SULMONA – “Sarò all’opposizione senza se e senza ma per dimostrare il fallimento di questa amministrazione”.
Questo aveva detto il consigliere comunale di Sulmona al Centro, Gianluca Petrella, subentrato a giugno in consiglio dopo le dimissioni date dall’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo grande sconfitto alle elezioni del 2021. Ed ora Petrella, che ha appena aderito a Italia viva, potrebbe essere l’uomo chiave per consentire al sindaco di centrosinistra, Gianfranco Di Piero, di ritrovare una maggioranza, e ritirare le dimissioni entro 19 giorni. Evitando al comune peligno il commissariamento e il ritorno al voto a primavera.
E potrebbe tornare in maggioranza anche Teresa Nannarone, ex Pd, che con il suo passaggio all’opposizione aveva aperto la crepa divenuta ora una voragine.
Occhi puntati dunque su Petrella, anche lui ex Pd. E pesano le sue parole, scandite con il passaggio dalla civica di Gerosolimo a Italia viva: “A mio giudizio, lo scioglimento anticipato del consiglio comunale non risolve affatto, come già si è avuto modo di verificare nel corso degli ultimi anni, i problemi che affliggono la città, la quale non ha bisogno dei tatticismi funzionali all’esigenze e agli egoismi di taluni personaggi politici ma necessita, invece, di uno sforzo corale per fronteggiare la notevole entità dei problemi. Auspico e propongo, per le mie successive, conseguenti valutazioni in merito, una nuova fase amministrativa mediante l’azzeramento e la ricostituzione della Giunta Comunale’”. Del resto Francesco Perrotta, del gruppo Sulmona Libera e forte, ma esponente anche lui di Italia viva, è già in maggioranza.
Chissà però cosa penserà Gerosolimo, che ha consentito l’ingresso in consiglio a Petrella, impegnato ora con i suoi fedelissimi per le regionali di marzo prossimo, e per la candidatura della moglie, Marianna Scoccia, consigliere regionale uscente e sindaco di Prezza, con l’Udc, nella coalizione di centrodestra. In quel centrodestra da cui Scoccia andò via, scendendosi all’emiciclo con la minoranza. Per Gerosolimo, inutile dire, la caduta del comune del centrosinistra giocherebbe a maggior ragione a suo favore.
Anche Nannarone ha addolcito la posizione, dicendo nell’ultimo consiglio: “Avevo detto al sindaco di azzerare la giunta e lo ha fatto, ora bisogna ridefinire il programma di governo”. E soprattutto, “la città non può permettersi di perdere un governo, e ora non ci sono soluzioni migliori di Di Piero.
Infine il Partito democratico, accusato da di Piero di aver minato la sua maggioranza, ritenendo non negoziabile la carica di vicesindaco per il suo Franco Casciani.
Eloquenti le parole del segretario regionale del Pd Daniele Marinelli, “In questi anni il Partito democratico ha sostenuto il sindaco Gianfranco Di Piero in maniera convinta. È venuta meno la maggioranza per scelte personali di consiglieri comunali non appartenenti al Pd. Adesso bisogna ridare spazio alla politica, l’amministrazione di Sulmona è un patrimonio troppo importante da salvaguardare. Bisogna ricreare le condizioni per andare avanti. Noi lavoreremo per farlo e ci auguriamo che tutti facciano lo stesso affinché si ricostruisca una maggioranza per dare sostegno all’amministrazione e consentirle di andare avanti”.
A giocare a favore della ricomposizione della crisi, c’è anche il fattore “vil denaro”: da gennaio l’indennità degli assessori per le città dai 10mila ai 30mila abitanti – e Sulmona he ha 24mila di abitanti -, aumenteranno ulteriormente a 1.863 euro al mese, quella del vicesindaco a 2.277 euro, quella del sindaco a 4.140 euro. Cifre più che raddoppiate rispetto a quelle del 2021.






