L’AQUILA – La maggioranza di Luciano D’Alfonso sceglie la prova di forza per uscire dalle secche e dopo una maratona notturna in consiglio ha approvato in prima lettura tra le proteste della minoranza il sub-emendamento di modifica del regolamento, a firma del consigliere Camillo D’Alessandro del Partito democratico, che istituisce gli “emendamenti d’urgenza della Giunta regionale” con cui si potranno azzerare gli emendamenti delle minoranze. Con la stessa Giunta che potrà decidere cosa è urgente o meno. Tagliando così le unghie all’ostruzionismo, definito dal proponente D’Alessandro una “piaga da cui liberare l’Abruzzo”, replicando ad un’infuocata conferenza stampa di ieri pomeriggio delle opposizioni di centrodestra e Movimento 5 stelle che invece hanno parlato di “porcata”, tagliola”, e “golpe sudamericano” della maggioranza, e che poi hanno risposto con l’ostruzionismo in aula.
Sono stati 16 i voti a favore, 9 i contrari. Spicca l’astensione di Mario Mazzocca, ex assessore di Sinistra ecologia e libertà che ha dovuto fare posto, con il rimpasto di Giunta ad Andrea Gerosolimo di Abruzzo civico, e che ancora deve decidere se accettare o meno la carica di sottosegretario della Presidenza ceduta da D’Alessandro.
Per approvare il sub-emendamento, ovvero una modifica al regolamento che regola i lavori del Consiglio, servono tre votazioni. Non essendo stato raggiunto oggi il quorum di 21 voti (maggioranza qualificata richiesta), la modifica tornera’ in Aula per una seconda lettura. Se anche in questo caso dovesse mancare il quorum di 21 voti, in terza lettura sarà’ sufficiente la maggioranza semplice.
Il sub-emendamento diventa dunque oggi la priorità delle priorità per D’Alfonso, visto che anche ieri si è arenato nelle commissioni il rifinanziamento da 800 mila euro dell’Istituzione sinfonica abruzzese, una volta tanto che finalmente anche i ribelli di Abruzzo civico, ottenuto l’assessorato per Gerosolimo, erano pronti a dare il via libera, e con il solo Luciano Monticelli del Pd ancora molto contrariato, ma che alla fine si sarebbe allineato.
Gerosolimo per la cronaca era seduto sugli scranni della giunta affianco proprio a Mario Mazzocca.
Il provvedimento sull’Isa è stato però affondato in partenza appunto da 1000 emendamenti presentati dalle opposizioni che vogliono una variazione in bilancio che accontenti non solo l’Isa, ma tutte le altre istituzioni culturali abruzzesi, con una variazione di bilancio ben più consistente. Stessa sorte avrebbe subito la legge di riordino delle Province, sia in commissione, dove ha fatto solo capolino, ed eventualmente in aula.
Inevitabile lo scontro durissimo con le opposizioni in aula, già nel primo round. Con un’intera nottata di dibattito molto acceso. Dopo che molti consiglieri hanno loro malgrado dovuto rinunciare alla partita vittoriosa della Juventus contro il Manchester.
E i toni si si sono alzati da subito, in aula, sin dai preliminari, rappresentati dalla discussione delle interrogazioni e delle interpellanze.
“Signor presidente – prende subito la parola Lorenzo Sospiri di Forza Italia rivolto a D’Alfonso – l’ho sempre presa sul serio soprattutto nei momenti di rabbia. Come quando disse che quest’aula era una ‘cloaca’. Ebbene con questo sub-emendamento quest’aula la sta facendo davvero diventare una ‘cloca’, anche perchè ci sarà una rottura dei rapporti umani, perchè con questo sub-emendamento volete umiliare la dignità del consiglio regionale, e tutto cambierà nei rapporti con voi della maggioranza”.
D’Alfonso non si scompone più di tanto e replica con altrettanta durezza.
“Qual’è la meraviglia infastidita tra i visi di parte di quest’aula? – esordisce con una domanda retorica – io non ho mai letto in un testo universitario che l’atteggiamento ostruzionistico possa diventare addirittura una promessa di azione politica. Se non piace la fotografia di ‘cloca’, che tra l’altro ho preso a prestito per un minuto dal linguaggio della destra, posso ora parlare del diritto di avere a cura la produttività di quest’aula. Non può essere che la sfida dell’opposizione si riduca al ‘non far fare’. L’aula deve poter deliberare”.
Sara Marcozzi dell’M5S a sua volta parla di “istituzionalizzazione della ‘tagliola’ anche in Regione Abruzzo, per tappare la bocca all’opposizione. Se facciamo ostruzionismo, come accaduto oggi, è perchè questa maggioranza non fa leggi buone per i cittadini, se lo facessero non si troverebbero davanti all’ostruzionismo”.
Pierpaolo Pietrucci del Pd invece difende a spada tratta il provvedimento.
“Oggi in commissione con all’ordine del giorno il rifinanziamento dell’Isa e anche la legge sulle province ci siamo trovati avanti una opposizione che come al solito si è presentata con un mazzo, ma che dico, con chili di emendamenti, che non erano migliorativi, servivano solo a non far decidere nulla, e allora chi è causa del suo male pianga se stesso, non è possibile che da un anno e mezzo ci troviamo davanti ad un simile e ed irresponsabile ostruzionismo”.
Ammette però che ancora una volta c’è stato un confronto “molto aspro” con Luciano Monticelli sulla vicenda dell’Isa. Come a dire che i problemi ci sono ancora, nonostante il rimpasto, all’interno della maggioranza.
“Dice di voler vederci chiaro, di voler esaminare i bilanci, ma non è il suo compito, per questo ci sono i revisori dei conti, ognuno stia al suo posto”.
D’Alessandro in mattinata esulta infine per l’approvazione di una norma che definisce “Salva Abruzzo”, altro che “legge bavaglio”.
“In questa norma – spiega il consigliere – si stabilisce il principio sacrosanto, laddove il governo regionale ne ravvisi urgenza, di evitare il blocco ostruzionistico dato dagli emendamenti. Per applicare questa norma si devono però verificare due condizioni: la condizione di urgenza e l’ostruzionismo”.
“Se però un’opposizione -aggiunge – esiste in vita solo grazie alla quantità di emendamenti ostruzionistici e non per la qualità delle proposte, finisce poi per inscenare la farsa di ieri sera e la conseguente brutta figura”.
Conferma la volontà di “modificare ulteriormente il testo, venendo incontro alle aspettative di maggiore garanzia del diritto delle opposizioni. Per essere chiari eravamo disponibili a modificare la norma da subito, ma a causa della non volontà di una parte dell’opposizione l’accordo raggiungibile è saltato”.
Non solo l’astensione di Mario Mazzocca ma anche l’assenza di Donato Di Matteo a scuotere la maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale alla prova dei numeri sull’approvazione, avvenuta alle 8.30 dopo una nottata insonne, della cosiddetta norma definita anti-ostruzionismo oppure ammazza-emendamenti, a seconda dei punti di vista.
La norma è passata a notte fonda con 16 voti favorevoli e un astenuto, Mazzocca, ma la maggioranza è di 18 consiglieri.
La caccia all’assente alla fine ha portato a identificare il nome di Di Matteo, recentemente ri-nominato assessore dopo il rimpasto di Giunta confermando una delega ai Lavori pubblici ma non quella agli Impianti sportivi, finita a Silvio Paolucci.
I 9 contrari sono stati invece i 5 del Movimento 5 stelle, l’esponente del gruppo misto Leandro Bracco e tre del centrodestra, i forzisti Lorenzo Sospiri, Emilio Iampieri e Mauro Febbo.
Cronache del Consiglio parlano di un Di Matteo andato via per ragioni di salute. Ma Febbo prova a seminare zizzania, evidenziando “l’abbandono dell’aula consiliare, già dal pomeriggio di martedì, da parte dell’assessore Donato Di Matteo, lamentandosi della conduzione dei lavori da parte del presidente Di Pangrazio”.
“È vero che stavo parlando con l’ufficio di presidenza perché i consiglieri fanno un abuso negli interventi sull’ordine dei lavori e non parlano dei lavori, ma non ce l’ho assolutamente con il presidente Giuseppe Di Pangrazio – spiega l’interessato – La norma non l’ho votata perché sono dovuto andare via per ragioni personali, quindi nessun caso politico”, conclude. Alberto Orsini
Passati in secondo piano iinvece provvedimenti che erano previsti all’ordine del giorno, di cui si attende da tempo l’approvazione, in una seduta che comunque passerà alla storia.
Come il già citato riordino delle funzioni amministrative delle Province, le “Norme in materia di gestione dei corsi d’acqua”, “Disciplina delle Cooperative di Comunità”, “Istituzione della banca della terra d’Abruzzo”, “Modifiche al Testo Unico in materia di sistemi di trasporto a mezzo di impianti a fune”, le modifiche alla legge regionale sull’intermodalità regionale”, “Modifiche alla disciplina sulla raccolta, commercializzazione, tutela e valorizzazione dei tartufi in Abruzzo”, l’elezione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.
Via libera invece alla Legge sulle costruzioni in zona sismica, alle variazioni al bilancio del Consiglio regionale e al progetto di legge sull’autoporto di Castellalto, che trasferisce la proprietà della struttura dalla Regione all’Arap (l’agenzia regionale attività produttive), e che spiega Mariani primo firmatario della legge,.“consentirà l’insediamento di una grande azienda dell’indotto Fiat che non solo investirà milioni di euro in provincia di Teramo”.
E’ stato inoltre approvato il progetto di legge a favore dei soggetti con disturbi specifici d’apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia), che introduce l’attivazione di percorsi diagnostici, oltre a misure da attuare in ambito scolastico e lavorativo.
Approvata una risoluzione sulla riorganizzazione delle Prefetture e impegna il Presidente D’Alfonso ad attivarsi per impedire l’accorpamento di Chieti con Pescara e di Teramo con L’Aquila. In subordine si chiede di evitare la chiusura delle sedi di Chieti e Teramo, prevedendo un Ufficio centrale del Governo e 3 sedi distaccate, così da garantire il presidio nei 4 capoluoghi di provincia. con l’astensione del Movimento 5 Stelle, e sottoscritta dal Presidente della Commissione di vigilanza, Febbo, dal capogruppo del Pd Sandro Mariani e da altri Consiglieri di maggioranza e opposizione.
Respinta, invece, la risoluzione del M5S sulla petrolizzazione, in quanto la Giunta ha comunicato di aver già previsto di ricorrere alla magistratura ammininistrativa contro gli ultimi provvedimenti autorizzatori rilasciati recentemente.




