MILANO – La curva dei contagi in Cina che si impenna di ora in ora, la curva dei casi registrati negli altri Paesi che resta pressoché piatta: è questo grafico che gli esperti tengono d’occhio per capire come sta evolvendo l’epidemia di coronavirus. 

Se i numeri in continuo aggiornamento suscitano apprensione (con oltre 31.500 casi confermati e più di 600 decessi), saranno in realtà i prossimi 15 giorni a dire se l’emergenza potrà rimanere circoscritta alla Cina o se sarà una pandemia dagli scenari imprevedibili. 

“Il coronavirus sta evolvendo, la sua adattabilità e contagiosità appaiono rafforzate”, ha detto Anthony Fauci, direttore dell’Istituto nazionale per le malattie infettive degli Stati Uniti, all’Ansa. E i dati sembrano dargli ragione. 

“I numeri dell’epidemia continuano a crescere, è evidente che non c’è alcun rallentamento, anzi: la diffusione è ancora molto forte nonostante le eccezionali misure di isolamento adottate, abbiamo migliaia di nuovi casi ogni giorno”, ha affermato Andrea Gori, infettivologo dell’Università Statale e direttore dell’Unità operativa di malattie infettive del Policlinico di Milano.

Per fortuna, però, “la quasi totalità dei nuovi casi si registra in Cina, mentre negli altri Paesi si hanno solo casi sporadici importati dalla Cina, in pazienti che presentavano fattori di rischio: sono stati intercettati precocemente e finora non hanno dato nessun caso di trasmissione secondaria da persona a persona, tranne quello registrato in Germania”.

Questo è un dato importante, ha spiegato Gori, “perché vuol dire che le incredibili misure di contenimento messe in atto stanno dando i loro frutti”.

Per questo bisogna sperare che il cordone sanitario regga anche nelle prossime settimane, “nonostante il pesante impatto che sta avendo sull’economia”. 

Considerando che il coronavirus ha circa due settimane di incubazione, possiamo dire che “i prossimi 15 giorni saranno cruciali per capire come evolverà l’epidemia: se i casi registrati fuori dalla Cina rimarranno isolati, avremo la dimostrazione che le misure di contenimento attuate dalle autorità sanitarie stanno funzionando; in caso contrario, se avremo casi secondari capaci di generare nuovi focolai epidemici al di fuori della Cina, si potrebbe aprire uno scenario di pandemia”. 

Al momento, ha concluso l’esperto, “la situazione sembra ancora sotto controllo: credo che ci siano buone ragioni per essere ottimisti e sperare che l’epidemia possa rimanere circoscritta in Cina”.