PESCARA – I consiglieri del Pd al Comune di Pescara accusano l’amministrazione Mascia di penalizzare, nel bilancio di previsione 2011, le fasce più deboli della città, aumentando tutti i servizi a domanda individuale.

Gli aumenti riguarderebbero, in particolare, il costo del pasto scolastico (9 per cento); il canone di utilizzo degli impianti sportivi (25 per cento); il canone di utilizzo degli spazi pubblici del museo Colonna e dell’ex Aurum (23,5 per cento); la Cosap relativa ai banchi di vendita dei mercati cittadini (23,5 per cento); i diritti d’asta per i commercianti acquirenti del mercato ittico all’ingrosso.

Prevista, inoltre, l’eliminazione di una fascia di esenzione per quanto riguarda le rette degli asili nido. La fascia in questione sarebbe quella tra 0 e 4 mila e 900 euro di reddito Isee.

Secondo quanto riferito dai consiglieri del Pd, sarebbero completamente esenti i cittadini privi di reddito, mentre sarebbe applicata una retta media mensile pari a 48 euro per coloro che hanno un reddito Isee compreso tra un euro e 2.500 euro, e una retta mensile media di 67 euro per coloro che hanno un reddito Isee, compreso tra 2.501 euro e 4.900 euro.

Per mantenere, inoltre, il costo medio della retta degli asili nido rispetto alla media nazionale, che risulterebbe essere di 217,13 euro, sarebbe ridotta la retta mensile al Comune di 2-5 euro per tutte le altre fasce.

Per il gruppo del Pd, il bilancio di previsione della giunta Mascia “è finalizzato a spremere le fasce più deboli di Pescara per consentire dispendiosi e inutili sprechi per consulenze, tornelli, festival dell’effimero, stadi del mare e chi più ne ha più ne metta”.

Per i consiglieri, inoltre, l’aumento dei diritti d’asta per i commercianti acquirenti del mercato ittico costituirà “la mazzata finale a un’economia già in grande difficoltà”.