L’AQUILA – In attesa di capire quale sarà l’evoluzione dell’epidemia di coronavirus in Italia, anche l’Abruzzo si attrezza per tutti i possibili futuri scenari.
In quest’ottica la Protezione civile nazionale ha avviato la cosiddetta “fase 2”, ovvero quella in cui si ipotizza – ma solo in chiave precauzionale e, ad oggi, senza evidenze di sorta – che possano essere necessarie strutture ulteriori per la quarantena laddove non fosse possibile il solo isolamento domiciliare. In questo senso ha chiesto agli enti pubblici locali di effettuare una prima ricognizione.
E all’Aquila l’Asl ha messo a disposizione, dopo aver effettuato un sopralluogo tecnico il 24 febbraio, il compendio dell’ospedale del G8, realizzato in via provvisoria dopo l’emergenza sisma del 2009.
La notizia è stata riportata dal Messaggero di oggi. Ovviamente la cosa ha generato qualche polemica, soprattutto dall’interno del San Salvatore, da parte di chi non vorrebbe un “lazzaretto”, all’interno del perimetro dell’ospedale. Fonti della Regione, però, hanno fatto sapere che la decisione potrebbe essere in qualche modo revocabile visto che sono allo studio ulteriori soluzioni.





