L’AQUILA – Il Tar ha respinto il ricorso che chiedeva l’annullamento del concorso per 4 posti, poi diventati 105, a tempo indeterminato per operatore socio sanitario della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

La prima prova scritta, il 28 luglio scorso al palaghiaccio di Roccaraso (L’Aquila), aveva innescato una ridda di polemiche sfociate nel ricorso di una concorrente rimasta esclusa, supportato da un centinaio di ricorrenti.

Con la sentenza numero 93 del 24 febbraio 2016, il tribunale amministrativo ha dichiarato inammissibile il ricorso, curato dagli avvocati Mario Angelo Candido e Francesco Di Genova, contro l’azienda sanitaria, difesa invece dall’avvocato Maurizio Rencricca.

I partecipanti esclusi, molti dei quali da anni in servizio come precari della Asl, avevano manifestato anche martedì scorso a Pescara in occasione della riunione del Consiglio regionale per chiedere la verità su quanto avvenuto durante le prove concorsuali.

Il concorso pubblico, per titoli ed esami, era stato indetto con deliberazione del direttore generale numero 762 del 7 maggio 2012.

Tra le anomalie che erano state denunciate, la possibilità di utilizzare i telefoni cellulari durante lo svolgimento dell’esame, di entrare e uscire dall’aula e di correggere le risposte confrontandosi con gli altri concorrenti.

Sulla vicenda era intervenuta anche la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, che dopo aver incontrato i partecipanti rimasti esclusi aveva chiesto alla Regione di indurre la Asl a sospendere il concorso. (m.sig)