L’AQUILA – Ci sono due “ragazzi terribili” neo eletti in Consiglio regionale, Sandro Mariani, 32 anni, capogruppo del Partito democratico, e Pierpaolo Pietrucci, 38, consigliere democrat, in vetta alla classifica delle leggi presentate, ben 14 a testa nei primi 8 mesi di legislatura.
Nelle statistiche che, ovviamente, non tengono conto del Consiglio di martedì celebrato a Pescara, il teramano Mariani prevale di misura sull’aquilano Pietrucci per proposte da primo firmatario, 6 rispetto a 4, e proposte poi divenute effettivamente legge approvata, 5-4.
Anche se, da questo punto di vista, nessuno è efficace come il vice presidente del Consiglio regionale, Lucrezio Paolini (Italia dei valori), un vero ‘killer’ normativo: ha firmato 6 proposte di legge, nessuna da primo firmatario, e 5 di queste sono state approvate e pubblicate nel Bollettino della Regione (Bura).
“Essere giovani permette di mettere maggiore impegno e questo porta a risultati inaspettati – confessa Mariani ad AbruzzoWeb – Francamente non me lo aspettavo, anche se sono abituato a lavorare a testa bassa e a pensare poco alle pole position. Questo risultato, comunque, è frutto di un lavoro squadra e dimostra che c’è armonia”.
“Chi si loda si imbroda, ma il mio risultato è frutto di un grande lavoro che sto facendo – fa eco Pietrucci – L’obiettivo in questi primi mesi, mantenuto, era di tenere lo sguardo vigile sulle aspettative della città delll’Aquila e del territorio, pensando che gli interessi e il rilancio della Regione Abruzzo passino necessariamente per la tutela delle aree interne, tenendo presente dello status di capoluogo e gli obiettivi di ripresa con un occhio di riguardo alle infrastrutture. Le proposta più importanti sono quelle sull’Aquila capoluogo, la fusione della società di trasporto, l’adeguamento sismico, il salvataggio delle istituzioni culturali”.
Passando ai meno virtuosi, la maglia nera va all’assessore Marinella Sclocco, 0 proposte come consigliere anche se, bisogna chiarire, a lei e agli altri assessori vanno ascritte anche le leggi proposte e approvate collettivamente, di Giunta.
Penultimo, l’ex assessore regionale di centrodestra Mauro Di Dalmazio: 1 sola proposta, neanche da primo firmatario, e nemmeno approvata.
LA CLASSIFICA (Pdf, 190 Kb)
Anche il presidente, Luciano D’Alfonso, vanta una proposta sola almeno come consigliere.
Come primo firmatario, e in tandem con Pietrucci, ha presentato un disegno di legge pesante: la cosiddetta “legge per L’Aquila capoluogo”, promessa su cui ha costruito la sua campagna elettorale nella città terremotata e che ora vuole mantenere, anche se non sono mancate le polemiche per una dotazione finanziaria da alcuni considerata scarsa (ma serve al funzionamento della legge, non a finanziare L’Aquila), e sulla commissione di sindaci del circondario che, di fatto, potrebbe commissariare quello aquilano, Massimo Cialente.
Su questi temi, tra l’altro, giovedì prossimo D’Alfonso e Pietrucci relazioneranno in un Consiglio comunale speciale.
Al terzo posto si classifica Camillo D’Alessandro, che ha incarichi di peso come la presidenza della commissione Statuto e il ruolo inedito e oneroso di sottosegretario alla Presidenza, spesso ‘scudiero’ di D’Alfonso: a dispetto di ciò, 13 proposte di legge, ben 8 da primo firmatario, 4 già approvate.
Al quarto posto c’è il primo consigliere di opposizione, Lorenzo Sospiri, capogruppo di Forza Italia, che ha presentato 11 proposte, 5 da primo firmatario, 2 delle quali approvate.
A ruota Mauro Febbo, pure dell’opposizione, con uno score di 8 presentate, 4 firmate ma 0 approvate. A 8 un altro consigliere forzista, Paolo Gatti (3 e 1), e quelli di maggioranza Lorenzo Berardinetti (2 e 1) e Maurizio Di Nicola (1 e ben 4 approvate).
E i grillini? A metà classifica si piazza la candidata alla presidenza della Giunta, Sara Marcozzi, con 6 proposte, 2 da prima firmataria e solo 1 approvata.
Tra i meno virtuosi, accanto a Di Dalmazio, con 2 sole proposte, non approvate, ci sono un consigliere grillino, Leandro Bracco, due consiglieri di centrodestra, l’ex governatore Gianni Chiodi, evidentemente non a suo agio da uno scranno che non sia il più alto dell’aula “Spagnoli”, e Giorgio D’Ignazio.
Finalino con gli assessori: prevale Donato Di Matteo, 5 proposte, 4 da primo firmatario, ma nessuna approvata, Mario Mazzocca si ferma a 3, 1 approvata, Dino Pepe a 2, 1 passata, Silvio Paolucci a 1, approvata.






