L’AQUILA – ll Consiglio regionale, nella seduta odierna, ha approvato la legge “disposizioni per il settore primario” che introduce, tra le altre misure, il fondo di rotazione per il periodo 2015-2017 un importo di un milione di euro l’anno, a favore dei centri di ricerca Crab, Cotir e Crivea, partecipati dalla Regione, e sull’orlo del collasso.

Ogni centro potrà richiedere anticipazioni temporanee di cassa, che potranno essere utilizzate per le proprie finalità e rimborsate successivamente. Questa opportunità consentirà agli enti di affrontare le difficoltà di liquidità in cui si trovano da tempo. 

Ad assistere ai lavori buona parte dei 24 dipendenti del Crab, il consorzio di ricerche applicate alle biotecnologie senza stipendio da febbraio 2015. Perdite nel 2014 di circa 300 mila euro. Capitale sociale azzerato dai debiti. Una situazione drammatica al pari dei lavoratori del Cotir e del Crivea. 

“Rappresenta senz’altro una boccata di ossigeno – commenta ad Abruzzoweb uno dei ricercatori -, ma quello che è davvero urgente è una legge di riforma che dia finalmente certezze, dignità e competitività agli enti di ricerca abruzzesi”. 

Il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, a margine dell’approvazione parla comunque di “un atto concreto, che permetterà ai centri di ricerca Crab, Cotir e Crivea di risolvere immediatamente le difficoltà finanziarie contingenti in cui si trovano da tempo, che in alcuni casi hanno impedito anche il pagamento degli stipendi ai dipendenti”. 

Esulta anche Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia.

“Finalmente il centrosinistra ha compreso l’importanza di dotarsi di uno strumento fondamentale per il futuro di Cotir, Crivea e Crab – spiega Febbo – il fondo di rotazione in quanto permetterà alle strutture di continuare la loro preziosa attività, avendo a disposizione fondi indispensabili per partecipare ai Bandi regionali ed europei. In particolare questo fondo è uno strumento necessario per dare continuità alla ricerca, scongiurando la chiusura delle 3 strutture regionali e portando avanti quei progetti avviati nell’ambito della Misura 124 del Programma di sviluppo rurale programmati dalla precedente amministrazione e in fase di ultimazione”.