L’AQUILA – La nomina come “traghettatore” alle prossime elezioni, da indire entro questo mese di febbraio, del direttore regionale, Celso Cioni.

La governance garantita in ogni caso dal consiglio provinciale presieduto da Roberto Donatelli, che di fatto “commissaria” la Confcommercio territoriale dell’Aquila.

Questa la strategia  per uscire dalla situazione di conflitto che ha investito l’importante associazione di categoria aquilana di cui è presidente, Angelo Liberati, e vice, Daniele Stratta.

Il Consiglio direttivo, a pochi mesi dall’insediamento nella estate del 2019, è stato sfiduciato  a seguito della fronda di 10 consiglieri sui 18 totali, sfociata nella richiesta di dimissioni contenute in una lettera al vetriolo  in cui si contestava una “governance assolutistica”.  

E perché Liberati avrebbe “inserito il suo nome come rappresentante della Confcommercio nell’ambito della Consulta del commercio attivata dal Comune dell’Aquila, senza lasciare spazio ad altri”.

Nell’impossibilità di trovare una ricomposizione, al’interno del consiglio direttivo insediatosi a luglio 2019, l’intendimento della Confcommercio provinciale, spiegano fonti interne, “è stato quello di accelerare lungo la strada che possa al più presto riportare alla piena operatività e condivisione delle scelte un organismo determinante per il tessuto produttivo e l’occupazione cittadina”. 

Ovvero andare a nuove elezioni, incaricando il “commissario” Cioni, di organizzarle. 

“Intanto però, l’operatività dell’ente aquilano è garantita dalla stessa Confcommercio provinciale, nel cui consiglio siedono molti dei consiglieri aquilani”, viene assicurato. 

Le vicissitudini della Confcommercio aquilana, cadono in concomitanza di un altro passaggio epocale, e a dir poco sofferto, la fusione nella Camera di commercio Gran Sasso d’Italia, ente camerale aquilano, di cui la Confcommercio è socio determinante, con quello di Teramo, che però fino all’ultimo, con il presidente Gloriano Lanciotti, si sta opponendo fino all’ultimo alla fusione, che pure è imposta dalla legge. Iter oramai irreversibile, e il 20 gennaio è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto della Regione che determina i settori economici rappresentati in consiglio e il numero dei seggi che spetta a ciascuna associazione per la composizione del nuovo consiglio, in vista delle elezioni. 

Anche la Camera di Commercio aquilana, a complicare il quadro, è divisa al suo interno, ed anche qui si registra un fronte ostile, in primis da parte del direttore dell’Api, Massimiliano Mari Fiamma, al presidente, Lorenzo Santilli, che a fine luglio si è dimesso da componente del consiglio provinciale della Confcommercio. 

La sua carica di presidente della Camera di commercio, in cui è stato eletto come  espressione della Camera di commercio, decadrà non appena saranno nominati vertici dell’ente camerale unico.   

La lettera che ha aperto il contenzioso nella Confcommercio aquilana porta in calce la firma dei componenti del Consiglio Giorgio Carissimi, Alberto Capretti, Antonino Fallanca, Armenuhi Passayan, Roberto Maccarrone, Ugo Mastropietro, Concezio Nardecchia, Agostino Galgani, Adolfo Bonura e Mario Corrente.  (f.t.)