PESCARA – Il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Nazario Pagano, li ha voluti conoscere uno per uno.

Si tratta dei 16 giovani angolani della provincia della Huila, nel Sud del Paese, a cui è stata offerta la possibilità di seguire corsi di formazione nel settore alberghiero e ospedaliero a Pescara.

Questa mattina, infatti, nella sede pescarese del Consiglio regionale, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della seconda parte del programma di cooperazione internazionale fra la Regione Abruzzo e la Repubblica dell’Angola, avviato lo scorso anno in ambito sanitario ed economico.

Oltre al presidente Pagano e alla delegazione di stagisti angolani, erano presenti il direttore generale della Asl di Pescara, Claudio D’Amario, e il console italiano in Angola, Aldo Di Clemente.

L’iniziativa, che ha l’obiettivo di formare professionisti del turismo e della sanità per promuovere lo sviluppo dell’Angola, è sostenuta dal presidente Pagano, dal governatore della Huila Isaac Dos Anjos e dall’ambasciatore italiano a Luanda, Giuseppe Mistretta.

L’operazione è frutto del protocollo sottoscritto il 20 agosto 2010 a Lubango dalla Regione Abruzzo e dal Governo della Provincia della Huila.

Sono due le fasi formative previste dal progetto: la prima, finanziata dalla Asl di Pescara, si rivolge a tre giovani medici e tre infermieri che, fino a dicembre, frequenteranno corsi di chirurgia, ginecologia e pediatria all’ospedale di Pescara.

La seconda, realizzato con il contributo della Regione Abruzzo, prevede che dieci tirocinanti angolani seguano due settimane di corsi presso l’istituto alberghiero di Pescara, cui seguirà uno stage di circa 35 giorni in un hotel della città.

Lo schema di protocollo tra la Regione Abruzzo e la Provincia della Huila ha fra gli obiettivi principali quello della lotta contro l’Aids e altre malattie. Senza trascurare lo sviluppo del sistema di insegnamento, la pianificazione di interventi interistituzionali di miglioramento della situazione penitenziaria e l’appoggio ai settori dell’acqua e del risanamento economico.

Il programma, inoltre, ha consentito l’incremento di presenze da parte degli imprenditori abruzzesi nello stato africano.