L’AQUILA – “Ritengo che non giovi alla causa dei precari l’eccesso di polemiche che quotidianamente vengono sollevate a proposito del cosiddetto ‘concorsone’. Tutta l’involontaria pubblicità che si sta facendo non produce altro effetto se non quello di aumentare l’interesse e le aspettative di molti che precari non sono. Temo che proprio a causa di questo can can, il numero dei concorrenti possa essere tale da renderlo difficilmente gestibile”.
Lo afferma il consigliere al Comune dell’Aquila dell’Italia dei valori Giuliano Di Nicola.
“In tutte le sedi istituzionali, quando il problema è stato posto, la posizione dell’Idv si è sempre richiamata a uno dei punti qualificanti del programma con cui si è presentata alle elezioni. L’Idv ha sempre sostenuto che un modo per essere vicina ai precari è che nel bando deve essere presente ed enfatizzato il concetto della territorializzazione”, spiega l’esponente dipietrista.
“Infatti non riesco a comprendere perché non ci debba essere un esplicito richiamo all’art. 51 del decreto legislativo 150 del 2009. È vero che la norma sino a oggi ha trovato scarsa o nulla applicazione, sembra non esista giurisprudenza al riguardo, ma perché – si chiede Di Nicola – un preciso articolo di legge non può essere inserito nell’emanando bando?”.
“Pongo questa domanda innanzitutto ai tecnici del ministero per la Coesione territoriale, poi ai tecnici del Formez che stanno predisponendo il bando stesso e infine all’assessore al Personale che ne sta seguendo l’iter. Potrebbe essere questo un mezzo legale per tutelare e salvaguardare professionalità acquisite – conclude Di Nicola – che sempre più sono necessarie per garantire continuità ed esperienza nel faticoso processo di ricostruzione della nostra città”.



