ROMA – Taiwan, 24 milioni di abitanti da 200 giorni non registra senza alcuna infezione da COVID-19. Giovedì i Centers for Disease and Control (CDC) di Taiwan hanno reso noto i numeri ringraziando la popolazione per l’impegno nella lotta al coronavirus, esortandoli, però, a continuare nella battaglia indossando mascherine e a lavarsi spesso le mani. Dall’inizio della pandemia, Taiwan ha registrato 553 casi di COVID-19 con solo sette decessi. Oggi il paese è indicato come un esempio da seguire per la lotta alla pandemia, considerando i suoi stretti legami d’affari e turistici con la Cina, dove il virus è scoppiato per la prima volta alla fine dell’anno scorso.
Secondo Jama, rivista scientifica americana, i funzionari taiwanesi hanno provveduto a controllare i passeggeri sui voli da Wuhan, la città cinese in cui il coronavirus è stato registrato per la prima volta, già il 31 dicembre rilevando febbre e sintomi di polmonite. Il paese si è quindi mosso rapidamente per chiudere i suoi confini dopo che la pandemia è scoppiata a gennaio applicando una rigorosa sorveglianza su tutti gli arrivi sull’isola sviluppando, al contempo, un sofisticato sistema di tracciamento dei contatti.






