CONTROGUERRA. Lo hanno bloccato in piena notte mentre vagava nelle campagne di Controguerra, vicino al fiume Tronto, in mezzo ai resti di quelle sterpaglie a cui, secondo l’accusa, avrebbe dato fuoco qualche ora prima, innescando un rogo di vaste proporzioni. Francesco Di Carlo, pastore 70enne di Colli del Tronto, nell’Ascolano, da domenica notte è in carcere per incendio doloso. E’ il primo piromane arrestato in Abruzzo. Nel suo alloggio, un vecchio rudere nelle campagne ascolane, i carabinieri hanno trovato una tanica con cinque litri di benzina e due accendini.
L’uomo, che ha dei precedenti, è stato arrestato dai carabinieri di Corropoli diretti dal maresciallo Ivo Angelini, con l’ausilio della polizia municipale di Controguerra guidata dal maresciallo Marx Di Luca e grazie alla segnalazione ed alla collaborazione di un agente della Metropol di San Benedetto del Tronto che si trovava in zona per un servizio di vigilanza. Fondamentale è stata la testimonianza di due uomini, due automobilisti. Sono stati loro a riconoscere in Di Carlo, inizialmente sottoposto a fermo poi trasformato in arresto, l’anziano che avrebbe appiccato il fuoco. I due hanno raccontato di averlo visto attraversare la strada, raggiungere la scarpata del fiume e di aver notato, a quel punto, il divampare delle fiamme.
L’uomo, che nelle prossime ore comparirà davanti al gip per l’udienza di convalida, in un primo momento avrebbe negato ogni coinvolgimento, ma successivamente avrebbe fatto qualche parziale ammissione facendo intendere, anche se in maniera molto confusa, che avrebbe agito così per avere più pascoli a disposizione. L’uomo rischia una condanna da tre a sette anni. Il caso è seguito dai sostituti di turno Umberto Monti della procura di Ascoli e Bruno Auriemma della procura di Teramo. Già interessata in poco più di un mese da numerosi roghi concentrati lungo la strada provinciale della Bonifica del Tronto e nelle colline sovrastanti, Controguerra domenica ha vissuto un’altra notte di paura. A causa delle fiamme, che hanno divorato oltre tre ettari di terreno per un fronte di circa un chilometro, la strada della Bonifica è rimasta chiusa al traffico per numerose ore.
I vigili del fuoco di Nereto e di Teramo, insieme agli uomini della Forestale, hanno lavorato quasi cinque ore per domare le fiamme che hanno investito sia il versante teramano e sia quello marchigiano del fiume. Chi era in zona ha raccontato che prima dell’imbrunire si sono innescati piccoli incendi a catena a nord della provinciale, prima della rotatoria per Spinetoli, nell’Ascolano.
Il rogo ha iniziato ad assumere proporzioni preoccupanti poco prima della mezzanotte quando ai carabinieri di Corropoli ed alla polizia municipale di Controguerra è giunta la segnalazione. Ma anche ieri è stata un’altra giornata di paura e super lavoro per pompieri e forze dell’ordine. Nella tarda mattinata altri due roghi, sempre dolosi, sono divampati a Controguerra e Ancarano, nella stessa lingua di terra che costeggia la Bonifica. Ieri pomeriggio l’allarme è scattato anche a Scorrano, una frazione di Cellino Attanasio. Qui le fiamme, sempre di natura dolosa, hanno pericolosamente lambito alcune case.





