ROCCARASO – Il responsabile dell’area tecnica del Comune di Roccaraso, geometra Evaldo Oddis, in accordo con l’amministrazione comunale, sindaco in testa, ha deciso di chiedere alla società Eden Real Estate di Napoli, titolare del permesso a costruire numero 35 del 12 novembre 2009, l’immediata sospensione temporanea dei lavori di ristrutturazione dell’ex soggiorno montano Enel (Sme).
“Il provvedimento – spiega il primo cittadino, Armando Cipriani – è scaturito dalla necessità da parte dell’amministrazione comunale di fare definitiva chiarezza su una vicenda che presenta alcuni aspetti controversi e che potrebbero inficiare la regolarità del rilascio del permesso e favorire ricorsi contro l’operato del Comune”.
A breve è previsto un incontro con i tecnici della società Real Estate per un esame approfondito della pratica edilizia.
“Si tratta di un buon intervento dell’amministrazione per evitare eventuali speculazioni e abusi edilizi segno della grande attenzione che riponiamo su questo particolare e delicato settore”, ha detto il sindaco.
“Per questo – continua Cipriani – abbiamo invitato la ditta esecutrice dei lavori a produrre altra documentazione al fine di dissipare ogni dubbio che ha reso possibile il successivo rilascio da parte del Comune di Roccaraso del permesso a costruire; se tutto ciò non dovesse avvenire si procederà alla revoca del permesso”.
La società Eden Real Estate entro oggi dovrà comunicare al responsabile dell’area tecnica comunale lo stop temporaneo del lavoro, altrimenti domani stesso sarà emessa un’ordinanza di sospensione lavori.
Il permesso ha autorizzato la realizzazione di numerosi appartamenti nell’edificio ex Sme da parte della Eden Real Estate Srl con sede a Napoli, proprietaria dell’immobile con rogito notarile stipulato nell’agosto 2008, costituito da particelle raggruppate in un unico identificativo catastale al foglio 11 del comune di Roccaraso, per un totale di quasi 20 mila metri cubi edificati.
Stando a quanto rilevato dal consigliere comunale Luigi Altamura, argomento rappresentato in Consiglio comunale, non era possibile la variazione della destinazione d’uso, da struttura turistica a appartamenti, in base al vigente piano regolatore, ma si sarebbe dovuto procedere con nuovo atto per l’adozione di un Piano integrato.






