L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila perderà con molta probabilità 6 degli 11 milioni di euro destinati al piano sulla sicurezza del capoluogo, fermi da oltre 8 mesi, in attesa della redazione del progetto da parte dei tecnici.
I fondi potrebbero essere destinati ai lavori di consolidamento post-sismico di una scuola, con molta probabilità l’istituto alberghiero Ipsiasar del capoluogo, tra gli edifici scolastici indicati come prioritari dalla Provincia.
A darne notizia ad AbruzzoWeb è il responsabile dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, (Usra) Paolo Aielli, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera al Comune, agli assessorati, alla Provincia e agli enti competenti per dirottare i fondi e scongiurare il rischio di vederli vaporizzati.
“Ho scritto a tutti questi enti per destinare i soldi, fermi ormai da mesi, alla ricostruzione di uno di questi stabili – spiega – La provincia più volte ha indicato l’istituto alberghiero, dobbiamo pensare ad agire nell’interesse della città e della ricostruzione. I 6 milioni sono quelli assegnati al capoluogo grazie al taglio dei rimborsi ai partiti, fondi che comunque devono essere utilizzati per interventi pubblici”.
Qualora il cambio di destinazione dovesse andare in porto, per il piano di sicurezza resterebbero a disposizione solo 5 milioni di euro, provenienti da fondi Cipe destinati alla gestione dell’ordine pubblico.
Intanto, il progetto dell’amministrazione è “ancora in fase di redazione”, puntualizza il vice sindaco dell’Aquila Nicola Trifuoggi, nonostante la scadenza fosse inizialmente fissata al 31 gennaio scorso.
Il Comune, infatti, ha chiesto più tempo, e ha scelto di discostarsi dal modello di studio redatto dall’Usra in collaborazione con i tecnici comunali, come spiega lo stesso Trifuoggi.
“Quello dell’Usra era un piano più generale di sicurezza che si estendeva su varie parti del territorio, che è stato però considerato insoddisfacente e parziale dalla Prefettura – afferma l’ex procuratore – Il nostro è un piano di videosorveglianza che riguarda esclusivamente il centro storico. Il suo iter non è breve: una volta redatto, dovrà essere adottato dalla Giunta che lo trasmetterà al prefetto. Quest’ultimo, a sua volta, lo farà esaminare dal Comitato provinciale dell’ordine pubblico, che potrà fare ulteriori integrazioni e modifiche, prima dell’approvazione definitiva della Giunta”.
Il rischio, ora, è che i quattrini falciati possano non bastare più per il progetto di videosorveglianza comunale, nonostante l’attenzione dell’amministrazione al “risparmio sui fondi”, come sottolinea Trifuoggi.
L’intento del Comu e è quello “di adottare soluzioni tecniche efficaci, rimanendo nei termini di legge – conclude il vice sindaco – e nel contempo puntare a risparmiare fondi. Il progetto prevede la gestione della videosorveglianza per 6 anni da parte di chi si aggiudicherà il bando, dopodiché la palla passerà al Comune con un costo annuale superiore a 1 milione di euro”.



