ROMA  – In “questa stagione di guerra sanitaria” che vede i professionisti “in prima linea a tempo indeterminato”, bisogna “mantenere la calma e applicare le conoscenze maturate”. Ovvero, rifarsi a linee guida e protocolli, invece che alle pressioni emotive e organizzative dettate dall’emergenza stessa.

Questo l’appello che arriva da otto società scientifiche di medici e infermieri dell’area di emergenza-urgenza e rianimazione, in un documento rivolto ai propri iscritti.

“I nostri professionisti si trovano di fronte ad una situazione totalmente nuova che, soprattutto per le dimensioni numeriche, non può che destare preoccupazione” si legge. In queste circostanze, “per far fronte alla contingenza, dobbiamo fare enormi sforzi psichici e fisici e, per non sentirci perduti, non possiamo che basarci sulla Scienza”.

Le Società Scientifiche devono “continuare a prendersi il tempo minimo di elaborazione per ribadire con coscienza il rispetto delle più rigorose linee guida in materia di protezione, come base unica sulla quale operare scelte, anche nei momenti di maggiore richiesta di rapidità e contingenza”.

Le decisioni, pertanto, “non dovranno essere basate su criteri di riduzione, piegando la Scienza alla contingenza, o alla richiesta di velocità”. Di fronte alle tante scelte che hanno davanti, il criterio da seguire “deve essere sempre e soprattutto basato sulle evidenze e su quanto di meglio la conoscenza possa offrire”.

A sottoscrivere il documento, i presidenti della Società Infermieri di Emergenza Territoriale (SIIET), della Società della medicina di emergenza-urgenza (SIMEU), del Coordinamento Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza (COSMEU), della Academy of Emergency Medicine and Care (AcEMC), della Società Scientifica dell’Emergenza Sanitaria (SIEMS), della Società di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), del Sindacato Medici di Anestesia e Rianimazione (AAROI-EMAC) e della Associazione Infermieri di Area Critica (ANIARTI).