L’AQUILA – “Un comportamento a forte rischio di denuncia penale per il solo obiettivo di superare una preselezione, e senza peraltro poter fruire di alcun concreto beneficio”.
Sollecitato da AbruzzoWeb, il Formez organizzatore del concorsone replica minimizzando all’articolo di questo giornale, che per primo stamattina ha portato alla luce una situazione di irregolarità, chiacchierata in molti casi e documentata con foto in almeno uno, con il librone dei quiz ‘predato’ dall’aula e riportato in dietro, magari con le risposte giuste, per poter essere usato in una preselezione successiva come “bibbia” da un candidato furbetto.
Per il Formez la situazione sembra non essere poi così allarmante. Nella nota si spiega che “70 persone per ogni sessione vigilano costantemente che durante la prova i candidati utilizzino dei libroni ‘intatti’”, che “un libro contenente tutte le risposte sarebbe facilmente rilevabile” e che sarebbe “pressoché impossibile” la seconda parte del tranello, ossia “reintrodurre il librone in sala”.
E infine si evoca anche l’ipotesi di un caso montato ad arte da qualcuno per portare il concorsone in tribunale, ricordando passate “sottrazioni di volumi che, più che recare impossibili vantaggi al candidato, sono state usate come argomentazione per ricorsi”.
LA NOTA COMPLETA
Riguardo all’episodio segnalato da alcuni siti (un concorrente fotografato con il librone dei quiz in mano) Formez PA ribadisce, innanzitutto, che a garantire la sicurezza del concorso c’è una commissione interministeriale che ha tre prove per vagliare le capacità dei candidati.
Nel merito dell’episodio, Formez PA ricorda che:
– i controlli sulla correttezza delle prove sono rigorosissimi: 70 persone per ogni sessione vigilano costantemente che durante la prova i candidati utilizzino dei libroni ‘intatti’, cioè che non presentino alcun segno;
– il concorrente disonesto avrebbe dovuto apporre a casa sua le risposte per tutte le 4.000 domande, visto che i 70 quesiti sono estratti immediatamente prima della prova, e un libro contenente tutte le risposte sarebbe facilmente rilevabile sia dalle telecamere, sia dagli altri concorrenti sia dalle ispezioni che i vigilanti hanno compiuto più volte per ogni prova;
– il concorrente, dopo il furto avvenuto il giorno prima, avrebbe dovuto reintrodurre il librone in sala, fatto pressoché impossibile perché tutti i candidati sono obbligati a tenere le borse chiuse, ai varchi, e poi a conservarle sotto il banco. Infatti, dopo la prima fase del controllo da parte dei vigilanti, ciò che è estraneo al libro viene sequestrato – dalle fotocopie alle banche dati – e sui banchi, come tutti hanno potuto constatare, compare solo il librone chiuso nel cellophane.
In definitiva, si tratterebbe di un comportamento a forte rischio di denuncia penale per il solo obiettivo di superare una preselezione, e senza peraltro poter fruire di alcun concreto beneficio.
Formez PA ricorda che anche in passato ci sono state delle sottrazioni di volumi che, più che recare impossibili vantaggi al candidato, sono state usate come argomentazione per ricorsi.
Ad esempio identiche segnalazioni, seguite da forte enfasi giornalistica, si verificarono durante il concorso al Comune di Napoli nel 2010, per essere poi interamente rigettate dalla commissione interministeriale, dalla procura della Repubblica e dal Tar, confermando l’integrità del sistema.
I DUBBI RESTANO
Fin qui la nota del Formez che, comunque, lascia tanti, troppi dubbi aperti. In primo luogo, parlando con gli aquilani che la preselezione l’hanno già fatta, tutti questi severissimi controlli pare che non ci siano stati.
Molti assicurano che, avendo a disposizione la suddetta “bibbia” taroccata, sarebbe stato possibilissimo sostituirla al libro dei quiz sigillato, usarla per fare una prova da voti altissimi e ripetere lo scambio al momento della riconsegna.
Altra questione è sui tempi. Il Formez ipotizza, ritenendolo improbabile, che il candidato furbetto abbia speso necessariamente un’unica notte insonne per segnare le 4 mila risposte esatte prese da Internet accanto agli altrettanti quesiti stampati sul librone da utilizzare.
Ma sempre il suddetto furbetto potrebbe anche aver partecipato a due preselezioni distanti tra loro, compilando il libro in tutta calma e presentandosi poi qualche giorno più tardi a fare la prova che realmente gli interessa. O qualcuno avrebbe potuto svolgere il servizio per qualcun altro…
E così via. Come si vede, le possibili articolazioni dell’imbroglio sono infinite e dicono tutte la stessa cosa: il Formez ribadisce una sicurezza che in realtà nessuno può garantire. Alberto Orsini



