CHIETI – “In considerazione del fatto che proprio nella città di Chieti siamo stati i primi promotori in Abruzzo di un intergruppo che riunisse le forze del centro moderato nel cosiddetto ‘Terzo Polo’, o meglio ‘Nuovo Polo per l’Italia’, siamo stati tra i più numerosi ieri mattina a Roma all’auditorium della Conciliazione per la convention nazionale con i leader di Udc, Fli, Api, Mpa, al fine di cogliere indicazioni verso una maggiore unità d’intenti che potrà dare un nuovo volto alla nostra azione politica”.
Così il coordinatore cittadino dell’Udc, Andrea Buracchio, esprime la propria soddisfazione per la partecipazione del partito teatino all’evento “Io cambio l’Italia” con Pierferdinando Casini, Francesco Rutelli, Gianfranco Fini e Raffaele Lombardo.
“Si avverte sempre di più – ha spiegato Buracchio – l’esigenza che i moderati, e ancor di più i cattolici, tornino ad essere protagonisti della scena politica ed amministrativa, ad ogni livello di governo: per chi, come noi, ha il solco della propria attività politica nella dottrina sociale della Chiesa, è prioritario l’appello del Santo Padre Benedetto XVI all’impegno dei cattolici nella vita sociale del Paese, con azioni di educazione e formazione delle giovani generazioni e con un ingresso diretto nelle assemblee rappresentative”.
“Stiamo anche guardando con interesse i fermenti culturali che il Pontificio consiglio Iustitia et Pax sta cercando di cogliere in tutto il Paese – prosegue – il segretario dell’organismo vaticano, monsignor Mario Toso, ha di recente riunito attorno ad un tavolo le personalità del mondo cattolico più rappresentative in politica, nell’economia, nel sindacato, richiamando i fedeli cristiani impegnati a tradurre in linguaggio politico e programmatico il compendio della dottrina sociale della Chiesa, pensando a un nuovo codice di Camaldoli”.
“A Chieti – conclude Buracchio – questo impegno lo abbiamo preso sul serio e l’Udc si farà promotore di numerose iniziative di confronto e di riflessione, ma anche e soprattutto di studio, poiché occorre approfondire nella giusta dimensione le esigenze che la Chiesa, attraverso la dottrina sociale, indica ai propri fedeli”.





