L’AQUILA – Torna a riunirsi oggi alle 15 il consiglio regionale d’Abruzzo, e per il centrodestra di Marco Marsilio di Fdi. A soli sei mesi dalla trionfale riconferma delle regionali del 10 marzo, saranno superate le forche caudine delle spaccature interne, ma in una maggioranza dove sempre più serpeggia il malcontento, e poco conta che il presidente e padre padrone, ha per ora disinnescato lo scontro al calor bianco tra il capogruppo di Fdi, Massimo Verrecchia, e l’assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri, il mister preferenze in assoluto con quasi 12mila voti delle regionali.
Nella riunione di maggioranza di ieri infatti, dove non sono stati invitati i segretari di partito, Marsilio ha imposto la sua linea, facendo quadrato sul suo assessore al Bilanciò, imponendo i ritiro degli emendamenti ispirati da Verrecchia, per la cancellazione di tre articoli inseriti da Quaglieri nella legge di assestamento, e che prevedono finanziamenti mirati al comune di Secinaro, per 50mila euro per un cimitero, 300mila euro per il polo museale di Avezzano, e ben 350 mila euro per una piscina a Lecce dei Marsi, tutti e tre comuni suoi feudi elettorali.
E ha indotto a miti consigli sia la Lega che Forza Italia, garantendo che saranno finanziate, con un budget disponibile non precisato, anche leggi e misure che stanno loro a cuore.
Il centrodestra con 18 voti, non rischierà di andare sotto, con qualche franco tiratore, con le opposizioni con i loro 13 voti, pronti a dare manforte, come sarebbe accaduto in caso di spaccature insanabili nella maggioranza.
Il campo largo del professore Luciano D’Amico, partirà però alla carica presentando il progetto di legge che con un tratto di penna intende cancellare gli oltre 22 milioni di fondi a pioggia, approvati a fine dicembre, distribuiti a discrezione da tutti i consiglieri (compresi quelli del centrosinistra) a 2.300 tra associazioni culturali, sportive, di protezione civile, proloco per eventi e piccoli interventi nei Comuni. Per destinare i soldi in primis alla riduzione del costo dei trasporti, intanto aumenti in media del 20%. E anche qui però il centrodestra farà quadrato a difesa dei fondi a pioggia, ritenuti invece utili e il modo più efficace per finanziare anche le piccole attività e iniziative.
Le opposizioni attaccheranno sulle contraddizioni del centrodestra: mentre D’Amico tace, forse ancora in ferie, il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci, ironizza sulla “riffa” nella maggioranza “ancora una volta ai ferri corti non solo per il caso Quaglieri-Verrecchia, ma anche per i tanti finanziamenti a pioggia da attribuire con l’assestamento di bilancio del 27 agosto”, confermando insomma che la torta avrà molte più fette
Il dato politico, è che Marsilio si conferma dominus della maggioranza, schierandos di fatto con Quaglieri, che appartiene del resto, come il segretario regionale, il senatore Etel Sigismondi, alla corrente minoritaria di Fdi, quella dei Gabbiani, di cui è leader il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, a cui lo stesso Quaglieri ha chiesto aiuto e protezione davanti ai ripetuti e sempre più aperti attacchi che sta subendo nel suo partito e anche dagli altri partiti della maggioranza, che anche ieri, seppure con toni morbidi, lo hanno accusato di fatto di scarsa condivisione delle scelte, che invece ci si aspetterebbe da un assessore con una delega chiave come quella del Bilancio. In una regione per di più che deve fare i conti con un debito monstre della Sanità, che qualcuno nel dipartimento sanità prevede che sarà superiore addirittura si 200 milioni di euro. Tenuto anche conto che su Quaglieri pende anche una inchiesta della Procura dell’Aquila, sul presunto conflitto di interessi tra il suo ruolo, in questa e nella passata legislatura, di assessore e medico chirurgo nella clinica privata Di Lorenzo di Avezzano.
Verrecchia, che resta comunque il capogruppo, aveva cercato una exit strategy che consisteva nel rinviare l’eventuale approvazione dei finanziamenti ai tre comuni a settembre, in un provvedimento omnibus che avesse contemplato interventi anche per altri comuni. Ma neanche questo compromesso è stato accettato.
Nell’assettamento ci sono poi altri importanti provvedimenti, tra cui l’incremento a ben 11,7 milioni di euro fino al 2026, delle risorse necessarie a rifinanziare la legge 32 del 2021, fortemente voluta da Marsilio, “Interventi di contrasto allo spopolamento delle aree montane”, che prevede incentivi a coppie che mettono al mondo figli e neo residenti, almeno per i successivi 5 anni, nei piccoli paesi d’Abruzzo, soggetti al drammatico fenomeno dello spopolamento.
E ancora risorse finanziarie aggiuntive pari ad euro 300.000,00 per l’esercizio 2024 e ad euro 2.160.000,00 per le annualità correnti dal 2025, per potenziare l’Agenzia Regionale dell’Informatica e della Committenza.
Ci sono anche 800mila euro a favore della Fira, la finanziaria regionale, per la gestione delle piscine Naiadi di Pescara. E ai “fini del reperimento delle risorse necessarie a garantire la copertura finanziaria degli interventi volti alla realizzazione dell’immobile da adibire a Sede Unica della Regione Abruzzo in Pescara”, e la Regione potrà autorizzare il ricorso all’indebitamento, nei termini che verranno definiti con successivo provvedimento normativo. Vengono ripristinati, ovvero rimessi in cassa 1 milione di euro per la copertura di spese per liti e transazioni legali, sottratte a maggio nella manovra che ha dovuto coprire 122 milioni di debiti della sanità macinati nel 2023.
Un passaggio decisivo ci sarà comunque alle ore 11 nella commissione Bilancio, presieduta da Vincenzo D’Incecco della Lega, dove sarà esaminato la legge di assestamento, che sarà probabilmente arricchita di emendamenti a favore di Lega e Forza Italia
Poi alle 14 si terrà la Conferenza dei Capigruppo convocata per l’organizzazione dei lavori consiliari.
Nel centrodestra il conflitto non è solo sulla legge di assestamento, per ora disinnescata, ma c’è anche quello sulle nomine dei vertici degli enti regionali, con Fdi che a buon diritto, visti i nuovi rapporti di forza, e i 9 consiglieri eletti compreso Marsilio, vuole fare man bassa, a discapito della Lega, che nella passata legislatura aveva 10 consiglieri eletti, rispetto ai solo due confermati a marzo, e che dovrà dunque, Manuale Cencelli alla mano, cedere non poche pedine.
Ad agitare non poco le acque c’è poi il progetto fortemente voluto da Marsilio, di istituire una Struttura di missione della Sanità, alle sue strette dipendenze, che anche in maggioranza viene vissuto come di fatto come un commissariamento non solo dei quattro direttore generali, impegnati a mettere a terra altrettanti piani di rientro per contenere il debito sotto gli 80 milioni, ovvero sotto la soglia di guardia oltre la quale scatta il rischio di commissariamento, ma anche dello stesso consiglio, che con il presidente della Commissione sanità, Paolo Gatti, di Fdi, e del presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri, di Fi, ha invece rivendicato un ruolo da protagonista, e non certo da passacarte, facendo passare un emendamento per il quale i pareri delle commissioni sanità e Bilancio diventano vincolanti. Ma di questo se parlerà a settembre.






