L’AQUILA – È scontro aperto sulla cosiddetta “Fase 2”, l’uscita dell’Abruzzo dall’emergenza coronavirus.
Le proposte, in chiave economica, dell’ex governatore e ora senatore del Pd, Luciano D’Alfonso, politico navigato, iperattivo da quando è scoppiata l’epidemia (basti ricordare, tra le altre cose, l’intervento in prima persona sul caso delle mascherine che erano rimaste bloccate in Russia) non sono andate giù al leghista Vincenzo D’Incecco, con un passato di diverse esperienze nel centrodestra, presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale.
Un duello che sia sta consumando tra due esponenti politici pescaresi.
“Ho un solo consiglio per l’Abruzzo – ha detto D’Alfonso -, serve un piano: qui si stanno muovendo 50 miliardi di euro e entro dicembre altri 25 miliardi, arriveremo a quasi 100 miliardi di euro. Ci saranno numerose risorse finanziarie. La Regione si procuri esperti di livello, faccia un curriculum della situazione economica dell’Abruzzo e determini dei progetti di ripresa”.
Pronta la replica di D’Incecco: “Ancora una volta D’Alfonso ha perso una buona occasione per tacere. Dopo averci lasciato una Regione in gravissime difficoltà economico-finanziarie, vuole darci lezioni su come uscire dalla crisi e, ovviamente, su cosa fare per la fase 2″.
D’Incecco ha ricordato a D’Alfonso le cose già fatte dalla Regione: “Il gruppo di esperti (comitato tecnico-scientifico) è stato già proposto dalla Lega ed approvato dal Consiglio regionale a larghissima maggioranza lo scorso 3 marzo. In questo gruppo è prevista anche la presenza di rappresentanti dell’opposizione. Purtroppo proprio il Pd e le altre opposizioni si sono rifiutate di fornire i propri nomi e la commissione è ferma al palo”.
“A questo punto – ha continuato D’Incecco – chiediamo al presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri di procedere immediatamente alla costituzione del comitato con i 7 esperti già designati da tempo dai capigruppo di maggioranza: quando le opposizioni decideranno di smetterla con atteggiamenti solo distruttivi, accoglieremo volentieri i loro 3 esperti; confidiamo ancora, infatti, in un atteggiamento serio e responsabile di Pd e soci, non dovendo più assistere al triste spettacolo di sterili ed isteriche polemiche social che non offrono soluzione alcuna alla nostra Regione”.
In secondo luogo, ha evidenziato D’Incecco, “già con la legge 9/2020 abbiamo approvato una serie di misure emergenziali a favore di imprese, famiglie, comuni ed associazioni. Siamo stati tra i primi in Italia ed a breve approveremo altre misure di sostegno, dovendo rimediare a tutte le innumerevoli mancanze del Governo che sta facendo poco o nulla per economia ed occupazione”.
Sul turismo, infine, D’Incecco dice che “la Lega ha le idee chiare: già con la legge finanziaria 2020 abbiamo approvato il programma Abruzzo Regione del Benessere, puntando sulla qualità della vita della nostra splendida terra (ovviamente con il dileggio di Pd ed opposizioni sul punto). Siamo stati, invece, previdenti e lungimiranti: Abruzzo Benessere può e deve diventare il Brand del turismo sostenibile in Abruzzo (unico turismo possibile non solo in questa fase), con gli obblighi di distanziamento sociale e di prevenzione legati all’emergenza sanitaria. Abruzzo Benessere sarà nel contempo lo strumento finanziario per sostenere economicamente operatori turistici e commerciali”.
“In definitiva – ha concluso il presidente della commissione Bilancio – la Lega Abruzzo ha le idee chiare su cosa fare per sostenere imprese e famiglie a risollevarsi dopo l’emergenza sanitaria. D’Alfonso, se vuole e se può, dia consigli ai suoi consiglieri regionali per invitarli ad essere propositivi per il bene dell’Abruzzo, finendola con i ragli ai quali ci hanno finora abituato”.
“Ho consapevolezza della situazione in Abruzzo, della delicata fase che tutti stiamo vivendo, ma la ripresa non accadrà per caso – aveva detto D’Alfonso su Facebook in merito all’avvio di una fase due. Ci saranno numerose risorse finanziarie. La Regione si procuri esperti di livello, faccia un curriculum della situazione economica dell’Abruzzo e determini dei progetti di ripresa. Non il progetto Prisma, ma ad esempio un grande masterplan che si faccia carico delle 127mila aziende abruzzesi, degli studenti universitari e di tutto ciò che avrà bisogno di reagire a questa crisi. Si determini un grande programma di investimenti che si raccolgano i finanziamenti di Italia e Europa. Da oggi bisogna attivarsi per poter progettare la ripresa. Il turismo conoscerà una rivoluzione e regole rigorose e servono programmi da oggi anche raccogliendo interrogativi e mediando, serve un grande ruolo della politica”.





