L’AQUILA – Una fiumana di persone ha invaso questa mattina l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila.
Ragazzi giovani, intorno alla trentina, vestiti di tutto punto pronti a firmare il fatidico contratto per il “posto fisso” della ricostruzione dell’Aquila e del “cratere”. L’aula magna era serrata, sorvegliata da due guardie giurate a selezionare chi poteva entrare. Dentro solo poche persone, i primi fortunati che sarebbero stati chiamati e alcuni funzionari del Comune dell’Aquila.
La prima ragazza chiamata è stata Chiara Fiore, che, stando a quanto si è appreso, ha rifiutato l’incarico in virtù di un altro concorso che ha vinto. La seconda ma anche la prima a firmare, invece, è stata l’aquilana Daniela Roncone, che ha lavorato fin dal 6 aprile 2009 nella Protezione Civile, per poi finire nella Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge) e che ora si ritrova un posto fisso nell’Ufficio speciale aquilano.
“È una grande emozione, sono 12 anni che sono precaria, ho lavorato per il terremoto immediatamente dopo quelle tragiche 3 e 32, nella Protezione Civile. Adesso sarò impiegata come tecnico nella ricostruzione della città”, racconta emozionata.
Fuori, in grande attesa c’erano tutti gli altri ragazzi, tra questi Ciro La Medica, pugliese che vive a Bologna, vincitore di un posto da funzionario geometra. “Ho provato a fare il concorso – racconta – perché volevo dare una mano per portare avanti un lavoro così importante e unico. Il miraggio del posto fisso mi ha dato la spinta a provarci. Prima ero consulente tecnico all’associazione dei costruttori edili”.
“Le critiche al Formez? È normale visto il numero delle amministrazioni e le persone coinvolte. Chi è nato e vive qua, vuole partecipare in prima persona!”, conclude, lasciando intendere che sarebbero stati i candidati aquilani a scatenare le polemiche più vivaci.
Moltissime le persone venute da fuori che sono riuscite a ritagliarsi un posto importante negli Uffici del “cratere” e dell’Aquila. È il caso questo del campano Raffaello Frida, di Avellino: “ho partecipato come tanti colleghi – dice – La possibilità di concorrere per un numero di posti molto alto per profili tecnici era un’occasione più unica che rara, io sono architetto con preparazione strutturistica”.
“Non avevo altre esperienze concorsuali – spiega Frida – ma credo che il Formez abbia gestito il tutto in maniera corretta. È stata una sfida affascinante! Lavorerò nel Comune dell’Aquila”.
È Marta Consentino, un’altra “fuori sede”, a spiegare perché secondo lei la selezione è stata gestita bene, “senza alcuna raccomandazione. Io ho provato a fare il concorso con un po’ di riserve, pensando che sarebbe stato il solito ‘polpettone’ di raccomandati, invece dal mio punto di vista c’è stata massima correttezza e trasparenza. La metodologia utilizzata per gli scritti era senz’altro oggettiva, per gli orali anche, le domande erano sorteggiate e il fatto che lo scritto avesse più peso dell’orale è stato segnale di trasparenza”.
La Cosentino andrà a lavorare a Bussi sul Tirino, “Sono un ingegnere – spiega – sono entrata come istruttore direttivo tecnico. Le mie origini sono lucane ma vivo vicino Chieti da circa un anno. Il posto fisso in questo periodo complicatissimo è difficile da trovare e ha avuto un ruolo importante nella mia decisione di partecipare alla selezione. E poi dal punto di vista professionale è un lavoro stimolante, è un’occasione che non capita sempre. Ho studiato molto soprattutto per le prove scritte. Il lavoro che andrò a fare non mi spaventa”, conclude.
Del Sud Italia anche Antonio Guida, più precisamente della provincia di Napoli, che racconta come sia difficile trovare lavoro nel meridione, “e poi l’Abruzzo è una regione che mi piace molto – spiega – si tratta comunque di cambiare vita e ambiente, ed è stata una scelta importante a prescindere dal ‘tempo indeterminato’”.
Montorio al Vomano (Teramo), sarà la sua nuova casa, “lavorerò come ingegnere. Gli esami sono stati complessi a causa dei tempi ristretti, sebbene la procedura non fosse complicatissima. Io vengo da una zona distrutta dal terremoto, l’Irpina, e capisco le difficoltà di questa terra e ci apprestiamo ad affrontare tutto quello che verrà, senza paura”.
FLAMMENT, ”GIORNO IMPORTANTE PER PAESE”
“Oggi è un giorno importante per il nostro Paese. In un momento di crisi economica e sociale per l’Italia, 300 giovani hanno in mano un contratto di assunzione a tempo indeterminato. Questo però non costituisce un traguardo, bensì un punto di partenza: da domani questi giovani, che hanno vinto solo in base al merito e alla preparazione, dovranno iniziare a servire lo Stato con dedizione e a lavorare sodo affinché la città dell’Aquila risorga”.
Lo ha detto il presidente di Formez Pa, Carlo Flamment, nel giorno della firma dei contratti di assunzione ll’Aquila da parte dei 300 vincitori del concorsone, convocati stamane presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università de L’Aquila.





