MILANO – Visti i risultati del nuovo studio del San Matteo di Pavia, “abbiamo chiesto ufficialmente all’Istituto Superiore di Sanità – dice l’assessore lombardo al welfare Giulio Gallera – di introdurre una netta distinzione dei casi ‘debolmente positivi’ rispetto agli altri, in base alle nuove rilevazioni effettuate dalla comunità scientifica”.

“In Regione Lombardia – spiega Gallera – i casi ad oggi rilevati rappresentano sempre di più un esito ‘debolmente positivo’: lo studio del professor Baldanti evidenzia che su 274 tamponi ‘RNA Covid’ con queste caratteristiche, solo 8 (il 2,9%) sono risultati in grado di crescere in coltura ed essere, di conseguenza, potenzialmente infettivi”.

Visto che la regione ha avviato “una vasta operazione di screening sierologica alla quale seguiranno tamponi in caso di positività al prelievo ematico”, in particolare “ai cittadini delle aree più colpite dall’emergenza Covid, ai nuovi ospiti delle Rsa e dei Centri per disabili, alle forze dell’ordine, ai pazienti in fase di ricovero”, Gallera prevede che “da questi esami emergeranno certamente nuove positività” che – è la sua riflessione – “dovranno essere però considerate nella giusta misura, al fine di non creare allarmismi e dare la dimensione vera e reale della diffusione del contagio nella nostra Regione che sta superando il momento emergenziale”.