SULMONA  – Acque sempre più agitate al Comune di Sulmona dove vacilla il sindaco del centro-sinistra Gianfranco Di Piero, ad un anno e mezzo dalla storica conquista di palazzo San Francesco.

La sua maggioranza è in subbuglio per gli scontri intestini, e in vista di un rimpasto di giunta invocato da tempo, ma che rischia di diventare un fatale boccone avvelenato.

Oggi, com’era nell’aria è arrivata la lettera di dimissioni dell’assessore alla Cultura e al Turismo Rossana Tuteri, ex soprintendente, e le deleghe sono state assunte da Di Piero che ha laconicamente commentato, “prendo atto con senso di rammarico della decisione assunta”, e  avverto il dovere di esprimerle sincera gratitudine per l’impegno profuso al servizio all’amministrazione”.

Pronto poi a fare un passo indietro  vicesindaco del Partito democratico, Franco Casciani, che ha delega ai Lavori pubblici, fortemente contestato da più di un esponente di maggioranza, e che ha annunciato nei giorni scorsi: “ho già ripreso i contatti lavorativi e per quanto mi riguarda, fatto salvo quello che deciderà il partito, torno a fare il geometra”. Il gruppo di Sulmona libera e forte contesta il fatto che Casciani ha preso “solo” 130 voti e non è stato eletto, ed è entrato in giunta in quota Pd, che ha però con 4 consiglieri anche Cristiano Gerosolimo presidente del Consiglio.

Ieri poi  i tre assessori Attilio D’Andrea, Catia Di Marzio e Katia Di Nisio, in una lettera hanno annunciato di essere pronti a rimettere nelle mani del sindaco le deleghe affinché “si trovino soluzioni per il bene e la città e per garantire un futuro a Sulmona”.

Ad aver lasciato la maggioranza i consiglieri Caterina Di Rienzo e il marito Maurizio Proietti.

Di Piero prende tempo, lanciando la palla oltre l’approvazione del bilancio. Ieri la riunione dei capigruppo ha definito cinque punti programmatici per proseguire la consigliatura, ma ferma è rimasta l’intenzione di azzerare la giunta.

Intanto l’opposizione attacca e chiede le dimissioni del sindaco: “La città assiste rassegnata agli oramai quotidiani attacchi fra i gruppi di maggioranza, spesso diretti anche al sindaco, frutto di dichiarazioni (a mezzo stampa o sui social) che, se vi fosse coerenza di comportamento, avrebbero l’effetto immediato del rompete le righe. È di tutta evidenza il tentativo di far ricadere sul vice sindaco le responsabilità di oramai quasi due anni di fallimento amministrativo da parte della intera coalizione Liberamente Sulmona – scrivono -. Non è sostituendo il vice sindaco che si risolvono problemi molto più diffusi che riguardano tutti i comparti della macchina amministrativa. Da due anni, infatti, abbiamo un sindaco che, al di là di rappresentare la città in occasioni istituzionali, non ha mai dato il senso di avere l’autorevolezza per guidare una coalizione così composita e litigiosa”.

“Silenzio dopo che si è chiesta la testa del vice sindaco ed il Partito di quest’ultimo ha fatto capire che di fronte a questo scenario sarà meglio andare tutti a casa. Crediamo che il primo cittadino, consapevole che è stata tradita la prima delle promesse elettorali che hanno portato al suo successo, cioè quella di una nuova politica in città – concludono i firmatari del documento -, farebbe bene, con uno scatto di dignità, a rassegnare le dimissioni ed a restituire ai cittadini la possibilità di scegliere una amministrazione degna di questa città, e che possa darle speranza per il futuro”.