PESCARA – Nel corso della notte, dall’esito del test eseguito su un paziente sintomatico di ritorno dalla Lombardia, è emersa una sospetta positività dello stesso al Covid 19.

L’uomo è ricoverato in isolamento all’ospedale di Pescara e un secondo campione è stato inviato all’Istituto superiore di Sanità per le controanalisi. Sono stati contestualmente avviati precauzionalmente i protocolli di sicurezza sui familiari e contatti stretti, mentre è in corso il tracciamento degli altri contatti che il paziente ha avuto negli ultimi giorni.

Lo comunica il Dipartimento Prevenzione e Tutela della Salute della Regione, specificando che non ci saranno ulteriori aggiornamenti sul caso fino ai risultati dei test dell’Iss

Resta poi da comprendere definitivamente il caso dell’Aquila, della dottoressa tirocinante di Brescia che era tornata in città per sostenere l’esame di abilitazione alla professione, poi rinviato dal governo, fidanzata con un ragazzo che vive in Lombardia trovato, invece, positivo.

Due test con doppia metodica, uno negativo e uno positivo, entrambi effettuati a Pescara, e non uno in Abruzzo e uno allo Spallanzani come inizialmente si era appreso da fonti Asl: per sapere se la giovane ha contratto il Coronavirus bisognerà attendere il pronunciamento dell’Istituto superiore di Sanità (Iss), a cui sono stati inviati i due risultati.

Il responso è atteso per oggi, sono quindi ore di apprensione nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove il giovane medico è ricoverato da ieri, quando è arrivato con il 118 nel nosocomio aquilano per l’aggravarsi delle sue condizioni.

I medici, da quanto appreso, sono fiduciosi che possa essere confermata la negatività.

La ragazza è arrivata all’Aquila insieme a tre amiche nella giornata di domenica per sostenere l’esame di abilitazione e, una volta venuta a conoscenza che il suo fidanzato, un giovane medico di Bergamo, era risultato positivo al Covid 19, si era messa in quarantena proprio insieme alle sue colleghe in un appartamento del capoluogo abruzzese.

Intanto restano stabili le condizioni del primo caso conclamato in Abruzzo, un cinquantenne di Brugherio (Monza), arrivato a Roseto degli Abruzzi (Teramo) con la sua famiglia, risultato positivo al Covid19.

L’uomo resterà ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Mazzini di Teramo.

Buone anche le condizioni del paziente dell’infermiere di Lodi, tornato in Abruzzo per il funerale del patrigno. In serata il Servizio Prevenzione e Tutela della salute della Regione Abruzzo ha comunicato il risultato negativo al Covid 19.

IL PUNTO IN ABRUZZO

Dai dati trasmessi ieri dalla Regione alla Protezione Civile, emerge che in Abruzzo sono stati eseguiti finora 37 test per il Covid: di questi 33 sono risultati negativi, 1 positivo, mentre 3 sono in corso. 

“Nonostante il caso accertato a Roseto, l’Abruzzo non vedrà mutata la sua classificazione di ‘regione senza cluster’, in quanto il contagio è stato esterno e non c’è alcun focolaio del virus sul nostro territorio regionale”.

Così il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, aprendo con l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, la riunione convocata questa mattina a Pescara, a cui hanno partecipato i consiglieri regionali, alcuni sindaci e parlamentari, rappresentanti delle prefetture, delle Asl e della Protezione Civile. 

“La nostra Regione – ha aggiunto il presidente – non adotterà alcuna iniziativa difforme da quanto previsto dalle linee guida nazionali e proprio per questo non ci sarà, al momento, alcun provvedimento di chiusura di scuole o di uffici pubblici, in linea con le indicazioni del Ministero della Salute e del Commissario di Governo. È nostro dovere combattere sì il contagio dall’infezione, ma anche e soprattutto il contagio dalla psicosi”. 

L’assessore Verì ha confermato che c’è massima attenzione sulla gestione di ogni singola segnalazione, ricordando, però, che fino ai risultati delle controanalisi dell’Istituto Superiore di Sanità non si può parlare di caso accertato. 

“Per la diagnosi certa – ha sottolineato – ci atteniamo a tutti i protocolli nazionali, ma per far fronte a un possibile aumento delle richieste di test nel laboratorio regionale di riferimento a Pescara, abbiamo aumentato la capacità di analisi dei campioni a 80 tamponi al giorno, a fronte dei 25 che potevano essere processati nei primi giorni dell’emergenza”. 

L’assessore ha poi annunciato che per oggi è fissata una riunione del Crea, il comitato regionale emergenze, per coordinare le attività dei pronti soccorso e soprattutto per individuare il presidio ospedaliero che si farà carico – eventualmente dovesse insorgere una necessità di questo tipo – dei casi di pazienti contagiati che avessero bisogno del ricovero in rianimazione. Ha inoltre spiegato che sono in corso le procedure per l’attivazione di un numero unico regionale per l’emergenza, da affiancare al numero nazionale 1500.

IL PUNTO IN ITALIA

Sono 822 i contagiati in Italia per il Coronavirus. Il numero tiene conto anche delle 21 vittime – 4 in più di giovedì – e dei pazienti guariti. I guariti sono 46.  

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto con gli aiuti all’economia nelle zone colpite dal coronavirus. 

TRE CASI NEL LAZIO

Salgono a tre i positivi al test del coronavirus a Fiumicino alle porte di Roma. Oltre alla donna che si era ara messa in quarantena da sola, una decina di giorni fa di ritorno da un soggiorno in Lombardia, anche il marito e la figlia di 10 anni.

Negativo invece il bambino di 5 anni. Tutti sono ricoverati allo Spallanzani.

Rientrata dalla zona di Bergamo la quarantenne aveva accusato i primi sintomi, simili a quelli influenzali.

Dopo aver informato delle sue condizioni la Asl del comune laziale chiamando il numero indicato dalla Regione aveva deciso di auto isolarsi.

Fino a quando  vedendo  che l’influenza non  diminuiva si era reso necessario il test per il codi vid 19. Nella serata di venerdì 28 febbraio il responso: la signora è positiva al tampone.

Per quanto riguarda la situazione all’estero: altri 47 decessi per il nuovo coronavirus sono stati registrati in Cina, che portano il bilancio delle vittime nel Paese a 2.835.

GRAVI PERDITE ECONOMICHE

In Italia le perdite economiche stimate sul del pil italiano sono comprese tra -1% e -3% nel primo e secondo trimestre 2020. E’ questa l’indicazione degli effetti sull’economia del coronavirus secondo il Ref Ricerche che quantizza la perdita di Pil tra i 9 ed i 27 miliardi.

La stima considera l’impatto nelle regioni italiane, con effetti immediati e di più lunga durata, a seconda del settore considerato. Lombardia e Veneto, le regioni più interessate, spiega il Ref, contano per il 31% del pil italiano.