L’AQUILA – Nella seduta odierna del Consiglio regionale è stata approvata all’unanimità la risoluzione bipartisan (firmata da Nicola Argirò, Luca Ricciuti, Claudio Ruffini e altri,) sull’Arit che impegna la Regione Abruzzo ad assumere tutti i provvedimenti necessari affinché l’agenzia regionale per l’informatica venga utilizzata per offrire servizi informatici alla stessa Regione Abruzzo, alle Asl, agli enti strumentali regionali nonché a tutti gli enti locali (province, comuni, comunità montane ed enti vari).
Nel Consiglio di oggi è stata anche approvata all’unanimità la legge sull’agricoltura sociale ideata dai consiglieri regionali del Pdl Riccardo Chiavaroli, Emilio Iampieri e Walter Di Bastiano.
È stata discussa questa mattina, l’interpellanza presentata dal consigliere Giuseppe Di Pangrazio sui costi del progetto C.a.s.e. e sulla possibilità di utilizzare un osservatorio sulla ricostruzione.
Discussa nella seduta odierna anche l’interpellanza a firma dei consiglieri del Pd Marinella Sclocco e Claudio Ruffini, che hanno ottenuto l’impegno del presidente Gianni Chiodi e dell’assessore alla cultura Luigi De Fanis a operare entro l’esercizio finanziario 2011 apposita variazione di bilancio per reperire le necessarie risorse da destinare al finanziamento della L.R. 56/93 a sostegno dei progetti e delle associazioni culturali.
Sempre all’unanimità anche il voto sulla risoluzione riguardo il potenziamento del Consorzio di ricerche applicate alle biotecnologie (Crab), di cui è stato primo firmatario Giuseppe Di Pangrazio e sottoscritta anche da molti consiglieri di entrambi gli schieramenti.
PASSA LA RISOLUZIONE ARIT
“Siamo soddisfatti – dice Ruffini – grazie al lavoro comune svolto in II e IV Commissione si è potuto valutare meglio le potenzialità dell’Arit. Inoltre una visita alla stessa struttura insieme ad altri colleghi consiglieri ha permesso a tutti di studiare delle soluzioni per rilanciare questa azienda regionale”.
Secondo Ruffini rilanciare l’Arit era un dovere della Regione Abruzzo in quanto nella struttura sono stati investiti diversi milioni di euro pubblici, ma soprattutto l’Arit andava rilanciata perché la Regione può ottenerne solo dei vantaggi.
“Parliamo – diede il consigliere – di un consistente risparmio nel bilancio regionale, della valorizzazione dei nostri cervelli e delle nostre migliori professionalità, di una maggiore occupazione e stabilità professionale per i dipendenti”.
“Sono convinto che l’Arit costerà meno dei servizi dei privati che spesso le Direzioni regionali utilizzano in campo informatico – spiega Ruffini – inoltre era per noi doveroso dimostrare ai cittadini abruzzesi che l’Arit non stava per diventare uno dei tanti carrozzoni che consuma soldi sulle spalle dei contribuenti”.
L’Arit può quindi guardare al futuro con maggiori prospettive, così come i suoi dipendenti, che avranno l’occasione per mettere all’opera le proprie professionalità e auspicare in un percorso che li veda non più precari a vita e soprattutto si auspica che venga completata la pianta organica con le figure tecniche attingendo dai concorsi già espletati.
“Ci auguriamo che la Giunta – conclude Ruffini – e in modo particolare gli assessori Alfredo Castiglione e Federica Carpineta adottino subito le misure per affidare all’Arit i servizi dell’Ente regione e di tutti i suoi enti strumentali”.
VIA LIBERA A LEGGE AGRICOLTURA SOCIALE
L’AQUILA – “La legge approvata oggi all’unanimità, grazie al lavoro della maggioranza, del presidente della commissione Agricoltura Antonio Prospero e con il sostegno fattivo delle forze di opposizione, è tra le prime in Italia a regolamentare un nuovo ambito di intervento, ossia quello dell’agricoltura sociale, ponendo l’Abruzzo all’avanguardia in questo contesto culturale e sociale”.
Lo affermano Riccardo Chiavaroli, Emilio Iampieri e Walter Di Bastiano, consiglieri regionale del Pdl e ideatori della legge approvata.
“L’agricoltura sociale – spiegano – è una forma di agricoltura che in modo continuativo, a richiesta e su accordo con i soggetti titolari delle attività sociali, può fornire oltre all’attività agricola, servizi rivolti alle varie fasce vulnerabili o svantaggiate della popolazione. Secondo le indicazioni della legge regionale, la ‘fattoria sociale’ diventa quindi centro di servizi sociali dove la coltivazione dell’orto, la cura degli animali, il ciclo biologico e naturale, offriranno stimoli nuovi per interventi di socializzazione, di formazione, di supporto all’educazione”.
“Queste esperienze – proseguono – comunemente indicate con l’espressione ‘agricoltura sociale’, affondano le loro radici nella caratterizzazione stessa dell’attività agricola, prima attività dell’uomo, immersa nei valori come la famiglia, la solidarietà, il contatto con la natura e con i suoi ritmi e nella peculiare continuità famiglia-azienda, per esaltarne il carattere sociale e proporsi come luogo per l’integrazione nell’agricoltura di pratiche rivolte alla terapia e alla riabilitazione dei diversamente abili, all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale di soggetti svantaggiati, all’offerta di servizi educativi, culturali, di supporto alle famiglie e alle istituzioni didattiche”.
“Tali scelte pertanto – concludono i consiglieri – rientrano appieno in quella concezione di sviluppo rurale che è stato efficacemente individuato come ‘nuovo modello di welfare locale’ finalizzato allo sviluppo di attività e prestazioni socio assistenziali che vanno ad arricchire la rete locale dei servizi e delle opportunità sociali evitando quanto più possibile la ‘istituzionalizzazione’ dei pazienti o dei beneficiari degli interventi”.
Nel corso dell’esame del provvedimento sono stati approvati due emendamenti a firma del consigliere regionale di Rifondazione Maurizio Acerbo con i quali si introduce anche il ricorso allo strumento degli “Orti sociali”, che sono piccoli appezzamenti di terreni affidati a persone singole o associazioni di carattere socio-sanitario, per promuovere la prevenzione, la riduzione, la rimozione delle cause di rischio di emarginazione, il disagio e la discriminazione in tutte le sue forme.
DI PANGRAZIO (PD): “RICOSTRUZIONE APPARTIENE A TUTTI”
L’AQUILA – È stata discussa questa mattina, in Consiglio regionale, l’interpellanza presentata dal consigliere Giuseppe Di Pangrazio sui costi del progetto C.a.s.e. e sulla possibilità di utilizzare un osservatorio sulla ricostruzione.
“Tutto ciò che accade intorno alla ricostruzione appartiene ai cittadini – ha detto il consigliere Di Pangrazio – La trasparenza è un diritto per i cittadini e un dovere per qualsiasi ente pubblico”.
“Ogni movimento inerente la ricostruzione – ha aggiunto – deve essere costantemente messo sotto gli occhi dei cittadini. Non basta dire che i dati sono disponibili, occorre renderli facilmente accessibili, aiutando la partecipazione dei cittadini stessi ai progressi e gli sviluppi della ricostruzione”.
“Il presidente Chiodi – ha detto ancora Di Pangrazio – leggendo la risposta della protezione civile, in merito alle spese sostenute per il progetto C.a.s.e., ci ha comunicato che il costo complessivo per la realizzazione di tale progetto si aggirano intorno ai 790 milioni di euro. Bene, se i fondi a disposizione erano circa 1.100 milioni di euro, è bene comunicare dove sono finiti i restanti 300 milioni e, nel caso in cui non sono stati spesi, quali sono le iniziative e i progetti messi in campo per impiegarli”.
“Il sindaco dell’Aquila Cialente ha da tempo denunciato la lentezza con cui si sta lavorando alla ricostruzione – ha detto ancora il consigliere regionale del Pd – Oggi è chiaro a tutti che ci sono dei preoccupanti ritardi sulla ricostruzione pesante. La nostra ipotesi di Osservatorio va proprio in questa direzione, di garantire cioè ai cittadini la massima trasparenza nelle attività poste in essere dalle strutture preposte alla ricostruzione. Bisogna utilizzare le informazioni per fare chiarezza”.
“Non basta accumulare dati e documenti in maniera disorganizzata – ha concluso Di Pangrazio – occorre perseguire l’efficacia dell’informazione pubblica attraverso la semplificazione, garantendo una divulgazione affidabile, globale e analitica di tutti i dati inerenti la ricostruzione. Solo in questo modo si riesce a far partecipi i cittadini del processo di ricostruzione”.
LA RISOLUZIONE DI SCLOCCO E RUFFINI (PD)
L’AQUILA – In una risoluzione discussa nella seduta odierna del Consiglio Regionale a firma dei consiglieri del Pd Marinella Sclocco e Claudio Ruffini è stato ottenuto l’impegno del presidente Gianni Chiodi e dell’assessore alla cultura Luigi De Fanis a operare entro l’esercizio finanziario 2011 apposita variazione di bilancio per reperire le necessarie risorse da destinare al finanziamento della L.R. 56/93.
Lo ha annunciato in una nota lo stesso consigliere Sclocco. “La legge regionale n. 56 – si legge nel comunicato della Sclocco – è l’unica legge di riferimento per le attività annuali delle associazioni culturali e non può essere azzerata cancellando il lavoro e le esperienze di numerosi artisti e associazioni culturali abruzzesi ed è paradossale che circa 170 associazioni della Regione Abruzzo hanno presentato le domande 2011 per il finanziamento dei progetti culturali e in risposta si sono viste recapitare una lettera che ne annunciava il mancato rifinanziamento”.
“L’assessore De Fanis – prosegue la Sclocco – si era impegnato, in risposta all’interrogazione del 5 aprile scorso, a effettuare apposita variazione di bilancio per trovare le giuste risorse economiche per i progetti 2011, che avrebbero potuto trovare l’adeguata copertura finanziaria per il loro espletamento entro il 30 giugno. Oggi, pur di non vanificare il prezioso lavoro delle associazioni culturali abbiamo accettato l’impegno che tali risorse vengano individuate entro la fine di questo esercizio finanziario, ma purtroppo le stesse associazioni si vedranno costrette a lavorare in un clima di solitudine che le vedranno costrette sicuramente a ridurre le loro attività per non rischiare impegni economici che non hanno certezza di poter assolvere”.
APPROVATA ALL’UNANIMITA’ RISOLUZIONE SU CRAB AVEZZANO
L’AQUILA – Nella seduta odierna del Consiglio regionale è stata approvata all’unanimità la risoluzione urgente sul Consorzio di ricerche applicate alle biotecnologie (Crab) a firma di Giuseppe Di Pangrazio (e sottoscritta anche da D’Amico, Di Bastiano, Iampieri, Stati, Di Paolo, Milano, Terra e altri).
Attraverso la risoluzione si chiede al presidente della Giunta e all’assessore competente di presentare un progetto di legge che riconosca l’importanza del Crab a livello regionale e preveda un finanziamento annuale per il Centro al fine di consentire allo stesso di svolgere utilmente la propria attività.
“Ringrazio tutti i consiglieri regionali – ha affermato Di Pangrazio – che hanno votato la risoluzione. In questo modo il Crab potrà presto essere regolato da una legge specifica sia per quanto riguarda le attività che la parte finanziaria”.
“Il Crab – prosegue Di Pangrazio – riveste un’importanza strategica per l’innovazione e la ricerca nel settore agroalimentare. Un centro in cui sono presenti 26 dipendenti altamente specializzati deve meritare l’attenzione della Regione”.
“Invito il presidente Chiodi – conclude il consigliere – a fare presto. Ricordo inoltre che da circa sei mesi i dipendenti sono senza stipendio e che da due giorni il consorzio è senza il suo presidente, dimessosi per lanciare un forte segnale sul disagio economico-finanziario del Centro”.
RABBUFFO (FLI) SU SANITA’: “UN’OCCASIONE PERSA”
L’AQUILA – “Una nuova occasione persa da parte dell’attuale maggioranza per aprire una seria riflessione sul problema della sanità in Abruzzo”.
Questo è il primo commento del Capogruppo di Futuro e libertà in Consiglio regionale Berardo Rabbuffo subito dopo la discussione in aula della mozione sulla sanità presentata dal “Nuovo Polo per l’Abruzzo”, che comprende i gruppi di Fli, Udc e Api.
Infatti, questa mattina il Consiglio regionale ha bocciato la mozione con 19 voti contrari e 17 favorevoli.
“Credo – rileva Rabbufo – che il Pdl non abbia compreso, o non abbia voluto comprendere, il vero problema che ci ha spinti a presentare questo documento politico, ovvero quello di aprire un confronto di responsabilità tra le forze politiche per superare la fase di stallo nella quale il Commissario ad acta Chiodi e l’intera Regione sono piombati in seguito alle ultime sentenze del Tar. Noi siamo convinti che, unitamente al taglio della spesa finalizzata al rientro dei debiti sanitari, l’azione si debba concentrare soprattutto sulla rimodulazione e riorganizzazione del sistema sanitario al fine di poter garantire il miglior servizio per ogni cittadino, ispirandosi ai principi efficienza e di appropriatezza degli interventi. Questa azione, che dovrebbe quindi modificare nel cuore l’attuale sistema sanitario, dovrebbe venire fuori da un confronto responsabile e maturo in seno al Consiglio regionale nel quale sono rappresentate non solo le varie forze politiche, ma anche tutti i cittadini abruzzesi e non attraverso una delibera del Commissario assunta all’interno del suo studio”.
“E di questo avviso sono, peraltro, la Corte Costituzionale e il Tar i quali tribunali – rimarca il capogruppo di Fli – hanno più volte escluso che possano conferirsi ‘poteri di tipo legislativo a un soggetto che sia stato nominato Commissario del Governo’ essendo l’adozione di leggi regionali un ‘potere proprio del solo organo rappresentativo della regione’ poiche’ risulta evidente ‘il divieto costituzionale di affidare ad un diverso organo gli eccezionali poteri di natura legislativa del Consiglio dei Ministri’. E sulla base di questi principi che il Tar ha dovuto sospendere l’efficacia di alcuni provvedimenti del Commissario Chiodi, in quanto la deliberazione 5 agosto 2010, n.45 del Commissario ad acta modifica esattamente la legge regionale n.5/2008 e adotta un nuovo assetto, anche strutturale, del sistema sanitario locale. Invece, come si è potuto comprendere dalle parole del Capogruppo del Pdl, la maggioranza attende un intervento dall’alto ovvero l’emanazione da parte del governo di un decreto legge che dovrebbe meglio definire i poteri propri del Commissario, che fu annunciato come imminente due settimane fa in occasione dello scorso Consiglio straordinario sulla sanità, e che ancora oggi non è arrivato. Stante la natura costituzionale del problema, temiamo invece che l’intervento del Governo sia non efficace ed idoneo per superare definitivamente l’ostacolo”.
“Per questi motivi – conclude Rabbuffo – ritengo che oggi è stata una nuova occasione persa non solo per questa maggioranza ma per l’intero Abruzzo, in quanto l’atteggiamento che è emerso e’ quello continuare un percorso non corretto sotto il profilo della legalità e che esclude il giusto confronto, anche se il confronto risicato dei numeri, forse, dovrebbe portare ad una seria riflessione”.
PROTESTA OPPOSIZIONI CONTRO ANTENNE
L’AQUILA – Le opposizioni di centrosinistra, durante i lavori del Consiglio regionale, hanno protestato contro i ritardi sulla delocalizzazione delle antenne di San Silvestro a Pescara e per chiedere che i comitati dei cittadini siano coinvolti negli incontri istituzionali.
I consiglieri hanno esposto cartelli con una unica scritta contro l’inquinamento elettromagnetico.




