L’AQUILA  – “Vincolo di evitare ogni spostamento” nell’intera Lombardia e in quattordici province di Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Marche.

Il presindente del Consiglio, Giuseppe Conte firma in nottata il decreto del presidente del Consiglio che limita le possibilità di movimento nelle zone più colpite dal contagio Coronavirus.  In una situazione che bollettino diramato oggi dalla Protezione civile alla mano è drammatico:  dall’inizio dell’epidemia 7.375 persone hanno contratto il virus Sars-CoV-2, e sono salite di 1.492 in più rispetto a sabato. Di queste, 366 sono decedute, 133 in più rispetto a sabato e 622 sono guarite. Attualmente i soggetti positivi sono 6.387.

Positivi anche il presidente della Regione Lazio, e segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, e il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Non è un “divieto assoluto – ha spiegato Conte – non si ferma tutto, non si bloccano treni e aerei: sarà possibile muoversi per comprovate esigenze lavorative o per emergenze e motivi di salute. Ma la polizia potrà fermare i cittadini e chiedere loro perché si stiano spostando in territori dove la crescita dei casi di contagio porta il governo a disporre misure mai così restrittive.

Per tutto il Paese, inoltre, il Governo sospende congressi, meeting ed eventi sociali; manifestazioni e spettacoli, inclusi quelli cinematografici e teatrali; attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche. Vale la regola del “droplet” – almeno un metro di distanza – per i musei, per bar e ristoranti, per gli esercizi commerciali. Sospesi eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina. Stop alle cerimonie civili e religiose, compresi i funerali. Nel decreto viene espressamente riportata la raccomandazione a limitare la mobilità.

“Mi assumo la responsabilità politica” delle decisioni che vengono prese in queste ore: “Ce la faremo”, dice Conte a notte fonda. E lancia un appello alla “auto responsabilità”: per fermare il contagio non si può più “fare i furbi”, dice invitando i ragazzi a stare in casa a leggere e tutelare così la salute dei loro nonni.

La firma del decreto del presidente del Consiglio, frutto dell’accorpamento di due dpcm inizialmente previsti, arriva dopo una lunga giornata di contatti con le Regioni e dopo una fuga di notizie (“irresponsabile” e “rischiosa per la sicurezza”, dice Conte) che porta al diffondersi della bozza non ancora ultimata. I presidenti di Regione su quella bozza dichiarano perplessità, dubbi.

Ma milioni di cittadini del centro nord, dopo la diffusione della notizia, iniziano a interrogarsi sulla portata delle misure: “Si è creata confusione”, accusa Conte.

“Non c’è più una zona rossa – spiega il premier – scomparirà dai comuni di Vo’ e del lodigiano. Ma ci sarà una zona con regole più rigorose che riguarderà l’intera Lombardia e poi le province di Modena, Parma, Piacenza,Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli,Padova, Treviso e Venezia. Qui fino al 3 aprile – per fare solo due esempi – saranno limitati i movimenti, salva la possibilità di rientrare a casa propria, e i bar e i ristoranti dovranno chiudere alle 18 e per il resto della giornata garantire distanze di almeno un metro.

Chi ha 37,5 di febbre è invitato a restare a casa, chi è in quarantena ha il divieto assoluto di uscire. Restano chiuse intanto le scuole in tutta Italia.

E Conte assicura che si lavora anche sul fronte delle misure economiche: lunedì o martedì non appena sarà pronta una bozza del decreto da 7,5 miliardi annunciato dal governo, incontrerà le opposizioni.

Ma, sottolinea, è il governo a gestire.

L’altro fronte su cui il governo opera è quello sanitario: il premier annuncia la firma di un contratto per la produzione tutta italiana di 500 dispositivi al mese di rianimazione, con l’obiettivo di fare di più. E anche l’incremento della linea produttiva dei dispositivi di protezione come le mascherine. Ma poiché nelle aree dove il contagio è più forte gli ospedali fanno fatica, il presidente del Consiglio annuncia anche la possibilità di ridistribuire i pazienti tra le regioni.

Intanto, l’appello ai cittadini è “entrare nell’ottica della responsabilità, senza furbizie” ma accettando qualche restrizione: il governo, assicura Conte, sta facendo la sua assumendo decisioni “coraggiose”.

I governatori delle regioni del Sud protestano per le fughe e rientri per le Regioni del Nord in zona rossa e impongono l’isolamento domiciliare per limitare il contagio da coronavirus, fanno rientro nelle zone di domicilio. Tra queste anche l’Abruzzo.

Protestano anche i governatori del nord interessati al Dpcm.

Il Veneto si oppone alla creazione delle tre zone di isolamento nella regione definendola una misura ‘sproporzionata’. Luca Zaia, governatore del Veneto sbotta, “Dpcm ha ratio? per adesso no”. “E’ una follia’, commenta il sindaco di Asti, Maurizio Rasero. 

L’Angelus del Papa è stato in diretta streaming, poi si è affacciato alla finestra.

NO COLLOQUI: SCOPPIA RIVOLTA NELLE CARCERI

E’ anche emergenza carceri: rientrata sabato sera la rivolta nel carcere di Salerno,  la protesta si è spostata a Modena, Frosinone, Napoli e – denunciano alcuni sindacati di polizia penitenziaria – Alessandria. Provocando momenti di forte tensione.A Salerno i detenuti sono rientrati nelle celle solo dopo aver causato danni molto ingenti agli arredamenti e a tutto quello che potevano distruggere nelle celle e nei corridoi. L’interruzione volontaria della rivolta ha scongiurato l’intervento della forza pubblica a ristabilire l’ordine.

Il motivo della protesta, esplicitato in un documento consegnato alla direzione della prigione, è la sospensione dei colloqui «a vista» con i familiari introdotta con il decreto anti-contagio varato dal governo per fare pronte al diffondersi del coronavirus.

E per questa stessa ragione, nella giornata di oggi, le rivolte, anche violente, si sono propagate negli altri istituti. La situazione più preoccupante sembra essere quella di Modena, dove i reclusi hanno «conquistato» gli spazi comuni arrivando fino alla portineria, provocando l’uscita del personale presente: una ventina tra agenti di custodia (due dei quali leggermente feriti) e personale sanitario. Fuori dall’istituto sono arrivati poliziotti in tenuta antisommossa, vigili del fuoco e le autorità di pubblica sicurezza.

A Frosinone un centinaio di detenuti hanno scavalcato alcuni muri interni della prigione e chiesto di parlare con il garante regionale Stefano Anastasia, che è giunto sul posto.

Nel carcere napoletano di Poggioreale una trentina di rivoltosi sono saliti sui tetti.

DALLA LOMBARDIA TRASFERITI MALATI GRAVI NON POSITIVI AL VIRUS

Tra i nuovi provvedimenti annunciati il trasferimento, dagli ospedali della Lombardia, a quelli di altre regioni, di malati in terapia intensiva per malattie diverse dal contagio da coronavirus. Entro stasera i nuovi provvedimenti del governo per fronteggiare l’emergenza.

PROTEZIONE CIVILE, LA MAPPA DEI CONTAGI 

E’ online una mappa dei contagi di coronavirus in tutta Italia realizzata dalla Protezione Civile. Un’iniziativa, spiega il Dipartimento, “allo scopo di garantire una sempre più efficace e trasparente comunicazione istituzionale”. Sarà possibile consultare una cartina geografica dell’Italia e individuare i casi dei contagi, indicati con un pallino rosso. La visualizzazione del numero dei contagi può essere fatta con un dettaglio che va dal livello regionale alla singola provincia. In alto sono disponibili il totale delle persone attualmente positive, il numero dei guariti, quello dei deceduti (in attesa di conferma da parte dell’Istituto Superiore di Sanità) e il totale dei casi registrati. A destra due grafici mostrano l’andamento nazionale e il dato dei nuovi positivi riferito ai giorni precedenti. Gli utenti possono anche scaricare i dati, forniti dal Ministero della Salute. I dati vengono aggiornati giornalmente alle 18, in contemporanea alla conferenza stampa che viene trasmessa attraverso i canali social del Dipartimento della Protezione Civile.

“STATE A CASA”, MA CENTRI COMMERCIALI E FUNIVIE PIENI

Mentre la Regione Lombardia lancia il messaggio ‘fermiamolo insieme’, la rete è piena di immagini di gente ammassata in attesa delle funivie nelle località sciistiche lombarde, e non solo. 

Complice la bella giornata, anche in Trentino gli impianti di risalita sono stati presi d’assalto dai turisti tanto che il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, minaccia di chiudere gli impianti, come riporta l’Ansa. 

Se le regole non saranno rispettate, ha spiegato, “la tutela della salute avrà la meglio sul continuare le attività. Chiediamo quindi un forte senso di responsabilità diverso rispetto a quello di oggi, anche se non è stato così dappertutto, altrimenti il rischio è che accada quello che è accaduto in altre zone”. 

Oltre che funivie piene zeppe, sui social girano foto di giovani che fanno baldoria in locali evidentemente troppo affollati e pubblicano online le immagini con scritte come ‘best suicide squad ever’, vale a dire miglior squadra suicida di sempre. 

Le immagini che documentano le evidenti violazioni di qualsiasi misura igienico-sanitaria vengono condivise sui social da gente a dir poco adirata, che le commenta con epiteti che vanno da ‘irresponsabili’ a ‘idioti’. 

Anche durante la consueta diretta Facebook dell’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera i lombardi si sono lamentati di questo: ‘scuole chiuse e locali pieni’, ‘noi a casa a rispettare le regole e gli altri a sciare’ i commenti dei cittadini, che lanciano un appello alla Regione: ‘chiudete tutto’. 

Lo stesso Gallera, nel suo intervento, non ha potuto fare a meno di notare che il messaggio rivolto ai cittadini di rallentare la loro vita non è passato. 

“Abbiamo fatto delle misure, abbiamo chiesto e ottenuto delle misure come chiudere le scuole e frequentare bar in maniera assennata, vedere ciò che è successo oggi con bar e impianti sciistici pieni sembra che tutto questo – ha notato – non sia stato compreso”. 

Sui social sono in molti i milanesi a condividere il suo pensiero: in tanti segnalano situazioni favorevoli al contagio raccontando o postando foto dei Navigli affollati, dei parchi cittadini con famigliole che fanno il picnic approfittando della bella giornata e bambini che giocano insieme senza alcuna distanza di sicurezza. 

“Vogliamo capirla o no – è sbottata il sindaco di Crema (Cremona), Stefania Bonaldi – che occorre essere più responsabili, starsene il più possibile a casa o al limite andarsene a camminare in campagna e limitare le nostre relazioni sociali senza accalcarsi in giro?”. Bonaldi ha invocato maggiore sobrietà “anche solo per rispetto” degli operatori sanitari che sono “allo stremo” negli ospedali. Ha suscitato polemiche anche la cerimonia d’inaugurazione di un nuovo supermercato avvenuta questa mattina a Merate (Lecco) con tanto di sindaco, vicesindaco e parroco, con assembramento davanti all’entrata di tutto il personale, dei vertici dell’azienda, dei clienti.

“Ho visto alcuni video raccapriccianti di centri commerciali pieni di gente, tra cui anche tanti bambini, che si accalcavano perché c’era un evento con qualche star” ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, senza precisare a quale luogo si riferissero i filmati. In rete però girano le immagini della presentazione del disco di Elettra Lamborghini a Montesilvano, con il centro commerciale pieno di gente, così come successo qualche giorno fa a Bari con il firmacopie di Francesco Gabbani.