L’AQUILA – Ormai è sicuro, nella prossima legislatura i consiglieri regionali saranno falciati da 45 a 31, per la precisione 30 più il presidente.

Il verdetto arriva dopo una decisione della Corte Costituzionale che si è pronunciata sul ricorso di alcune amministrazioni contro una postilla del decreto Tremonti che prevede appunto il taglio dei consiglieri.

“Le Regioni italiane devono avere un numero di consiglieri proporzionale a quello degli abitanti, tranne quelle a statuto speciale”, questo il parere della Corte, molto anticipato rispetto alla deadline che si attendeva per settembre. E ora si apre la stagione dei tagli.

La bozza di riforma della legge elettorale abruzzese, infatti, agiva di fioretto, portando il numero a 41, ma ora ci vorrà la sciabola, scendendo di altre 10 unità.

Le ripercussioni sugli equilibri politici abruzzesi saranno notevoli, in primis com’è ovvio perché ci saranno meno poltrone, e la nomina a consigliere diverrà ancor più ambìta per via dell’abolizione del listino bloccato.

“Ora si alzerà il livello per essere eletti in Consiglio regionale – ha dichiarato al quotidiano Il Messaggero Lorenzo Sospiri, presidente della commissione consiliare speciale per la nuova legge elettorale – Bisognerà adeguarsi anche mentalmente e abbiamo tempo per farlo”.

Nella riunione di oggi all’Emiciclo era prevista la discussione su questo punto ma con il tacito accordo di rinviare tutto dall’aula in commissione.

Rinvio che diventa addirittura proficuo alla luce dei mutati scenari dopo la decisione della Corte Costituzionale.