PESCARA – Con proprio decreto odierno il presidente della Giunta regionale abruzzese, Luciano D’Alfonso, ha disposto lo scioglimento degli organi di amministrazione del Consorzio di Bonifica Centro Bacino Saline, Pescara, Alento e Foro con sede in Chieti Scalo, e la contestuale nomina a Commissario regionale di Claudio Ruffini, componente della segreteria di presidenza. 

Il consorzio di Bonifica centro è entrato nell’occhio del ciclone a seguito della clamorosa inchiesta “Panta rei” coordinata dalla direzione distrettuale antimafia dell’Aquila e svolta dal Corpo forestale dei comandi provinciali di Chieti e Pescara, che ha coinvolto il Consorzio, i cui vertici sarebbero responsabili di sversamento di liquami nel fiume Pescara fino a tre volte in più dei livelli consentiti di smaltimento illegale di fanghi in impianti a Fermo e Ferrara e, al contrario, la ricezione di rifiuti liquidi da Pisa nel depuratore di Chieti, gestito dal Consorizo, in violazione alle autorizzazioni. Agli arresti sono finiti  Roberto Roberti, il presidente del Consorzio, Tommaso Valerio, responsabile tecnico dell’impianto, Andrea De Luca, capo settore Ecologia e ambiente dell’impianto, e Stefano Storto, amministratore del laboratorio di analisi “Dace Dr. Storto”. Altri 5 indagati sono denunciati a piede libero.

La durata dell’incarico di Ruffini – non rinnovabile – può estendersi fino a un massimo di 90 giorni.

Il decreto assegna al Commissario regionale il compito di provvedere alla piena collaborazione all’Amministratore giudiziario nello svolgimento dell’incarico allo stesso conferito dall’Autorità giudiziaria, alla gestione ordinaria e straordinaria dell’ente, nonché all’indizione delle elezioni entro e non oltre tre mesi dalla nomina.

“Accolgo questa nomina con spirito di servizio – ha commentato Ruffini – e rinuncio sin d’ora a qualsiasi tipo di emolumento per questa carica”. 

Ai Commissari regionali spetta un appannaggio pari al 50% dell’indennità percepita dai consiglieri regionali.