Ho preferito utilizzare un linguaggio semplice – ha proseguito – così come le azioni sono state altrettanto semplici, ma concrete e facilmente percepibili. Il lavoro portato è consistito in un’attività di informazione meno afflittiva, votata a mettere al corrente i cittadini delle norme da rispettare, seppur nella rigorosa azione di verifica delle stesse”. 

Anche sul fronte dell’attività operativa sono state utilizzate delle accortezze. “Ho cercato di impartire disposizioni che tendessero all’informazione più che alla repressione – ha spiegato Capoluongo -, controlli attenti, ma con una scrupolosa considerazione delle situazioni. Abbiamo fatto il possibile. Lo abbiamo fatto con equilibrio, onestà, consapevolezza delle nostre azioni dettate dal bene primario della tutela e salvaguardia della salute dei cittadini. Ognuno ha fatto bene la propria parte”. 

“Ora stiamo percorrendo una nuova fase con meno restrizioni – ha concluso il questore – che ci deve accompagnare ad atteggiamenti più normali, affidati alla responsabilità. La nostra capacità di rispettare le regole ha fatto sì che la provincia dell’Aquila sia tra le meno colpite a livello nazionale. Vi chiedo un ultimo sforzo. Ci sono norme più favorevoli alla libertà e alle normali condotte di vita. Questo significa maggiori possibilità di venire in contatto con il virus. Di questo dobbiamo tenere conto. Lo dobbiamo fare per il nostro bene. Vi chiedo due cose semplici: distanziamento sociale ed evitare assembramenti. Non è facile, il bisogno di libertà è fondamentale. Il segnale percepito è di una grande responsabilità. Per questo voglio rivolgere il mio grazie a tutti coloro che hanno contribuito a combattaere la diffusione del virus, operatori sanitari, addetti al trasporto, quelli confinati nei market, impiegati pubblici e privati, gli agricoltori, gli amministratori pubblici”.

“Un saluto particolare – ha infine detto Capoluongo – a una componente a cui mi sento molto vicino: i giovani. hanno dato dimostrazione di grande responsabilità e maturità, sono stati a casa in silenzio. Un esempio per tutti noi”. ​