ROMA – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a quanto si apprende, ha firmato il Dpcm che dispone nuove misure restrittive per l’emergenza coronavirus.
È di 80 voci l’elenco delle attività che continueranno a rimanere aperte dopo la nuova stretta per contenere l’epidemia del Coronavirus.
L’allegato al Dpcm precisa che continueranno a essere consentita anche attività legate alle famiglie, dalle colf e badanti conviventi ai portieri nei condomini.
Resteranno in funzione l’intera filiera alimentare per bevande e cibo, quella dei dispositivi medico-sanitari e della farmaceutica e, tra i servizi, quelli dei call center.
La lista potrà essere aggiornata con decreto del Mise sentito il Mef.
La validità dei Dpcm e delle ordinanze finora emanate viene uniformata al 3 aprile: “Le disposizioni del decreto producono effetto dalla data del 23/3/20 e sono efficaci fino al 3/4/20. Le stesse si applicano, cumulativamente a quelle di cui al decreto del Presidente del Consiglio 11/3/20 nonché a quelle previste dall’ordinanza del ministro della Salute del 20/3/20 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020”.
“Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del presente decreto completano le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza”, si legge nel testo.
Le attività che, con il provvedimento, vengono sospese, “possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile”, si legge ancora.
Da oggi è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.
Lo stabilisce l’ordinanza adottata congiuntamente dal ministro della Salute e dal ministro dell’Interno che rimarrà efficace fino all’entrata in vigore di un nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di cui all’articolo 3 del decreto legge numero 6/2020.
La ratio della nuova ordinanza siglata dai ministri Luciana Lamorgese e Roberto Speranza, si apprende, è quella di evitare le fughe di persone verso Sud dopo l’ulteriore stop alle attività produttive annunciato ieri al premier Giuseppe Conte.
La misura sarà contenuta nel nuovo decreto che andrà in Gazzetta Ufficiale.
Intanto oggi è partito l’attacco all’unisono del centrodestra che accusa il premier di agire da solo in una confusione di tempi e provvedimenti, mette nel mirino la sua comunicazione e chiede, ufficialmente, di essere ricevuta al Quirinale. Chiamando in causa il presidente su quello che in molti definiscono l’uso improprio del Dpcm che dribblerebbe le prerogative del Parlamento.
Dall’altro c’è Confindustria che, nelle ore della limatura del testo, innesca un’interlocuzione a dir poco vivace con il governo sulla lista di quali aziende sospendere e quali “salvare”.
Alla fine saranno 80 le voci delle attività escluse dal Dpcm.
Il tam tam delle opposizioni trova la parziale sponda di Iv.
E nel mirino finisce subito la comunicazione di Conte fatta sabato sera, diramata con un collegamento via Fb.
“Basta show, quella di Conte è una comunicazione da regime”, protestano Lega, Fdi e FI. E Matteo Renzi entra nella polemica. “Evitiamo di seminare il panico e di avere una comunicazione istituzionale che assomiglia a un reality”, sottolinea l’ex premier.
Accuse alle quali Palazzo Chigi risponde con nettezza. “In caso di importanti dichiarazioni pubbliche del Presidente del i principali canali tv accedono attraverso collegamento diretto al segnale audio-video fornito dalla sala regia della Presidenza del Consiglio. Questo ha permesso di raggiungere un ampio numero di destinatari, ivi compresi le persone sorde e con ipoacusia”, si spiega.
Ma al centrodestra non basta rivendicando un ruolo maggiore nella gestione politica dell’emergenza. “Chiediamo ufficialmente al presidente Mattarella di convocarci. Vogliamo fortemente, con il cuore e con la testa, dare il nostro contributo”, è la richiesta di Matteo Salvini. “Il governo non si confronta, il Colle ci ascolti”, gli fa eco Silvio Berlusconi.
Insomma, è un intervento coordinato quello del centrodestra che, secondo alcune fonti parlamentari, vuole soprattutto evidenziare come, al premier, la situazione stia sfuggendo di mano.
Salvini e, ancor di più Giorgia Meloni, chiedono la convocazione “immediata e a oltranza” del Parlamento. La richiesta, per ora, al Colle non riceve risposta. Il capo dello Stato, si sottolinea al Quirinale, non risponde ad appelli via media e rispetta l’autonomia del Parlamento. E’ al suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier che, invece, Sergio Mattarella risponde. “Mi auguro fortemente che alla Germania e agli altri Paesi sia risparmiato il doloroso percorso dell’Italia”, spiega il capo dello Stato rilevando come l’Ue si stia muovendo con “serietà a determinazione”.
Cresce ancora il numero delle vittime del coronavirus in Italia ma oggi il numero complessivo è di 5.476, con un aumento rispetto a ieri di 651 persone; ieri l’aumento era stato di 793 morti.
Il dato è stato reso noto dal capo Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli.
Sono complessivamente 46.638 i malati, con un incremento rispetto a ieri di 3.957: ieri l’incremento era stato di 4.821.
Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 59.138.
Dai dati della Protezione civile emerge che sono 17.885 i malati in Lombardia (515 in più di ieri), 6390 in Emilia-Romagna (+729 di ieri), 4644 in Veneto (+430), 4127 in Piemonte (+621), 2231 nelle Marche (+234), 2144 in Toscana (+239), 1351 in Liguria (+192), 1272 nel Lazio (+186), 866 in Campania (+73), 738 in Friuli Venezia Giulia (+72), 885 in Trentino (+95), 648 in provincia di Bolzano (+48), 748 in Puglia (+106), 596 in Sicilia (+138), 539 in Abruzzo (+45), 500 in Umbria (+53), 354 Valle d’Aosta (+50), 337 in Sardegna (+6), 260 Calabria (+35), 52 in Molise (+5), 81 in Basilicata (+15). Quanto alle vittime, se ne registrano: 3456 in Lombardia (+361), 816 in Emilia-Romagna (+101), 169 in Veneto (+23), 283 in Piemonte (+45), 184 nelle Marche (+30), 91 in Toscana (+21), 171 in Liguria (+19), 29 in Campania (+7), 53 Lazio (+3), 47 in Friuli Venezia Giulia (+5), 31 in Puglia (+2), 23 in provincia di Bolzano (+3), 8 in Sicilia (+2), 33 in Abruzzo (+11), 16 in Umbria (+6), 9 in Valle d’Aosta (+1), 35 in Trentino (+7), 8 in Calabria (+3), 7 in Sardegna (+3), 7 in Molise (+0). I tamponi complessivi sono 258.402, dei quali 155 oltre mila in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.






