L’AQUILA – “Non commento le dichiarazioni di Pingue, non ho alcuna intenzione di entrare nella polemica, confermo comunque che giovedì si vota”.

Solo queste poche parole di Agostino Ballone, patron della Baltour e presidente in pectore di Confindustria Abruzzo, per replicare, anzi, non replicare, all’attacco frontale che gli ha rivolto l’ex presidente provinciale dell’Aquila, Fabio Spinosa Pingue, prima di lui candidato alla presidenza regionale.

Ballone ad AbruzzoWeb comunque conferma che le elezioni-bis ci saranno dopodomani e che sarà quello, quindi, il momento della sua rielezione, dopo la prima, avvenuta lo scorso 30 marzo, ma invalidata dai probiviri nazionali, a seguito di un ricorso proprio di Pingue, a causa dell’errata modalità con cui è avvenuta rispetto allo Statuto: Ballone è stato infatti designato per acclamazione, quando invece è necessario uno scrutinio segreto.

Bocche cucite e poca trasparenza da Confindustria sulle modalità di voto: questo giornale ha interpellato il direttore regionale Giuseppe D’Amico, impegnato nell’organizzazione logistica che, però, non ha voluto fornire alcun chiarimento, rimandando ogni parola a dopo le elezioni, mentre il direttore di Confindustria L’Aquila, Carlo Imperatore, ha spiegato di non essere al corrente del funzionamento perché non se ne sta occupando.

Dopo il ricorso di Pingue accolto sono arrivati l’annullamento e la riproposizione, avallata dal livello nazionale, anche se Pingue a Ballone ha chiesto invece un passo indietro auspicando, in alternativa, il commissariamento imposto da Roma “per recuperare etica e moralità che ormai si sono perse”.

“Passo indietro? La mia candidatura è l’unica”, rileva Ballone. “Sarebbe meglio ci fossero delle alternative? No, sto solo dicendo che non ce ne sono altre, è un fatto oggettivo”, precisa poi a domanda del cronista.

Se riconferma sarà, avverrà comunque in un clima di veleni, che si è originato nella lunga vacatio, 11 mesi, dopo la fine del mandato del precedente presidente, Mauro Angelucci.

Per antica consuetudine di rotazione, l’investitura sarebbe spettata a un teramano, ma il presidente della territoriale di Teramo, Salvatore Di Paolo, è deceduto e in quel momento il suo vice, appunto Ballone, era incompatibile per via di un incarico in Fiavet Confcommercio.

Da Chieti Paolo Primavera ha tentato una candidatura di rottura, salvo poi ritirarsi, a patto che lo facesse anche Ballone, quando si è trovata l’intesa sul nome di Pingue: un accordo che, sospetta ora l’aquilano, serviva solo a far scorrere il tempo ed eliminare l’incompatibilità di Ballone prima di farlo fuori.

Su Pingue si è scagliato uno dei componenti del collegio dei probiviri, l’avvocato teramano Massimiliano Colangelo, che nel dicembre 2014 ha stroncato la sua candidatura definendola “illegittima, inopportuna”. Pingue ha fatto ricorso, vincendolo, ma poi si è ritirato dalal corsa.

Di qui l’ultima convergenza sul nome di Ballone, la cui elezione, però, è stata invalidata. Ora ci riprova per dare una nuova guida a Confindustria e provare a dissipare la stagione dei veleni.

Oggi, secondo quanto si è appreso, la prima riunione dei “saggi” mentre a votare sarà la Giunta composta dallo stesso Agostino Ballone e da Pietro Rosica, Riccardo D’Alessandro, Gennaro Tornincasa e Dario Colecchi.

Per le territoriali, per Chieti-Pescara Gennaro Zecca, Silvano Pagliuca, Nicola D’Ippolito, Roberto Di Vincenzo, Rodolfo D’Angelantonio, Paolo Di Cintio, Amerigo Pellegrini, Enrico Marramiero

Ancora per L’Aquila Marco Fracassi, Mimmo Carducci, Stefano Maccallini, Corrado Martignoni, per Teramo Ercole Cordivari, Cesare Zippilli, Lorenzo Dattoli, Raffaele Di Gialluca e per l’Ance Abruzzo Enrico Ricci, Gianni Frattale, Gennaro Strever, Vittorio Beccaceci.