L’AQUILA – “Un organismo regionale di controllo che ha funzioni di governo e garanzia sul sistema delle comunicazioni dovrebbe scegliere i suoi vertici non secondo le regole dello spoil system, ovvero con nomine discrezionali a parte della politica. Ma con un vero concorso, visto anche che i candidati erano una cinquantina e molti con ottime credenziali”.
Ne è convinto, a giochi fatti, il capogruppo in consiglio regionale del Movimento 5 stelle Gianluca Ranieri, in merito alla nomina dei nuovi componenti del Corecom, che ha visto la riconferma di Filippo Lucci, nominato per decreto dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, a cui ha fatto seguito un altro decreto, questa volta del presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio.
Di Pangrazio ha nominato i due consiglieri Michela Ridolfi, in quota centrodestra indicata in particolare da Forza Italia, e Ottaviano Gentile, avezzanese, in quota al centrosinistra proprietario fino a qualche tempo fa dell’emittente televisiva locale Telesirio, ora lasciata al figlio.
Nomine effettuate in base al curriculum, senz’altro notevole, ma anche in base ad una preferenza politica, ad un rapporto fiduciario, a seguito di un accordo tra capigruppo di maggioranza e opposizione, in questo caso solo l’opposizione del centrodestra, perchè M5s si è tirato fuori dalla partita.
“Non ho nulla da dire sulle persone scelte – spiega Ranieri – quello che non va è il metodo, la scelta di matrice politica, come si dice ad ‘intuitu personae’. In lizza ripeto c’erano tanti altri nomi, anche loro giornalisti competenti e d’esperienza, che magari non godendo di vicinanza politica non sono stati presi nemmeno in considerazione”.
L’elenco dei candidati che avevano risposto ad un avviso pubblico è leggibile a tal proposito in un allegato della determina dirigenziale del 25 maggio, a firma di Francesca Di Muro, dirigente del Servizio affari istituzionali ed europei.
Questo l’elenco, cui vanno aggiunti i prescelti Gentile e Ridolfi.
Maurizio Adezio, Massimo Alesii, Antonio Andreucci, Guido Mario, Boccia Lorenzo, Barbara Bonanni, Maria Cattini, Pietro Cerolini, Monica Cetrullo, Stefano Maria Cianciotta, Angela Ciano, Rita Consorte, Antonio D’Amore, Ileana De Foglio, Antonio De Panfilis, Marco De Santis, Simonetta Di Carlo, Marco Di Domenico, Marianna Di Nardo, Roberto Di Pietro, Massimiliano Di Stefano, Donato Fioriti, Patricia Fogaraccio, Stefano Frapiccini, Evelina Frisa, Barbara Gambacorta, Virginia Gigante, Franco Gizzi, Giuseppe La Spada, Francesco Saverio Leopardi, Giuseppina Manente, Cinzia Marcanio, Pietro Guida, Manuela Martella, Edda Migliori, Barbara Passerini, Daniela Piccioni, Sergio Pipitone, Aristide Ricci, Sergio Saccomandi, Gabriele Salini, Nicola Salini, Maria Sasso, Luciano Troiano, Lorenzo Verrocchio e Antonio Zitella.
Contrariamente a quanto assicurato da fonti interne a palazzo dell’Emiciclo, non risponderebbe al vero che il capogruppo di Regione Facile Lorenzo Berardinetti, avrebbe sponsorizzato la candidatura di Pietro Guida.
Evenienza del resto smentita seccamente anche dai due diretti interessati.
Sono stati esclusi invece dall’elenco dei candidati da cui la politica regionale ha potuto liberamente attingere Ferdinando Maria Aruffo, Alberto Capo, Nando Cianci, Leonardo Colucci, Attilio Danese, Remigio Del Grosso, Serena Giannico, Beniamino Gigante, Paolo Martocchia, Tommaso Navarra, Luca Pilotti, Giovanni Ruscitti, Selenia Secondi, Antonio Teti e Antonio Turdò per vizi di forma nella documentazione presentata.
Ad esempio per il curriculum non datato e firmato, o in alcuni casi perchè i candidati sono in pensione, e il decreto legge 90 del 2014 fa divieto di conferire loro “incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo”, ad esclusione degli “incarichi e le cariche conferiti a titolo gratuito”, che però il caso del Corecom, dove il presidente prenderà 1.500 euro al mese, i due componenti del comitato 500 euro. Filippo Tronca




