L’AQUILA – “Mi unisco a quello che ha detto il ministro, quella di Roberto Petullà è stata una leggerezza sorprendente”.

Commenta così ad AbruzzoWeb il presidente della Regione ed ex commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, il caso che ha sconvolto gli scenari del “concorsone”, la maxi selezione pubblica per 300 nuovi lavoratori statali del quale è stato diffuso su un sito aquilano un esempio di quiz con tanto di risposta esatta prima che i quesiti fossero disponibili.

Una soffiata che un’indagine interna ha fatto risalire all’ex coordinatore Sge Petullà.

La scoperta della “talpa” è per Chiodi anche l’occasione per replicare (al veleno) ad alcune accuse che c’erano state più o meno velatamente nei suoi riguardi.

In particolare, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ha presentato un esposto in procura facendo scattare l’inchiesta, aveva sottolineato sulla rete sociale di Facebook che quello dov’è uscita l’anteprima “è di fatto il sito di Gianni Chiodi, gestito da una delle sue più strette collaboratrici, la stessa che lo assiste nelle conferenze stampa, l’ultima quella con Barca”.

“Sono amareggiato – aggiunge Chiodi – dall’infingardia di certe persone che, oltre che politici, sono persone normali, ma usano la diffamazione senza alcuna remora, sono persone da cui guardarsi dal punto di vista umano. Dopo la nota del ministero mi sarei aspettato almeno le scuse, ma è un problema di indole”. (alb.or.)