TERAMO – “Visto che il sindaco ha definito la nuova Giunta come addirittura un esempio unico da laboratorio nazionale, vorrei chiedergli pubblicamente: alla conclusione del mandato lui si ricandiderà ? Basta un si o un no. Senza giri di parole “
Il deputato di Italia Viva Camillo D’Alessandro interviene sulla nuova Giunta di Teramo con una pubblica domanda rivolta al Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto.
“Non vorrei che Teramo – esplicita il suo pensiero D’Alessandro – sia stata utilizzata per spartizioni politiche future visto che il mandato del sindaco si conclude un anno prima delle regionali. Insomma si farà giudicare dopo il laboratorio politico ? Darà continuita in prima persona?”
“Si o no davanti a i teramani oggi che hanno diritto di sapere e giudicare domande. D’Alberto è persona seria, risponda. Del resto sarebbe singolare che il Sindaco non rispondesse con chiarezza, chi compie una operazione del genere come minimo si fa giudicare a conclusione del mandato. Nenache il Sindaco di Teramo riuscirà a farci litigare con il Pd, quanto accaduto è un indizio, ma più indizi faranno una prova. Se il Pd vuole essere guida , cosa assolutamente legittima, deve farsi carico di tutto, altrimenti non sei guida. Il Pd derubrucando la questione Teramo a vicenda locale fa torto priorio al Sindaco che l’ha definita laboratorio nazionale. È questione locale o laboratorio nazionale? “
“Con il PD siamo accomunati dallo stesso impegno per mandare a casa il malgoverno regionale. Per esempio sarebbe utile ricordare gli imponenti finanziamenti arrivati dalla Giunta regionale precedente, mai prima di allora , nenache quando Di Dalmazio era assessore . Mai valorizzati da D’Alberto. Dalla risposta del sindaco dipenderanno molte nostre riflessioni, anche perché mentre ci cacciano in un capoluogo contemporaneamente ci chiedono di allearci in un altro, a Chieti. Io lavoro per l’unità ma è quanto meno paradossale . E se vinciamo poi che succede , un altro laboratorio? “
” Il sindaco ha avuto modo di definire la sua operazione come caso unico in Italia. Si chiede perché? Purtoppo è solo vecchia politica quando i sindaci non venivano eletti dai cittadini si costituivano maggioranze variabili in consiglio comunale Ma D’Albeto lo hanno scelto i teramani direttamente, e lì che ha rotto il patto istituzionale e politico. Rifletta”





