L’AQUILA – L’Osservatorio Credito Confcommercio ha recentemente diffuso le principali evidenze emerse dall’indagine congiunturale sulle imprese del Terziario realizzate da Format Research.

Da tali rilevazioni emerge che anche in Abruzzo la fiducia degli operatori del Terziario rimane negativa ma invariata, che la congiuntura fa rilevare una ulteriore flessione dei ricavi, un sensibile peggioramento della situazione occupazionale, un vero e proprio crollo della capacità di fare fronte ai propri impegni finanziari, nel mentre si fa più aspra la stretta creditizia e le piccole imprese esprimono sempre più severi i giudizi circa i tassi di interesse praticati dalle banche.

In particolare, in Abruzzo e in molte altre regioni del Centro Sud, ben il 77,6 per cento delle imprese ha serie difficoltà a far fronte ai propri impegni, il 61,8 per cento esprime severissimi giudizi circa i tassi di interesse praticati dalle banche e per l’85,4 per cento peggiorano i giudizi degli imprenditori del terziario circa le garanzie richieste dagli istituti di credito.

“Le risultanze di tale report – scrive il direttore di Confcommercio Abruzzo, Celso Cioni – sono evidenti e richiediamo immediati provvedimenti del governo nazionale e regionali che potenzino e sostengano l’attività dei Confidi di settore, prima che migliaia di aziende abruzzesi si aggiungano all’elenco già fitto di imprese che hanno chiuso i battenti.  Senza politiche per il credito agevolato nei prossimi mesi dovremo assistere ad una vera e propria strage degli innocenti di micro e piccole imprese abruzzesi”.

“Per questo già ci sentiamo mobilitati per il prossimo 11 Novembre, in cui Confcommercio ha indetto la Giornata Nazionale per la lotta sull’abusivismo e la contraffazione cui noi, a livello provinciale, abbiamo deciso di inserire all’ordine del giorno prioritariamente le problematiche del credito per le micro e piccole imprese, proprio perché, se permarrà questa situazione, le aziende si vedranno costrette a restituire le proprie licenze ai Comuni, con conseguenze pesantissime sul piano economico ed occupazionale sia a livello provinciale che regionale”, conclude.