L’AQUILA – “Ma quale diktat di Matteo Salvini, con tutto quello a cui deve pensare, figuriamoci se ha tempo di occuparsi della presidenza della commissione Vigilanza del consiglio regionale abruzzese”.
Liquida con una battuta, il consigliere regionale della Lega Simone Angelosante, la nomina del pentastellato Pietro Smargiassi, alla presidenza della commissione Vigilanza, riservata per statuto alle minoranze, grazie all’appoggio proprio dei salviniani. Bruciando la candidatura, data alla vigilia come più forte, del presidente del centrosinistra ed ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini. Respingendo dunque l’ipotesi di un intervento romano, nel nome dell’alleanza di governo giallo-verde. Che ha fatto gridare all’inciucio il centrosinistra.
“A ben vedere M5s ha 7 consiglieri, mentre il centrosinistra 6. E’ la prima forza dell’opposizione. Non vedo dove sia lo scandalo”, ribatte serafico il consigliere.
Angelosante è stato poi un protagonista della giornata, a causa della sua mancata nomina, per un pasticcio tecnico, alla presidenza della quarta commissione “Politiche europee”, rimandata ad altra seduta. A spiegare l’arcano il diretto interessato.
“Si è trattato di un mero errore tecnico: io mi ero messo a disposizione come componente di più di una commissione. Ma nel decreto della presidenza del Consiglio, il mio nome non è stato trascritto tra i membri della quarta commissione. Nelle prossime ore ci sarà un nuovo decreto correttivo, e poi si potrà procedere alla nomina”.
Angelosante smentisce dunque categoricamente l’insinuazione del centrosinistra che ha parlato di contrasti interni alla Lega sul nome da designare”. Ovvero: Angelosante non è gradito ai nemici interni che si è fatto in campagna elettorale.
“Tutte fesserie, c’è pieno accordo e non c’è nessun contrasto dentro la Lega. Piuttosto mi chiedo come si permette il Pd a dire queste cose, pensassero ai problemi loro, con tutto il rispetto”.
Nega anche che la Lega la stia facendo da padrona nella maggioranza di centrodestra, o meglio: ” i rapporti di forza nella maggioranza non li ha decisi la Lega, ma gli elettori abruzzesi. Abbiamo ben 10 consiglieri, siamo di gran lunga la prima forza di maggioranza, mi sembra normale che questo abbia un peso nella ripartizione delle cariche istituzionali”.






