L’AQUILA – “La risposta dell’Europa alla grave crisi che ci investe non può essere solo il dogma dell’austerity, la riduzione del debito, il patto di stabilità. Perché in qusto modo l’Europa strangola le economie e l’Italia e l’Abruzzo non riusciranno a risolvere il dramma della disoccupazione e della crescente povertà”.
Parte dall’Europa per arrivare all’Abruzzo in profonda crisi, con i suoi 10 mila posti di lavoro persi nell’industria e i 18 mila nel terziario, il segretario generale Gianni Di Cesare, nella relazione che ha dato avvio al congresso regionale della Cgil, in corso di svolgimento oggi e domani alla Facoltà di Ingegneria di Roio a L’Aquila.
Europa: una parola più volte ripetuta, nel lungo intervento di Di Cesare e degli altri relatori, a volte con un’accezione positiva, come sinonimo di casa comune e sogno di integrazione e cooperazione tra i popoli, da difennere contro i nazionalismi e la speculazione finanziaria, come moneta a metà che deve diventare una moneta compiuta, trasformando la Bce in una banca vera che eroghi denaro come una vera banca pubblica; ma più spesso in un’accezione molto negativa, come sinonimo di patto di stabilità, di “miope fiscal compact di politiche liberiste – sottolinea Di Cesare – che hanno fallito, hanno creato solo recessione e disoccupazione”.
E di Europa e di necessità di rivedere il patto di stabilità ha parlato anche il sottosegretario all’economia Giovanni Legnini.
“Il governo – ha spiegato l’esponente del Partito democratico – è determinato nel negoziare, l’azione che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sta svolgendo a Bruxelles è positiva. Non si può però pensare che si ottengano risultati già nelle prime settimane. La partita è appena iniziata – ha proseguito Legnini – c’è una durezza del confronto sul cambiamento delle regole, mente lo spazio finanziario al di sotto della soglia del 3 per cento del rapporto deficit/pil non implica il cambiamento delle regole, ma la modifica degli obiettivi di finanza pubblica, e questo il governo lo può fare, in accordo con l’Europa, e dunque sono ottimista”.
Da qui la necessità di un nuovo modello di sviluppo incentrato non sui tagli e sul rigore, ma al contrario su un piano straordinario per la creazione diretta di lavoro, attraverso la spesa pubblica.
Un cambio di paradigma, sottolinea Di Cesare, che potrà essere alimentata non solo dal rallentamento del vincolo di bilancio, ma anche “da una decisa lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, che ha superato i 180 miliardi l’anno, veri flagelli della nostra economia”.
Il 4 aprile la Cgil sarà dunque a Bruxelles a manifestare a favore del “Piano straordinario per il lavoro stabile”, una terapia economica condivisa da 85 sindacati europei, che parte da un assioma: l’austerità è sbagliata, servono stimoli immediati e poi investimenti in 10 anni per creare milioni di posti di lavoro.
In un altro passaggio del suo intervento Di Cesare giudica positiva la riduzione di 1000 euro l’anno di Irpef per i lavoratori dipendenti annunciata dal governo Renzi, ricordando però che “da tale aiuto sono stati esclusi i pensionati che in Abruzzo hanno un reddito medio di 620 euro e vivono costantemente sulla linea di povertà”.
Duri invece gli attacchi del segretario al presidente di Regione Gianni Chiodi, colpevole tra le altre cose di aver ridotto a pioggia l’Irap e l’Irpef, senza benefici reali per cittadini e imprese di “aver retoricamente parlato di risanamento del bilancio della sanità quando in realtà ha solo effettuato tagli di personale e servizi e drenato risorse da alte voci di spesa, cioè fondi FAS e quelli destinati alla ricostruzione dell’ospedale san Salvatore, per rispondere ad una logica repressiva dei piani di rientro”.
“Un presidente – ha incalzato Di Cesare – che non ha saputo far tesoro dei fondi europei, non è stato stato capace di riorganizzare le strutture burocratiche della Regione Abruzzo”.
In prima fila Luciano D’Alfonso candidato presidente del centrosinistra e Maurizio Acerbo candidato di Rifondazione, che sfideranno Chiodi alle elezioni regionali.
Domani al congresso è previsto l’intervento del segretario nazionale Vincenzo Scudiere, Si procederà dunque all’elezione dei delegati al congresso nazionale di maggio, e all’elezione del direttivo regionale, che poi designerà a scrutinio segreto il nuovo segretario generale. E tranne sorpese dovrebbe essere riconfermato Di Cesare.



