PESCARA – Abruzzo “grigio” e “nero”, e oltre che regione verde dei Parchi, bianca come la sua neve, e blu come il suo mare. Con una irregolarità nei luoghi di lavoro dilagante, tra le prime in Italia, a cominciare dal settore della ristorazione dell’accoglienza alberghiera, come già evidenziato da testimonianze raccolte da questa testata.
Il ripensamento dei colori identificativi viene infatti suggerita dai numeri impietosi del Rapporto annuale delle attività di tutela e vigilanza che restituisce l’esito dell’attività svolta dall’Ispettorato nazionale del lavoro nel corso del 2020, anno segnato profondamente dall’emergenza covid-19.
I numeri dovrebbero forse invitare a riflettere e prendere posizione la classe politica, le associazioni di categoria e i sindacali: a seguito di 61.942 controlli su 103.857 aziende, sulla sussistenza di lavoro nero e grigio, pagamenti fuori busta, contratti irregolari, non rispetto dell’orario di lavoro e delle tutele sindacali e così via, l’Abruzzo risulta essere quarto in Italia per l’adozione di verbali di contestazione di illeciti: con una percentuale monstre del 70,5% dei controlli, contro una media nazionale del 66%. ovvero 7 controlli su 10 scovano un illecito.
Peggio dell’Abruzzo solo il Veneto con 87,5%, le Marche 81% il Molise 77% e la Val D’Aosta con il 70,7%. Regione più virtuosa, si fa per dire, è la Basilicata con il 56,5% dei controlli che hanno riscontrato irregolarità.
L’Abruzzo primeggia poi in Italia per tasso di irregolarità nel settore “Attività servizi alloggio e ristorazione” con 85,5%, davanti a Sardegna e Molise all’80%, e con una illegalità diffusa, va sottolineato, superiore rispetto ad esempio all’Emilia Romagna, che è al 71,5%, al Lazio, 75,1%, alla Toscana 72,3%, regioni dove il settore dell’accoglienza turistica è forte e prospera e macina numeri ben superiori a quelli abruzzesi.
L’Abruzzo, si legge poi nel corposo documento, detiene il triste primato del “distorto utilizzo di fattispecie contrattuali atipiche e flessibili”, ovvero le famigerate finte partite iva, i part time che diventano full time, che hanno portato a riqualificare 5.466 rapporti di lavoro in Italia. Ebbene: “sotto il profilo della distribuzione territoriale, tali violazioni risultano essere prevalentemente concentrate – in termini assoluti – nelle Regioni Abruzzo (49%), Emilia-Romagna (12%), Sardegna, Liguria, Lombardia e Piemonte (circa 7%)”, si legge nel rapporto.
Numeri che sembrarono confermare le testimonianze fin qui raccolte da Abruzzoweb, quella di Valentino Ciccarelli, chef e docente da venti anni di Enogastronomia settore cucina all’Istituto alberghiero Leonardo da Vinci dell’Aquila, dove è anche tutor e referente dei progetti di alternanza scuola-lavoro, e poi di un ex studente dello stesso Da Vinci, che, coperto da anonimato, ha restituito un quadro inquietante fatto di soprusi e sfruttamento, e finti stage in alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari.
Beninteso, non va fatta di tutta un erba un fascio: le irregolarità riguardano tutti i settori, a livello nazionale riguardano in media il 57,9% dei controlli in Agricoltura, il 61,9% nell’Industria, il 67,2% nell’edilizia e il 66,62% nel terziario.
Va poi considerato che i controlli hanno riguardato solo una piccola parte delle attività, spesso a seguito di precise segnalazioni. Dunque anche in Abruzzo tante sono le attività che rispettano i diritti dei lavoratori.
Resta il fatto che però stando al dato nazionale il tasso maggiore di irregolarità si è riscontrata nel settore “Attività servizi alloggio e ristorazione” con il 73% di ispezioni che hanno riscontrato ben 9.408 irregolarità. A seguire “Servizi supporto alle imprese”, 72,31% e trasporto e magazzinaggio, con il 71,46% e “Attività artistiche, sportive, intrattenimento”, 69,6%.
In termini complessivi, per tutti i settori in Abruzzo le irregolarità riscontrate sono state 4.753 rispetto al dato nazionale di 62.135. Un numero molto alto, visto la popolazione residente e la percentuale di occupati tenuto conto che la Lombardia prima in classifica con 7.135 e l’Emilia Romagna con 6.821.
In Abruzzo le irregolarità sono state 1.830 su 2.594 controlli, appunto il 70,5%. Prim0 risulta essere il settore delle costruzioni, con 770, seguita da servizi alloggi e ristorazione, 237, commercio all’ingrosso e al dettaglio, 204, attività
manifatturiere 181 e agricoltura silvicoltura e poesia, con 111.
Per quanto riguarda però le 4.753 violazioni accertate sulle posizioni contrattuali dei lavoratori, 2.484 riguardano il settore servizi supporto alle imprese, servizi alloggi e ristorazione è al secondo posto con 496. Seguita dalle costruzioni con 424. I servizi alloggi e ristorazione è prima per lavoro nero con 181 casi sul totale di 698, seguita dalle costruzioni con 131 e dall’agricoltura con 73.







