L’AQUILA – Confindustria L’Aquila scende in campo facendo per la prima volta nome e cognome di chi, secondo i vertici degli industriali, ha tentato una “campagna denigratoria” per destabilizzare l’associazione.

In una circolare, il presidente provinciale, Fabio Spinosa Pingue, cita infatti la ex iscritta nonché addetta stampa, Maria Paola Iannella, oggi direttrice dell’agenzia Agea, nel rievocare i casi “Qip”, i contributi assegnati ad alcune società legate ai vertici da parentele e amicizie come verificato da AbruzzoWeb a partire da segnalazioni anonime, e “conto Rivisondoli”, il Cc bancario sul quale una seconda lettera anonima prima e la stessa Iannella poi hanno segnalato una possibile gestione opaca.

Pingue denuncia “una devastante campagna denigratoria nei nostri confronti” che a suo dire ha intrapreso la ex addetta stampa.

“Mi preme rassicurarvi che la nostra Organizzazione ha sempre agito con il massimo della correttezza, nel rispetto dei principi etici e legali e che tutte le decisioni assunte sono state sempre e preventivamente condivise con il nostro Consiglio direttivo – scrive Pingue – sottoposte all’attività di vigilanza del Collegio Sindacale e opportunamente rendicontate”.

E poi il presidente minaccia anzi conferma azioni legali, “abbiamo già provveduto a tutelare l’onorabilità, il prestigio e la rispettabilità della nostra Associazione, dei nostri collaboratori e mia personale, nelle opportune sedi, depositando una specifica denuncia-querela e un esposto all’Ordine dei Giornalisti, oltre a richiedere l’intervento immediato da parte degli Organi di Polizia Giudiziaria”.

Strali a cui risponde la Iannella in una nota. “Premesso che non sono io quella che non ha rendicontato i fondi sisma per cui la procura non sta osservando me piuttosto chi li ha gestiti (posto che un esposto esista), ma che sono quella che ha chiesto la nomina di una società di revisione che rendiconti e certifichi sotto la supervisione di un direttore che non sia parte in causa (come il direttore uscente e quello designato per successione ereditaria in luogo di regolare bando) e per questo ricevo calunnie e minacce di querela che, a oggi, non sono state esplicitate come a mio carico in quanto le stesse constano di un probabile esposto a carico di ignoti per le lettere anonime”, replica.

Da notare anche che Pingue accusa la stampa, come spesso accade. “Tali informazioni false e confuse vengono, con una superficialità impressionante, rilanciate da alcuni quotidiani e siti web, con titoli sensazionalistici e contenuti non rispondenti a verità, anche al fine di vendere qualche copia in più”, scrive, sebbene questo giornale abbia verificato scrupolosamente l’attendibilità delle segnalazioni anonime e pubblicato articoli su questi argomenti solo una volta accertata la veridicità delle segnalazioni che, a oggi, non sono state ancora smentite nel merito. (red)

LA CIRCOLARE

Gentili Colleghi, l’attività di razionalizzazione dei costi avviata da Confindustria L’Aquila, protesa verso il progetto Confindustria Gran Sasso, ha investito anche il contratto di collaborazione per la cura della nostra rivista, per la redazione della rassegna stampa e per la diffusione agli organi di stampa delle nostre attività e iniziative.

Il soggetto che ricopriva tali incarichi da oltre 15 anni, immediatamente dopo la rescissione del contratto, ha inteso intraprendere una devastante campagna denigratoria nei nostri confronti.

Dopo aver inondato per mesi gran parte del sistema associativo confindustriale con email dal contenuto diffamatorio contro il nostro direttore Antonio Cappelli e contro il prossimo direttore Carlo Imperatore, ai quali rinnoviamo la nostra fiducia e la nostra stima, ha avviato una campagna quotidiana a mezzo stampa, dai contenuti, peraltro non corrispondenti a verità, diretta a screditare Confindustria L’Aquila, la sua governance e i suoi dirigenti.

Tale soggetto, come sapete nostro ex associato espulso nella riunione del Consiglio Direttivo del 26 Maggio u.s., stimola quotidianamente le testate giornalistiche locali, generando, volutamente, confusione tra fondi solidarietà sisma, iniziativa Qip del Comitato Abruzzo Nazionale di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, conto Rivisondoli, peraltro aperto e chiuso da Confindustria Abruzzo, etc..

Purtroppo, tali informazioni false e confuse vengono, con una superficialità impressionante, rilanciate da alcuni quotidiani e siti web, con titoli sensazionalistici e contenuti non rispondenti a verità, anche al fine di vendere qualche copia in più.

Mi preme rassicurarVi che la nostra Organizzazione ha sempre agito con il massimo della correttezza, nel rispetto dei principi etici e legali e che tutte le decisioni assunte sono state sempre e preventivamente condivise con il nostro Consiglio Direttivo, sottoposte all’attività di vigilanza del Collegio Sindacale e opportunamente rendicontate.

E, anche per la nobile provenienza dei fondi, ho preteso un maggior rigore ed alzato ulteriormente l’asticella della legalità. Con il clima di caccia alle streghe che qualcuno, anche dall’esterno, vuole instaurare nella nostra organizzazione mi corre l’obbligo di precisare, ovviamente, che tutta la documentazione è sempre a disposizione di chiunque, associato o organo dell’intero sistema confindustriale, volesse approfondirne i dettagli.

Ad aggravare tale situazione, come abbiamo appreso nei giorni scorsi, è stata a tanti di Voi inviata una lettera priva di firma, contenente le medesime infondate accuse, falsamente proveniente dal nostro stimato condirettore, il quale ne ha smentito ovviamente la paternità.

Giova precisare che, non senza sacrifici, evidentemente per le forti, continue ed estenuanti provocazioni, ho imposto a me stesso e a tutta la struttura operativa un profilo molto basso e costruttivo per far fronte a tutte le richieste di informazioni, chiarimenti e documentazione.

Mi rammarico personalmente per quanto sta accadendo in questi giorni, ovviamente non dipendente dalla nostra volontà e conseguente solo al maggior rigore che ci siamo imposti in questo periodo così difficile, e Vi informo che abbiamo già provveduto a tutelare l’onorabilità, il prestigio e la rispettabilità della nostra Associazione, dei nostri collaboratori e mia personale, nelle opportune sedi, depositando una specifica denuncia-querela e un esposto all’Ordine dei Giornalisti, oltre a richiedere l’intervento immediato da parte degli Organi di Polizia Giudiziaria.

LA REPLICA

Ecco la circolare che Confindustria ha mandato a tutti gli associati: parole infamanti di cui chiedo rettifica immediata e con le quali con solo si dichiara il falso attribuendomi una vendetta conseguente alla perdita dell’incarico professionale (incarico perduto il 18 dicembre 2013 a seguito di mio voto contrario al bilancio in assemblea generale del 17 dicembre 2013 conclusivo dell’ inchiesta partita nell’aprile 2013 – sulla quale ho sollecitato il direttivo lungamente a voce e poi con mail continue dal novembre 2013) ma si accosta il mio nome a quello dell’anonimo redattore delle lettere.

Nell’articolo ultimo de Il Messaggero 18 luglio pag. 38 su Confindustria L’Aquila, Pingue dice: siamo noi a essere andati in procura”, c’è confusione, indotta, ma c’è.

Premesso che non sono io quella che non ha rendicontato i fondi sisma per cui la procura non sta osservando me piuttosto chi li ha gestiti (posto che un esposto esista), ma che sono quella che ha chiesto la nomina di una società di revisione che rendiconti e certifichi sotto la supervisione di un direttore che non sia parte in causa (come il direttore uscente e quello designato per successione ereditaria in luogo di regolare bando) e per questo ricevo calunnie e minacce di querela che, a oggi, non sono state esplicitate come a mio carico in quanto le stesse constano di un probabile esposto a carico di ignoti per le lettere anonime.

faccio un po’ di chiarezza, documenti alla mano, sull’articolo de Il Messaggero che allego.

SUI FONDI SISMA

1) il Conto Rivisondoli fu aperto da Confindustria Abruzzo nel 2009 e poi girocontato all’Aquila con tutte le rendicontazioni del caso nel 2011 (è errato scrivere che Confindustria Abruzzo non rendicontò): sicuramente Confindustria Abruzzo contesterà

2) nell’anno 2011 il conto è stato girocontato da Confindustria L’Aquila nel suo conto ordinario (operazione incerta posto che si tratta di fondi di scopo) e fino alla data odierna non sono state effettuate le rendicontazioni separate, obbligatorie per legge e per disposizioni della stessa Confindustria nazionale (vedi circolare Cipolletta)

Un esempio per comprendere: oggi non si sa se la cartoleria, per esempio, è stata acquistata con i fondi sisma o con i soldi di Confindustria L’Aquila: ogni deduzione è facile. La rendicontazione non fatta è in capo a c. L’Aquila non a c. Abruzzo

3) la procura ha “acceso il faro” sui fondi sisma non rendicontati non sulla sottoscritta: nelle dichiarazioni odierne del presidente sembra che egli si sia recato presso la magistratura per azioni avverso la sottoscritta: io non ho querele in corso e per queste si va dagli avvocati non in procura.

4) Confindustria è andata, se ci è andata, in procura e dal questore per le lettere anonime, non per le richieste di chiarimento sui bilanci avanzate dalla sottoscritta contro la quale non c’è in corso alcuna azione legale. Mi pare che scientemente Confindustria faccia confusione tra le azioni avverso ignoti (per le lettere) e le azioni avverso la scrivente (che non esistono non esistendone i motivi) per far intendere che non sono fonte attendibile in quanto già querelata e che chiunque mi pubblica si attira una querela. Tutti sono già stati intimiditi telefonicamente e il messaggero è l’unico a occuparsi di questa faccenda.

5) la iannella copre di fango la Confindustria, la Confindustria fa un esposto contro ignoti è un evidente salto di logica. Se confindustria avesse intentato causa alla sottoscritta lo avrebbe dichiarato subito dopo aver narrato la mia storia di addetto stampa “untore”: invece conclude la narrazione citando vaghe azioni legali.

SUL MIO NOME

quello che ho scritto fino a oggi è tutto documentato: dimostrano chiaramente che sono stata perseguitata per aver chiesto chiarimenti sui conti. La successione dei fatti atti alla mano è la seguente:

1) Agea ha aperto un’inchiesta nel marzo 2013 e ha chiesto, e poi scritto, decine e decine di volte per avere chiarezza su alcune partite di bilancio. Posso esibire le mail

2) sono stata sollevata dall’incarico personale di direttore responsabile e di addetto stampa in seguito al mio voto contrario al bilancio pronunciato con relazione e discorso allegato a verbale in data 17 dicembre 2013. Posso esibire verbale

3) la lettera raccomandata di recesso dal contratto da parte di Confindustria è del giorno successivo alla votazione: 18 aprile 2013. Posso esibirla

4) sono stata espulsa come società Metafin Srl il 26 maggio 2014: dopo una settimana dalla lettera del nostro avvocato del 19 maggio 2013 che chiedeva conto di alcune partite. Posso esibirla

5) in data di ieri, 17 luglio 2014, Confindustria ha inoltrato una circolare a tutti gli associati nella quale scrive a lungo sul proprio addetto stampa facendolo apparire quale personaggio oscuro e indegno: al termine, però, non dichiara di averlo querelato ma di aver depositato una denuncia querela avverso persone non meglio specificate. La riporto in allegato in quanto mi è arrivata ieri sera e la ho nel computer

6) questa faccenda mi distoglie dal lavoro da oltre un anno con un crescendo insostenibile: Confindustria paga gli avvocati con i soldi degli associati e non bada a spese, io con quelli personali, al netto di tasse e contributi: è chiaro che non posso reggere oltre

SULLE LETTERE ANONIME

Le lettere hanno sortito l’effetto di bloccare la nostra inchiesta in quanto nessun documento viene più fornito adducendo che tutto riposa nelle mani della magistratura.

Con le stesse argomentazioni è stato chiesto il silenzio alla stampa con telefonate inoltrate immagino dagli stessi autori delle lettere anonime.

Attribuirle alla sottoscritta non solo è infamante ma sembra fatto ad arte per paralizzare l’inchiesta in corso.

Posso esibire i documenti che riguardano questa faccenda in qualunque momento concordato: sicuramente li produrrò alla procura insieme ai documenti contabili nella prossima settimana.

Confindustria fino ad ora non ha tirato fuori un documento.

Grazie
MPI