L’AQUILA – “Quella andata in scena ieri presso il Consiglio Regionale d’Abruzzo è una pagina vergognosa, che segna un grave strappo nei confronti del mondo giovanile e del rispetto delle istituzioni”.

Lo scrive in una nota Claudio Mastrangelo, direzione nazionale Pd riferendosi al fatto che “nonostante la Regione Abruzzo avesse inviato regolarmente il link per il collegamento online, all’ora stabilita nessuno ha contattato i giovani rappresentanti. In aula, il presidente della commissione Paolo Gatti ha infatti ritenuto unilateralmente di non concedere loro la parola, sostenendo l’assenza fisica come un “gesto di mancanza di rispetto” verso la commissione. Nessuna comunicazione formale di esclusione è stata inviata agli interessati”.

LA NOTA

 “Durante la seduta della commissione consiliare regionale, convocata per discutere la proposta di legge sull’istituzione della Consulta Giovanile Regionale, alcuni rappresentanti di Consulte comunali e universitarie – tra cui i presidenti delle Consulte di UniTe, Ud’A e Vasto (CH) – avevano formalmente richiesto di poter essere auditi da remoto, come previsto in via ordinaria dalla disposizione del Presidente del Consiglio Regionale, Lorenzo Sospiri, datata 25 febbraio 2025″, afferma Mastrangelo.

Nonostante la Regione Abruzzo avesse inviato regolarmente il link per il collegamento online, all’ora stabilita nessuno ha contattato i giovani rappresentanti. In aula, il presidente della commissione Paolo Gatti ha infatti ritenuto unilateralmente di non concedere loro la parola, sostenendo l’assenza fisica come un “gesto di mancanza di rispetto” verso la commissione. Nessuna comunicazione formale di esclusione è stata inviata agli interessati.

Un comportamento grave, arbitrario e discriminatorio, che ha portato quasi tutti i consiglieri dell’opposizione (a partire dal PD), tranne qualcuno che inspiegabilmente difende Gatti, ad abbandonare la commissione in segno di protesta.

La domanda sorge spontanea: è mai stato considerato che per uno studente universitario o un giovane lavoratore, spostarsi fino all’Aquila in orario lavorativo e a metà settimana può rappresentare un ostacolo economico e organizzativo rilevante? La partecipazione alla vita democratica regionale non può e non deve essere riservata solo a chi può permettersela.

Appare ancora più paradossale che, in passato, la stessa commissione abbia più volte consentito audizioni online a esponenti istituzionali, tra cui l’assessore Verì, che interviene regolarmente da remoto. Due pesi e due misure, che mostrano chiaramente quanto poco questa maggioranza tenga in considerazione la voce delle giovani generazioni.

Il vero sgarbo istituzionale, ieri, non è venuto da chi si è connesso per partecipare, ma da chi ha imbavagliato le rappresentanze giovanili per poter approvare indisturbato un progetto di legge che punta a istituire una Consulta fatta di nominati dai consiglieri regionali, e non di rappresentanti votati dalle associazioni e dai territori. Un “parlamentino” di fedelissimi, senza autonomia né radicamento.

Questo non è il modello di partecipazione che vogliamo. È una brutta pagina che condanniamo con fermezza, e che conferma – ancora una volta – quanto poco il centrodestra abruzzese creda nella democrazia dal basso, nella rappresentanza autentica e nel rispetto della voce dei giovani.