L’AQUILA – Il neonato gruppo di Futuro e libertà per l’Italia (Fli) in Consiglio regionale è la novità politica del momento. Dato in origine composto di due soli membri, i finiani doc Alfredo Castiglione ed Emilio Nasuti, lo schieramento si è già arricchito di una new entry, Berardo Rabbuffo, divenuto capogruppo.
Nasuti, presidente della commissione Bilancio, ha annunciato in tono misterioso che ulteriori ingressi potrebbero esserci nei prossimi giorni, e a partire da quest’affermazione si è già scatenato un toto-nomi senza esclusione di colpi.
A guardarsi un po’ attorno è il Pdl, che ha perso tre pedine, appunto Nasuti, Castiglione e Rabbuffo (quest’ultimo eletto nel “listino” di Gianni Chiodi) e di contro ha registrato l’ingresso di Giuseppe Tagliente, che ha chiuso l’esperienza monogruppo di “Rialzati Abruzzo”: il conto per il maggior partito di centrodestra è ora di 22 consiglieri: una soglia comunque di sicurezza, ma che non si vuole assottigliare ancor di più per non perdere l’autosufficienza nella maggioranza.
Il “pezzo da novanta” che potrebbe entrare presto nel fronte finiano è Daniela Stati (nella foto), ex assessore regionale all’Ambiente, Protezione civile e Rifiuti, coinvolta nell’inchiesta della Procura dell’Aquila su regalie e ricostruzione. Poco difesa dal Pdl durante la buriana giudiziaria, si è sentita scaricata e ha deciso prima di tutti di lasciare il gruppo del Pdl, confluendo in quello Misto, quindi teoricamente è su piazza.
A spingerla verso la direzione finiana più di un indizio, tra cui l’incontro che oggi avrà a Roma con il vice ministro alle Attività produttive, Adolfo Urso, anch’egli finiano. Non è escluso di avere notizie ufficiali in giornata.
L’ex assessore, ancora molto arrabbiata con il Pdl, ha chiarito che si sta guardando intorno ma di non aver ancora deciso sul suo futuro politico. Altri nomi dati in predicato di vestire la casacca finiana sono quelli di Antonio Prospero e Luigi De Fanis del Pdl (quest’ultimo però nell’ultimo Consiglio regionale ha smentito), mentre una voce ha ipotizzato l’arrivo nientemeno che di Gino Milano, eletto nell’Italia dei valori.
L’ARRIVO DI CATONE
Sempre in ambito Fli ieri è arrivata una nomina a sorpresa, quella di Giampiero Catone come coordinatore regionale del comitato costituente di Futuro e libertà in Abruzzo.
Che Catone, pescarese di adozione, ex Pdl, negli anni scorsi nell’Udc, avesse deciso di mettersi dalla parte di Gianfranco Fini, non è una novità. Quello che sorprende, però, è che per un ruolo delicato siano stati scavalcati entrambi i finiani “doc” abruzzesi, quelli che portano avanti le idee del presidente della Camera creando consenso attorno a lui da tempi non sospetti: i soliti Castiglione e Nasuti.
La posizione ufficiale è di affermare che si tratti di una nomina del tutto normale, ma è chiaro che l’ingresso dalla porta principale di Catone ha creato imbarazzo e probabilmente più di un fastidio.
“Il presidente Fini – ha spiegato Nasuti – ha fatto uscire questa nota per dire che il partito c’è, quindi i parlamentari, ognuno per il luogo di residenza, devono organizzare in sinergia con i quadri regionali e quindi con il sottoscritto, Castiglione e Rabbuffo , la struttura del partito”.
“Mi sembra normale – ha aggiunto – Ora sta crescendo un partito che deve prendere consistenza, è chiaro che il parlamentare diventa colui che dà il là alla partenza del partito”.




