L’AQUILA – “Ad oggi abbiamo ripristinato il 70% delle corse degli autobus, e anche se viaggiano con un posto su quattro a disposizione per le misure anti-contagio, possono far fronte ad una domanda che si è ridotta al 15% per cento. Il problema che va affrontato subito è quello di garantire la sostenibilità del servizio di trasporto quando in autunno apriranno le scuole. E l’unica soluzione e scaglionare gli ingressi, e consentire un aumento dei posti a sedere sui nostri mezzi”.

Numeri alla mano, Maxmilian Di Pasquale ,direttore generale della Tua, la società unica dei trasporti regionali, intervistato nella sede di Bazzano a L’Aquila da Abruzzoweb, lancia l’allarme e indica soluzioni: con ampio anticipo, come ha fatto la società pubblica subito dopo la pandemia, e per poter garantire il servizio anche quando, come tutti sperano, in autunno si potrà tornare alla quasi normalità, con contagi del coronavirus finalmente minimizzati e sotto controllo.

Con la prospettiva però che, sic stantibus, autobus e treni della Tua, costretti a viaggiare a ranghi ridotti per garantire il distanziamento sociale, non potranno far fronte ad un’utenza che inevitabilmente si moltiplichera’.

Di Pasquale informa poi che il crollo dell’utenza ha determinato un mancato incasso in termini di biglietti venduti di 10-15 milioni, e sarà pertanto inevitabile e provvidenziale il ristoro dal parte del governo che ha già stanziato 550 milioni di euro, ma su un fabbisogno stimato in 1,5 miliardi per tutta Italia.

Assicura ai sindacati che la cassa integrazione, imposta dall’emergenza coronavirus, sarà azzerata a luglio, e già ora interessa il 22% delle maestranze.

Ed infine, guardando in prospettiva, ritiene prioritaria la digitalizzazione del ciclo produttivo, facendo tesoro proprio dalle soluzioni adottate in emergenza in questi tre mesi. A cominciare dalle prenotazioni obbligatorie con l’app della Tua, che consentono di calibrare l’offerta in base alla domanda effettiva in ciascun territorio e singola corsa.

“Il sistema trasporti – esordisce il dg della Tua – è centrale in questa fase di emergenza coronavirus, ed è anche uno dei temi più complessi, tant’è che è uno dei settori più a rischio. Siamo stati investiti di una grande responsabilità, che ha comportato rigorose misure di sicurezza e restrizioni”.

Ad ogni buon conto, spiega Di Pasquale, “il servizio su gomma in Abruzzo è ripreso per il 70%, sia a livello urbano che extra-urbano, il servizio ferroviario all’80%. L’utenza è invece al 15%. Questo significa che in questa fase l’offerta è di gran lunga superiore alla domanda”.

C’è però un ma: treni e autobus in circolazione viaggiano per le misure anti-covid con posti a sedere fortemente ridotti.

“il problema principale è la ridotta capacità di carico – spiega Di Pasquale -: possiamo utilizzare, per garantire le distanze di sicurezza pari ad un metro in tutte le direzioni, un posto a sedere su quattro, e in alcuni mezzi un posto su cinque”.

Questo ha reso necessario raddoppiare e anche triplicare le corse nei tratti a maggior percorrenza, a Pescara città e in alcune fasce orarie della Roma-L’Aquila e L’Aquila -Avezzano. Il che impone, a caduta, di dedicare a questo scopo un numero significativo di autobus, per non lasciare nessuno a piedi.

“Molto ha aiutato in questo senso la prenotazione obbligatoria con l’utilizzo della nostra app, che stiamo implementando per renderla ancora più funzionale – spiega Di Pasquale -, sulle tratte di punta del collegamento con Roma, e per alcune corse del polo produttivo della Val di Sangro. Questo ci consente il passaggio dalla logica ‘push’ a quella ‘pull’, per usare il linguaggio aziendale, ovvero di adeguarci in modo ottimale e immediato alla domanda effettiva, prevedendo una corsa bis in anticipo quando vendiamo che tutti o quasi i posti della corsa principale sono stati già prenotati. Nelle linee urbane a Pescara ci siamo organizzati per far arrivare un altro autobus in tempi stretti, in dieci minuti”.

Per ora il sistema regge, perché come detto l’utenza è ancora bassa e ci sono autobus a disposizione per garantire i rinforzi. Cosa accadrà però a settembre quando riapriranno le scuole, evento che rappresenta il momento cruciale per tutte le società di trasporto? Questa è l’incognita su cui lancia già l’allarme Di Pasquale.

“Allo stato attuale, con i mezzi a disposizione e le stesse regole di distanziamento sociale, non potremo essere in grado di garantire il trasporto pubblico ottimale. In tal senso la Regione sta già sta muovendosi con imprese della val di Sangro e istituzioni scolastiche, per raggiungere una soluzione al problema, altrimenti non risolvibile – sottolinea Di Pasquale -: dilazionare e scaglionare le giornate scolastiche. Va superato il classico modello trasportistico distinto in ‘ore di punta’ ed ‘ore di morbida’, quindi con picchi di utenza dalle 7 alle di 9 del mattino, e dalle 12 alle 14.30. Occorre far sì che gli ingressi a scuola avvengano in distinte fasce orarie, alle 8, alle 9 alle 10 e poi nel pomeriggio, per fare un esempio. Lo stesso vale per le grandi fabbriche. Seconda soluzione, che va adottata, non certo solo in Abruzzo, ma a livello governativo, è quella di aumentare la capienza dei mezzi: non più il 20% ei posti, ma il 50%, che garantirebbe comunque un distanziamento, a cui si aggiunge l’uso obbligatorio di mascherine e gel igienizzante, in mezzi che vengono sanificati quotidianamente. Sempre che non tornino a crescere i contagi, perché allora lo scenario sarebbe diverso”.

La sanificazione dei mezzi, e di tutte le altre misure di sicurezza, assieme al fisiologico crollo della vendita dei biglietti – come detto l’utenza è il 15% rispetto a quella di febbraio – introducono ad un’altra emergenza, questa volta squisitamente economica.

“La Tua, a causa dell’emergenza covid – spiega Di Pasquale – ha perso una cifra che va dai 10 a i 15 milioni di euro, solo per la mancata bigliettazione, a cui si aggiungono poi i costi notevoli per la sanificazione, l’acquisto dei dpi per tutto il personale, gli investimenti resi necessari per sviluppare l’app di prenotazione e i sistemi informatici. Un destino che condividiamo con tutte le società di trasporto pubbliche e private d’Italia. Il ministero dei Trasporti ha comunque già stanziato un fondo per la copertura dei mancati introiti, senza il quale collasserebbe tutto il sistema dei trasporti italiano”.

Altro capitolo: le fibrillazioni tra azienda e sindacati, e le proteste che si verificano da parte di utenti. A tal proposito ha conquistato la ribalta delle cronache la donna che sabato a Montesilvano su corso Umberto, in attesa dell’autobus di linea urbana, ha dovuto rinunciare a ben corse consecutive per mancanza di posti a sedere liberi. A quel punto, approfittando del transito della linea suburbana della Tua Città Sant’Angelo-Pescara, si è posizionata davanti al bus e con fare minaccioso si è rivolta all’autista con la pretesa di salire a bordo a tutti i costi.

“Faccio una premessa: non posso che ringraziare i lavoratori dell’azienda per quello che stanno facendo in questo periodo non facile per nessuno. Per quanto riguarda l’episodio di Montesilvano – afferma il dg -, il nostro autista ha avuto un comportamento corretto e professionale, non facendo salire a bordo la persona che protestava, imponendo il rispetto delle regole. Ed è stato comunque un episodio isolato, che è si è gonfiato mediaticamente.

Per quanto riguarda i sindacati, prosegue Di Pasquale “il confronto anche duro con un’azienda è nella normalità delle cose, e in questo caso riguarda principalmente il ricorso alla cassa integrazione, che nostro malgrado abbiamo dovuto adottare. Ma come azienda l’abbiamo organizzata in modo tale da minimizzare l’impatto sui singoli lavoratori. Questo mese abbiamo ridotto il ricorso alla cassa integrazione al 20-22% della forza lavoro, e il nostro intento è azzerarla dopo il 5 luglio, gestendo eventuali esuberi con i piani ferie”.

In prospettiva conclude Di Pasquale, “va fatto tesoro anche delle scelte che l’emergenza covid ha obbligato ad adottare: le nuove tecnologie applicate al miglioramento del servizio. Il progetto è quello di arrivare gradualmente alla completa digitalizzazione dei processi. L’app di prenotazione andrà estesa a tutte le corse interprovinciali, i nuovi mezzi,oltre che ecologici e basso consumo dovranno essere dotati di un computer di bordo, per avere in tempo reale contezza della situazione del flusso e tracciabilità della domanda. Occorre potenziare la centrale operativa, ed anche la dematerializzazione del cartaceo all’interno degli uffici, per garantire velocità dei processi, tracciabilità, pagamenti dei fornitori con tempistiche ridotte, la possibilità di liberare importanti risorse umane dalla gestione della burocrazia, e destinarle ad altre mansioni”.