ROMA – I pediatri di famiglia chiedono di poter prescrivere i tamponi, senza fermarsi a una segnalazione di casi sospetti di Covid, e somministrare i vaccini, recuperando le vaccinazioni non fatte a causa della chiusura o rallentamento delle attività dei centri vaccinali per l’emergenza coronavirus.
“Vogliamo poter prescrivere i tamponi e somministrare i vaccini, come già avviene in alcune Regioni – spiega Paolo Biasci, presidente della Fimp, Federazione italiana medici pediatri – Abbiamo la forza di una rete diffusa, capillare ed efficiente. Perché non usarla, proprio ora che ci si avvia verso una possibile riapertura delle scuole, per testare e tracciare i contagi, individuare nuovi focolai ed evitare il riaccendersi dell’epidemia?”.
“Quanto alle normali scadenze vaccinali – propone -, ripartiamo da queste, dagli screening e dai bilanci di salute, per recuperare il tempo perduto. Eviteremmo molti spostamenti e limiteremmo gli accessi, alleggerendo il lavoro dei centri vaccinali, se queste attività potessero essere eseguite nei nostri studi. Il vaccino per il Covid-19 non c’è ancora. Ma per tanti altri virus, sì. Evitiamo di aggiungere a nuove malattie, altre vecchie, come il morbillo o la rosolia”.
I pediatri di famiglia guardano già all’inizio della fase 3, con la riapertura delle scuole, puntando l’attenzione sul vaccino antinfluenzale.
“Dobbiamo guardare alla Fase 3 – spiega Biasci -, immaginando che una nuova ondata di Covid possa non essere clinicamente distinguibile dall’influenza stagionale, soprattutto in ambito non ospedaliero. La fascia 0-14 anni è la più colpita dal virus influenzale. Crediamo sia opportuna la vaccinazione nei bambini a rischio e in quelli sani fino a 6 anni. Sarebbe opportuno mantenere anche la protezione contro il Rotavirus, data la possibile presentazione del Covid-19 con manifestazioni gastroenteriche”.
“Nelle regioni in cui è possibile somministrare il vaccino antinfluenzale negli studi dei pediatri di famiglia – conclude – le coperture raggiungono anche il 20%, in quelle in cui questa opportunità non c’è l’1%”.
La Fimp ha realizzato un vademecum, a disposizione di oltre 5.000 pediatri, in cui trovare indicazioni sul Covid.



