PESCARA – Il gruppo del Partito democratico in consiglio comunale chiede che il Comune paghi all’imprenditrice Deborah Caldora, che vuole costruire sui terreni di Villa Basile, un milione e 180 mila euro, e che l’area venga mantenuta a verde.

L’appello è stato lanciato questa mattina dai consiglieri del Pd nel corso di una conferenza stampa durante la quale sono state ricostruite le tappe di questa lunga vicenda ed è stato puntato l’indice accusatore contro l’attuale maggioranza di centrodestra.

“Il diritto dell’imprenditore al risarcimento va tutelato”, ha detto Moreno Di Pietrantonio ricordando che il Tar ha dato ragione alla Caldora per l’illegittimo diniego del 1998 alla richiesta di permesso.

Il Comune, quindi, deve pagare un milione e 180 mila euro. Ma quel terreno va tutelato così com’è, deve rimanere verde.

“Non è opportuno – ha proseguito – aspettare il 21 dicembre, quando il Consiglio di stato si pronuncerà su questa vicenda”.

“Per quanto ci riguarda – ha concluso Di Pietrantonio – abbiamo presentato una delibera che va discussa in Consiglio e chiediamo che venga approvata. Sappiamo che ci sono pezzi di maggioranza che la pensano come noi”.

“I fondi da destinare alla Caldora – ha spiegato Camillo D’Angelo – ci sono eccome va vanno spesi subito, entro la fine di novembre, quando ci sarà l’assestamento, o rischiano di andare bruciati perché andranno in avanzo e torneranno ad essere spendibili a luglio dell’anno prossimo”.

“Non è possibile aspettare il 21 dicembre come suggerisce l’assessore Marcello Antonelli – ha aggiunto – perché allora non si potranno mettere le mani sul bilancio”.