L’AQUILA – “Se mi sta bene bene nel ruolo di sottosegretario? Benissimo grazie, per il bene dell’Abruzzo del resto sono disposto a fare anche il suonatore di piattini”.

Replica con una battuta ad una domanda che oramai è diventata per lui un assillo, l’oramai ex assessore Mario Mazzocca di Sinistra ecologia e libertà, raggiunto da Abruzzoweb nella sua stanza al primo piano dell’Emiciclo, mentre al secondo piano, nelle commissioni la maggioranza ancora una volta si incarta vittima dei suoi conflitti interni. Con la seduta del consiglio slittata al tardo pomeriggio destinata poi a durare fino al mattino di oggi.

Mazzocca ha dovuto fare posto in giunta ad Andrea Gerosolimo di Abruzzo civico e accomodarsi nel ruolo di sottosegretario alla presidenza, lasciato libero dal dem Camillo D’Alessandro. E non è un caso che Mazzocca si è astenuto dal votare il sub-emendamento di modifica del regolamento, che istituisce gli “emendamenti d’urgenza della Giunta regionale” con cui si potranno azzerare gli emendamenti delle minoranze.

Quello di sottosegretario sarà senz’altro un incarico più prestigioso e influente di quello di un sonatore di piattini, ma pur mantenendo Mazzocca le deleghe all’ambiente, non ha più a differenza di quando era assessore, come evidenziato da più parti, una tecnostruttura propria alle sue dipendenze, non può proporre documenti di fatto e non ha neanche voto nell’esecutivo, pur facendone parte secondo lo Statuto, ma esterno. Può avere funzioni e non deleghe, e comunque i temi che segue non possono tradursi in atti. 

E infatti Mazzocca non ha controfirmato il decreto di nomina di sottosegretario e rimette le proprie scelte alle decisioni del partito e ad un percorso allargato di ascolto, fiutando evidentemente la fregatura. 

“Il sospetto è giusto – ammette Mazzocca – ma sono critiche interessate che arrivano dal centrodestra. A noi di Sinistra ecologia e libertà conta solo una cosa, operare per il bene dell’Abruzzo, incidere nei processi, e questo lo si può fare a prescindere dalle cariche formali, dunque se c’è sintonia sui temi lo si può fare benissimo anche con la carica da sottosegretario, non dimenticando anche sono anche capogruppo consigliere regionale che potrò far sentire la sua voce e portare avanti le nostre battaglie”.

E il dilemma è proprio questo, in una giunta che si sposta con l’ingresso di Gerosolimo verso destra.

Ovvero: vale la pena restare a fare il sottosegretario, persona di strettissima fiducia e dipendenza dal presidente Luciano D’Alfonso, che era perfetta per il fedelissimo D’Alessandro, molto meno per un esponete del Sel, se poi per di più le politiche ambientali prederanno altra direzione all’interno della maggioranza, a prescindere dalle posizioni sostenute dal sottosegretario Mazzocca?

“Mi spiego meglio – risponde Mazzocca – io se ci sono le condizioni politiche e programmatiche non ho problemi a fare il sottosegretario, però questo, e non tra un mese ma in pochi giorni, non lo deciderò io, ma sarà una decisione che scaturirà a seguito di un percorso di ascolto che stiamo avviando con le forze attive della regione, le parti sociali, le associazioni ambientaliste e di volontariato, i sindacati, i comitati cittadini e ovviamente gli amministratori locali e i quadri di del partito. Solo alla fine trarremo le nostre conclusioni, e decidero se accettare o meno”.

Alla “sinistra-sinistra”, vedi Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista che lo invita “a scendere dal caravanserraglio di D’Alfonso lasciandolo solo  con i ‘gerosolimi’”, Mazzocca risponde che “Acerbo è sempre eccezionale con queste sue definizioni. Ma ripeto, io ritengo che va sondata fino in fondo se c’è questa possibilità concreta di incidere sull’azione politica di questa maggioranza. Poi si vedrà, e ripeto non decido io”.