L’AQUILA – Due esposti in Procura affinché la magistratura indaghi sull’intera vicenda del cosiddetto “concorsone”, la prova selettiva che porterà all’assunzione di trecento persone da impiegare in uffici ed enti competenti in materia di ricostruzione.

A presentarli due gruppi distinti di candidati, tra cui anche precari del Comune, come ha annunciato questa mattina l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, che nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte anche alcuni precari ha mostrato pubblicamente i libri contenenti i quiz che i 17mila aspiranti ad un contratto a tempo indeterminato hanno trovato nei giorni delle preselezioni a Roma e che in maniera categorica sarebbe stato impossibile portare fuori dal padiglione fieristico dove il Formez ha organizzato i test.

“Nell’esposto – ha spiegato Giuliante – verranno delineate tutte le fasi e le tappe di un concorso nato male e finito peggio: dalla vicenda dei libri portati fuori dalla fiera di Roma ad altre anomalie che sono state segnalate nei giorni delle prove a Roma”.

Giuliante prova a spiegare quelle, che secondo lui, potrebbero essere alcuni elementi che potrebbero destare più di una perplessità sul concorso: “In una nota il Formez aveva assicurato come fosse difficilissimo, in base ad un calcolo scientifico, raggiungere il massimo del punteggio durante le preselezioni (70 su 70, ndr). Ed in effetti il primo giorno di test nessuno ha raggiunto un simile traguardo nel test classificato come TC6A.  Poi il numero è iniziato a salire giorno dopo giorno ma il massimo è stato raggiunto nei concorsi per il Ministero delle infrastrutture (di 300 assunti 100 presteranno servizio presso il ministero, che poi dirotterà il personale negli Enti, come Provincia e Regione): addirittura in uno di questi , classificato come AG6M, 63 en plein su 141 idonei. Una vera infornata di geni”.

La ‘fuga di libri’, registrata nei giorni delle preselezioni desta qualche sospetto “ma sarebbe bastato poco per evitare questa situazione. Penso, ad esempio, ad una copertina diversa per ogni giorno dei test.  Mi chiedo: perché i libri non venivano ritirati al momento della consegna da parte dei candidati delle buste contenenti le risposte? Era così complicato? I controlli, paradossalmente, sono stati rigidissimi nell’ultimo giorno delle preselezioni, mentre negli altri giorni chiunque poteva portarli fuori, usarli per una delle prove nei giorni successivi o darli ad un altro concorrente, segnando accanto alle domande la risposta esatta anche con un semplice segno a matita, impercettibile per tutti ma non per chi lo aveva apposto e poteva trovare la soluzione esatta in tempi rapidissimi”.

“Avevo capito, inoltre, che i 70 quiz sarebbero stati estratti a sorte dai 4000 pubblicati on line mentre in realtà questi erano contenuti in tre griglie che il Formez aveva già predisposto e sorteggiava al momento dei test. C’è una bella differenza tra scegliere tra 4000 quiz e 210” ha detto poi l’ex federale di An.

Anche il coordinatore provinciale del Pdl, Alfonso Magliocco, che ha partecipato e superato le preselezioni ha detto che “ci sono state delle anomalie al momento dell’apposizione dei talloncini identificativi dei candidati al momento della consegna dei test. Io potrei farmi i fatti miei e continuare a studiare, mentre mi sento di dover fare questa battaglia e dire queste cose per una questione di principio di giustizia e legalità”.

Quelli che verranno presentati la prossima settimana sono solo gli ultimi, in ordine cronologico, strascichi giudiziari sulla vicenda del concorsone.

Nelle scorse settimane il sindaco, Massimo Cialente, aveva presentato personalmente un esposto in Procura dopo che il quotidiano on line AquilaTv aveva pubblicato un fac simile dei quiz che poi si è scoperto era stato fornito dal dirigente della Protezione civile Roberto Petullà, finito sotto inchiesta.

Davanti al Tar Lazio, invece, sono stati presentati ricorsi da parte dei precari, lavoratori a tempo determinato e indeterminato e co.co.co, per oltre 150 candidati. Nell’udienza del 13 novembre scorso giudici e avvocati avevano convenuto nel posticipare la trattazione delle cause nel merito a dopo lo svolgimento delle preselezioni, ma al momento non risulta essere stata fissata una nuova udienza.

FORMEZ: “DIMOSTREREMO REGOLARITA’ PROCEDURE”

“Formez PA pubblicherà più avanti tutti i dati statistici e documentali con numeri, atti, grafici e statistiche, che confermeranno in modo inequivocabile e chiaro la regolarità dell’intera procedura”.

È la replica del Formez dopo l’annuncio di due esposti alla procura da parte di altrettanti gruppi di candidati del cosiddetto concorsone, la prova selettiva per l’assunzione di 30 persone da impiegare in uffici ed enti competenti in materia di ricostruzione.

Tra gli elementi che destano perplessità sulla prova, come sollevato dall’assessore regionale Gianfranco Giuliante in una conferenza stampa tenuta questa mattina, c’è quello del massimo punteggio (70 su 70) raggiunto da numerosi candidati, in particolare per la classe di concorso AG6 (A e M).

Il Formez specifica che “è perfettamente spiegabile per varie ragioni: le prove per il reclutamento di assistenti e istruttori amministrativi sono generalmente meno complesse di quelle degli altri profili perché hanno una percentuale maggiore di quesiti di natura verbale rispetto a quelli di natura numerica, adatti a selezionare profili tecnici”.

“Il titolo di studio richiesto per questa prova – sottolinea – è il diploma di scuola secondaria di secondo grado: tutti i partecipanti a tutti gli altri concorsi avevano automaticamente il titolo per partecipare, quindi la platea era più ampia e più qualificata. I numeri dei partecipanti erano particolarmente elevati e avevano avuto più giorni per prepararsi”.

“Non a caso – spiega ancora la nota del Formez – il risultato è che ben 129 idonei di AG6M su 141 e 188 su 253 in AG6A sono risultati vincitori anche in altri profili concorsuali.

In relazione alle foto del candidato in possesso del ‘librone’ dei quiz, portato al di fuori della sede di svolgimento delle prove, l’istituto spiega che queste e “l’eventuale esposto contro di lui, non hanno nessuna influenza sui risultati del concorso: quando sarà consegnata la foto con il viso del candidato, lo stesso sarà sottoposto a specifica indagine sopportandone personalmente le conseguenze, ma il fatto non ha nessuna influenza sulle prove e sulle idoneità regolarmente raggiunte da tutti gli altri candidati”.

A distanza di una settimana dalla conclusione delle prove di preselezione il Formez ha elaborato i dati dei candidati idonei: le 3.179 idoneità corrispondono a 1.948 persone fisiche.

Molti di questi hanno partecipato a più di un profilo concorsuale (fino a 9, ottenendo in media più di una idoneità: 1,6).

I candidati “riservisti”, cioè coloro che hanno dichiarato di aver già operato nella ricostruzione, hanno invece ottenuto la media di 2,3 idoneità, rispetto all’1,6 degli altri candidati risultati idonei.

Questi erano il 9% dei partecipanti (2008 candidature su 21.564 totali), ma sono diventati il 19,5% delle idoneità (619 su un totale di 3.179).

“Da qui – conclude – si evince la buona performance dei concorrenti che hanno già lavorato alla ricostruzione e che accederanno alle prove scritte”.