L’AQUILA – La situazione economico-finanziaria in Abruzzo è ancora negativa, ma spiccano alcuni isolati elementi di positività, specialmente in riferimento alle esportazioni.
È quanto emerge dall’Indagine sull’industria abruzzese, relativa al primo semestre del 2010, elaborata e diffusa dal Centro studi di Confindustria Abruzzo.
Anche in virtù di questi dati preoccupanti gli industriali hanno chiesto al presidente della Regione, Gianni Chiodi, di abbandonare i ruoli di commissario alla Sanità e alla Ricostruzione per occuparsi a tempo pieno “della vertenza Abruzzo”.
Una richiesta elusa dal governatore, che interrogato dai cronisti sul tema si è limitato a rispondere che “la Regione sta lavorando molto” e che “gli effetti sull’occupazione si vedranno entro un anno”.
Secondo lo studio di Confindustria, l’indice del clima economico complessivo è passato dai circa 72,3 punti del 2009 ai 95 punti del secondo trimestre 2010.
Il dato più allarmante rimane quello relativo al lavoro: il tasso di disoccupazione è salito al 9,4 per cento nel secondo trimestre del 2010 rispetto ad una media italiana dell’8,3 per cento.
LO SCREENING
A fronte di una riduzione delle ore complessive di cassa integrazione, inoltre, si registra un drastico aumento di quella straordinaria ed in deroga. Altro dato preoccupante è la contrazione dello stock di imprese dedite ad attività prettamente manifatturiere: 327 aziende in meno di cui 185 solo nella provincia dell’Aquila.
Rispetto al secondo semestre 2009, periodo di crisi economica segnato anche dai problemi dovuti al terremoto, dallo studio emerge una diffusa staticità dei principali indicatori produttivi.
Risultano invece più articolati i dati relativi al fatturato: a fronte di un 20 per cento di imprese che hanno registrato una sostanziale stabilità, si registrano due blocchi uguali di imprese che hanno da un lato incrementato e dall’altro diminuito le vendite.
La categoria merceologica che ha registrato il più significativo sviluppo è stata quella dei macchinari e dei materiali da trasporto: + 179,41% nel primo trimestre rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, +41,61% nel secondo semestre.
“Sarà compito delle imprese abruzzesi – si legge nell’indagine – cercare di ‘agganciare’ questa ripresa. La ricerca evidenzia che diversi imprenditori confermano la volontà, ma anche la reale possibilità, di ritornare a crescere, specialmente sul mercato interno. Questo risultato, però, non potrà essere raggiunto se le imprese non troveranno apposito sostegno negli interventi di economia industriale a livello nazionale e regionale”.
L’APPELLO: “CHIODI LASCI RUOLO DI COMMISSARIO”
L’AQUILA – “Chiodi si occupi della Vertenza Abruzzo e lasci i due incarici di commissario (alla Sanità e alla Ricostruzione)”.
Questo l’appello lanciato dal presidente, Paolo Primavera, di Confindustria Chieti oggi nel corso della presentazione sull’indagine semestrale sull’andamento dell’industria in Abruzzo, svoltasi a Chieti presso la sede di Assindustria.
“Abbiamo in Guido Bertolaso un pensionato eccellente che potrebbe dedicarsi pienamente alla ricostruzione”, ha aggiunto.
“Abbiamo bisogno di una giunta e di un presidente full time per rilanciare l’economia. Un presidente e una giunta che si confrontino con le parti sociali per avviare un nuovo progetto di riforme strutturali della regione e un progetto di sviluppo economico che guardi alle eccellenze e le valorizzi per un progetto a medio e lungo termine”.
Riduzione, sia nel settore sanitario che in quello dei trasporti pubblici, della spesa pubblica improduttiva, avvio dei cantieri relativi alle infrastrutture già programmate e progettazione di nuove, sia per fornire effetti benefici in temini di miglioramento della dotazione infrastrutturale sia per ridare fiato all’economia locale con immediate ripercussioni sull’occupazione e sulla creazione di ricchezza.
Sono alcune delle richieste che arrivano da Confindustria Abruzzo che questa mattina a Chieti i risultati di un’indagine semestrale, riferita al primo semestre del 2010, sull’industria abruzzese.
Per quel che riguarda le zone colpite dal sisma, secondo gli Industriali abruzzesi, rappresentati questa mattina dal vice presidente regionale nonché presidente provinciale di Chieti, Paolo Primavera, non è più possibile rinviare iniziative che prevedano procedure amministrative speciali che accelerino la ricostruzione e l’infrastrutturazione dei territori colpiti.
Inoltre si chiede che venga attivata senza ulteriori ritardi la zona franca e che venga definito un piano di ricostruzione materiale, economica e sociale organico. Ma gli Industriali chiedono anche la verifica dei fondi disponibili per l’Abruzzo con conseguente sblocco ed effettiva spendita dei fondi destinati alla Regione, spesso non disponibili o bloccati da procedure burocratiche o da situazioni politiche amministratve legate, queste ultime, anche alle difficoltà di bilancio che gravano a livello nazionale.
Gli Industriali chiedono l’apertura con il Governo nazionale di una “vertenza Abruzzo” che, anche in considerazione del processo federalista in atto, evidenzi la complessità della situazione abruzzese e la conseguente necessità di iniziative politiche ed economiche ad hoc a sostegno della regione.
LA REPLICA PACATA DI CHIODI: ”STIAMO LAVORANDO MOLTO”
PESCARA – Al presidente della Confindustria di Chieti, Paolo Primavera, che ha chiesto al governatore Gianni Chiodi di lasciare i due incarichi di commissario (per la sanità e la ricostruzione), per dedicarsi alla vertenza Abruzzo, il presidente della Regione ha risposto evitando polemiche e glissando sull’argomento principale.
“Il governo nazionale – ha detto Chiodi – ha grosse difficoltà in materia di risorse, e questo inevitabilmente si ripercuote anche a livello locale. Nonostante tutto la Regione Abruzzo si sta prodigando da tempo per venire incontro alle difficoltà oggettive, sostenendo i progetti di ricostruzione e di rilancio dell’Aquila, considerando che gli effetti della crisi internazionale sono stati pesanti per tutti”.
“Sull’occupazione – ha detto ancora Chiodi – i primi effetti positivi potrebbero vedersi entro un anno”.
CASTIGLIONE: “NO A LOCALISMI PER LE RIFORME”
L’AQUILA – “No ai localismi: tutte le riforme passano per questo concetto. Ma anche semplificazione amministrativa”. L’intervento dell’assessore regionale Alfredo Castiglione, interventuto oggi a Chieti per la presentazione dell’indagine semestrale sull’amdamento dell’economia, non tralascia il problema posto dagli imprenditori: l’eccessiva burocrazia.
“Non ci sono risorse endogene – avverte subito l’assessore – perchè tutte condizionate dal debito sanitario. Il compito della Regione è quello di creare le condizioni per ottimizzare le risorse della Comunita’ europea e del governo centrale. Ma uno degli ostacoli principale è il campanilismo”. Castiglione ha poi rimarcato le iniziative del governo regionale, in particolare quelle sui Consorzi Fidi.
“E’ mia intenzione – ha detto – accelerare l’accorpamento utilizzando la misura Por-Fers. Quanto alla Fira – ha aggiunto – stiamo lavorando per la fusione con Abruzzo Sviluppo. E’ inoltre più che avanzata la riforma dei Consorzi industriali. Personalmente sono per l’accorpamento in un unico ente pubblico economico bandendo i localismi”.
Castiglione ha poi sottolineato che il dimensionamento del tessuto industriale non può essere quello della piccola impresa. “La nuova geografia passa per i poli d’innovazione e le reti di impresa. I bandi per i Poli li abbiamo già prorogati di un mese. Stanno per uscirne di nuovi su ricerca e servizi”.





